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Hans M. Enzensberger

Traduttore: D. Zuffellato
Anno edizione: 1998
Pagine: 288 p.
  • EAN: 9788833910994

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    gianluca

    21/03/2006 22.29.17

    Enzensberger ha sempre una scrittura affascinante, vivace e acuta, che unisce rigore e ironia. esemplari i suoi saggi in Mediocrità e follia, o Questioni di dettaglio, dove politica, cultura, società, letteratura, vengono affrontati con taglio straordinariamente intelligente, mai banale. purtroppo, in questa raccolta di saggi, mi sono arenato all'introduzione con estremo disappunto, per due motivi, che sono due facce dello stesso: il mio amico Hans basa il suo discorso sul crimine rifacendosi al Freud di Totem e tabù, ahimé da gran tempo sbugiardato (anche già al tempo della stesura dei saggi, ormai quarant'anni fa) nella sua ossatura fondamentale circa il crimine commesso da un'orda primitiva, il parricidio atavico - e quindi disappunto per la poca cura nel volume, pur da un editore così raffinato come Boringhieri, che non commenta minimamente questo fatto. Per farsene un'idea, leggete il meraviglioso testo di Mircea Eliade "Nostalgia delle origini". Il livello della scrittura rientra nell'altissimo standard di Enzensberger, ma leggere un'opera fondata sull'errore - almeno su uno così macroscopico, altrimenti non dovremmo leggere quasi nulla... - è fastidioso, soprattutto quando non sarebbe stato poi difficile farlo notare, e magari trattare il significato al di là dell'errore stesso.

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