Posidippi Pellaei quae supersunt omnia

Anno edizione: 2002
In commercio dal: 1 gennaio 2002
Pagine: 234 p., ill.
  • EAN: 9788879161930
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I flutti che hanno inghiottito la maggior parte della letteratura greca restituiscono di tanto in tanto alcuni resti interessanti. La maschera di cartapesta di una mummia egiziana acquistata dalla Fondazione Cariplo e donata all'Università di Milano ha consentito al lavoro di due papirologi italiani Guido Bastianini e Claudio Gallazzi di pubblicare 112 epigrammi di Posidippo un poeta ellenistico nato nella città di Pella oggi Tabaqat al-Fahl le cui rovine si trovano ora in territorio giordano al confine con Israele e vissuto nel III secolo a.C. All'eccellente edizione del papiro pubblicata dalla Led nel 2000 (corredata da una riproduzione a colori del rotolo a grandezza naturale e fornita di due cd-rom che permettono di vedere sullo schermo di un normale computer il testo del papiro all'infrarosso e ad altissima definizione) fa ora seguito un volume più agile curato dallo stesso Bastianini insieme a Colin Austin che contiene tutta la produzione poetica di Posidippo per un totale di centocinquanta epigrammi. Alle composizioni contenute nel papiro milanese (ufficialmente indicato con la sigla P.Mil.Vogl. VIII 309) sono stati infatti aggiunti i trentotto epigrammi a noi già noti da altre fonti. Se questi ultimi provenienti in gran parte dal V e dal XII libro dell'Antologia Palatina sono soprattutto epigrammi amorosi le poesie conservate dal papiro trattano invece i temi più disparati: descrizioni di pietre preziose e di statue celebri presagi forniti dal volo degli uccelli e miracolose guarigioni ex voto ed epitaffi corse di cavalli e storie di naufragi. Questa raccolta di epigrammi corredati di traduzione italiana e inglese permette di gettare luce nuova su Posidippo uno dei massimi esperti di un genere poetico che ha attraversato con grande successo tutta l'antichità greco-romana dalle prime composizioni attribuite a Simonide agli epigrammi scritti nel periodo bizantino sotto il regno di Giustiniano.
Simone Beta