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Aldo Cazzullo

Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2015
Pagine: 403 p. , Rilegato

3 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Specifici eventi e argomenti - Post-colonialismo

  • EAN: 9788817082327



«Possa il mio sangue servire per ricostruire l’unità italiana e per riportare la nostra terra a essere onorata e stimata nel mondo intero».
Capitano Franco Balbis, decorato a El Alamein e fucilato dai fascisti il 5 aprile 1944

Cazzullo scrive – a ragione – che la Resistenza non è il patrimonio di una fazione, ma il patrimonio di una Nazione.
In Italia non è facile parlare di Resistenza: è uno di quegli accadimenti storici ancora troppo vicini, che dividono gli animi e portano a schierarsi ideologicamente, furiosamente e ciecamente.
L’autore de La guerra dei nostri nonni non cade in questa trappola, e ci incoraggia a seguirlo: questo è un libro prezioso, in cui vengono raccolte testimonianze vere, in cui non c’è ideologia, in cui si presentano i fatti così come sono stati, in cui emergono nitidamente ritratti di giovani, di donne, di ufficiali dei Carabinieri, di suore, di anziani, di parroci, di partigiani comunisti e cattolici, di contadini e intellettuali.
Tutti accomunati dalla stessa necessità: la libertà dell’Italia, e dei loro figli. Persone che hanno combattuto in tempi bui, in cui per una parola sbagliata si rischiava una fucilata, in cui per uno sguardo di traverso si veniva picchiati, in cui le fedi delle vedove venivano fuse “per la Patria” e il futuro dei bambini era con i tedeschi o con i partigiani. Non c’era la possibilità di scostarsi: o da una parte o dall’altra.
Quando si chiude Possa il mio sangue servire, non si è più le stesse persone di prima: bene scrive Cazzullo nella dedica, che è anche una chiusa meravigliosa “A Francesco e ai ragazzi della sua generazione perché sappiano quanto sangue è costata la loro libertà”.


I. Il testamento del capitano Balbis
II. «Non mi avrete mai»
III. 8 settembre: la vergogna e il riscatto
IV. Cefalonia: la prima Resistenza
V. «Viva la libertà per tutti»
VI. La Resistenza del Sud
VII. «Arrestate quelle suore»
VIII. La lista di Andreatta e il diario di Guareschi
IX. Lettere d'amore
X. «Vi accompagno io davanti al Signore»
XI. Roma liberata
XII. Le mogli dei carabinieri
XIII. Anna Maria Enriques e la battaglia di Firenze
XIV. Massacri e massacratori
XV. Il partigiano Fenoglio
XVI. «Impiccateli tutti, anche i ragazzini»
XVII. La paracadutista
XVIII. La Resistenza dei cattolici
XIX. Comunisti patrioti
XX. Il partigiano Sogno
XXI. La Resistenza degli alpini
XXII. La persecuzione degli ebrei
XXIII. La seconda battaglia di Legnano
XXIV. Il 25 aprile
XXV. Conclusione

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Recensioni dei clienti

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    Luca Taj

    25/04/2016 06.42.04

    Mi è molto piaciuto questo libro del giornalista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo. Forse le storie raccontate sono troppe e ci si perde un po' ma, alla fine del libro, si resta con la sensazione di aver abbracciato il periodo storico della Resistenza dal un punto di vista originale dei tanti piccoli racconti. Lo stile della scrittura è notevole (ma basta leggere anche i suoi articoli sul Corriere on line per apprezzarlo. Mi sono molto piaciuti il num. 10 "Vi accompagno io davanti al Signore" e il numero 16 "Impiccateli tutti, anche i bambini". Struggenti. Luca Tajani-lettore

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    Giamba

    04/11/2015 17.33.44

    Racconti frammentari della Resistenza che danno però l'idea della varietà del fenomeno che spesso è stato invece interpretato da una storiografia monocolore.

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    emanuele

    02/08/2015 08.09.53

    Argomento molto interessante ma a mio parere sviluppato un po' male... troppi nomi e troppe storie poco sviluppate... forse era il caso di riportare meno episodi e svilupparli di più... a tratti, si leggono lunghi elenchi di nomi che finiscono con l'annoiare...

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    Hyeronimus52

    09/07/2015 14.38.42

    Un libro commovente che tutti dovrebbero leggere per sapere, per non dimenticare, per capire: pensare oggi che quegli italiani che vissero con coraggio e abnegazione gli anni bui della guerra civile abbiano rappresentato una generazione unica e irripetibile della genia italiana è semplicistico e limitativo perché basterebbe ricordare quanti altri italiani si macchiarono insieme alle "bestie" tedesche delle più vergognose azioni nei confronti dei loro fratelli in armi e della popolazione inerme e indifesa per comprendere come un popolo possa essere nello stesso tempo il migliore e il peggiore del mondo

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    gianni

    27/05/2015 15.11.45

    La tesi centrale del libro è moralmente necessaria: il torto settant'anni fa era solo da una parte e chi oggi condanna o tenta di minare la Resistenza come valore irrinunciabile della Repubblica (certi di titoli di taluni quotidiani lo scorso 25 aprile erano, a questo proposito, per lo meno disgustosi) o è in malafede, o è un ignorante, o afferma (forse senza saperlo, e questo lo fa rientrare di diritto nella seconda casistica) di essere dalla parte di Hitler. L'equazione (falsa politicamente, storicamente e sul piano logico) che tanti successi ha mietuto negli ultimi vent'anni secondo cui antifascismo=stalinismo viene mostrata nel libro di Cazzullo in tutta la sua pericolosissima ridicolaggine.

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    claudio

    24/04/2015 21.51.22

    Dopo i nonni della prima guerra mondiale, Cazzullo ci racconta i genitori della seconda. Gli uomini e le donne che resistettero in qualche maniera all'invasore nazista. Fu guerra civile, ma anche guerra di liberazione, guerra di popolo a cui parteciparono militari e civili, religiosi e politici, giovani e anziani. Purtroppo ci furono anche delle esagerazioni, ma non si può dimenticare gli eccidi nazifascisti di quasi due anni contro la popolazione inerme.

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    Simo

    24/04/2015 10.18.51

    Uno di quei libri che bisogna leggere. Gli italiano hanno la memoria breve, invece bisogna sempre ricordarsi chi siamo, da dove veniamo e chi ci ha permesso di essere qui.

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