Categorie

Elif Batuman

Traduttore: E. Kampmann
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 309 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806206826

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    enrico.s

    26/05/2014 11.13.01

    Libro deludente; più che dei grandi romanzieri russi, racconta dell'autrice e delle sue vicissitudini accademiche (del che si ricava che il sottobosco universitario u.s.a. non deve essere così diverso dal nostro). Noiosetto per lunghi tratti, alla fine restano solo alcuni spunti di lettura (Sklovskij, ad es., di cui si cita un'opera che mai avevo sentito prima) e poco più. ...anche se siete "posseduti" dalla passione per i grandi russi, potete farne a meno.

  • User Icon

    Carlo M.

    07/06/2013 19.54.23

    Questo volume, sorprendentemente e sontuosamente legato a filo di refe dalla prestigiosa (temporibus illis!) casa editrice Einaudi, è interessante da un punto di vista sociologico: descrive lo sfascio socio-culturale delle repubbliche socialiste sovietiche dell'Asia centrale, retaggio di Lenin e Islam (combinazione letale). E' una lettura a tratti simpatica, tranne quando parla a lungo delle fiabe tagiko-kazake-uzbeke-patakake, noiosette anzichenò. A suo tempo fu esaltato da qualche critico nostrano, ma si tratta di una mezza-patacca... Adatto per un giorno di pioggia, se non avete prospettive più interessanti.

  • User Icon

    Karl

    21/07/2012 12.53.14

    Pessimo libro. A dispetto delle accattivanti premesse, si e' rivelato una delusione unica. Lunghe pagine di sproloqui autobiografici sull'interessantissima (?!) vita accademica dell'autrice, sulle sue scelte, sui suoi soggiorni (Stanford, circolo di scrittura creativa, Samarcanda, etc), il libro aggiunge/offre poco altro (riflessioni su Babel' e l'armata a cavallo ed altri piccoli approfondimenti inseriti come contorno ad un piatto principale completamente autoreferenziale). Onestamente, siamo lieti di sapere che l'autrice si sia appassionata agli studi di slavistica - salvo poi ribadire almeno un paio di volte di essere tornata al phd per mera necessita' economica ed assenza di migliori alternative - ma non c'era assolutamente bisogno di scriverci un libro cosi' inutile.

  • User Icon

    Fulvio Cortese

    13/07/2012 13.16.00

    La diremmo anche una "Storia di una passione personale ed autentica", perché tutto il libro serve a giustificare, meravigliosamente, la confessione racchiusa nelle sue ultime righe: "Se potessi ricominciare oggi, sceglierei di nuovo la letteratura. Se le risposte esistono, in questo mondo o nell'universo, sono ancora convinta che le troveremo proprio là" (p. 302). Elif Batuman, posseduta "coi fiocchi", ci racconta alcune delle sue esperienze letterarie preferite e ci ricorda quanto può essere intenso, oltre che indispensabile, il fuoco della curiosità intellettuale. Anche per questa giovane scrittrice di origine turca vale l'invito che Pietro Citati rivolge dalla quarta di copertina dell'edizione economica Adelphi de "Il dono" di Nabokov: «Dovunque siate, a casa o in ufficio, qualsiasi cosa stiate facendo... uscite subito e precipitatevi dal libraio. "I posseduti" è lì, e vi attende»!

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione