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Anna M. Di Fabio

Anno edizione: 2010
Pagine: 90 p.
  • EAN: 9788809748927
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Nella letteratura psicologica internazionale numerosi studi indagano il ruolo delle emozioni nel processo di insegnamento-apprendimento evidenziandone la rilevanza per la performance degli studenti, il clima in classe e il benessere dei docenti. Parallelamente si sono sviluppati, a partire dai lavori di Gardner risalenti agli anni ottanta, vari filoni di ricerca volti a far luce sul costrutto complesso e multiforme dell'intelligenza.
Fecondo è l'intreccio tra gli ambiti di ricerca delineati: l'intelligenza emotiva, teorizzata inizialmente da Salovey e Mayer (1990), è al centro di un acceso dibattito volto a delinearne gli elementi costitutivi e le rispettive implicazioni nei rapporti interpersonali. Tale costrutto, che si riferisce alla capacità di valutare, esprimere, regolare e utilizzare le emozioni, suscita un interesse crescente – non solo da parte della comunità scientifica, ma anche da parte del grande pubblico – per le possibili applicazioni in diversi contesti organizzativi.
Non è casuale che uno dei più recenti libri pubblicati in Italia sull'intelligenza emotiva sia dedicato alla scuola. Annamaria Di Fabio, dell'Università di Firenze, dopo essersi dedicata ad approfondire con approcci innovativi la psicologia dell'orientamento (in particolare il career planning e il bilancio di competenze), ha elaborato una guida rivolta a insegnanti, genitori, formatori e counselors, per la realizzazione di un training finalizzato a potenziare l'intelligenza emotiva in classe. Il fatto che l'autrice proponga agli operatori la possibilità di un trainingrappresenta una precisa conferma della sua adesione alla concezione incrementale dell'intelligenza emotiva, considerata come una serie di abilità che possono essere potenziate.
Il testo ha il pregio di essere caratterizzato da una duplice natura. Da un lato, offrendo una rassegna aggiornata ed esauriente degli studi incentrati sull'intelligenza emotiva, si colloca tra i contributi teorici capaci di fare sintesi sulla letteratura scientifica disponibile; dall'altro può essere considerato un vero e proprio workbook, assolutamente innovativo nel suo generee capace di offrire indicazioni dettagliate per la conduzione del training.
Corredato di un cdche garantisce un buon livello di interattività, il libro è suddiviso in due parti; la prima si apre con un excursus sull'evoluzione teorica del concetto d'intelligenza, seguito dall'analisi dei modelli d'intelligenza emotiva e degli strumenti di rilevazione della stessa, e si chiude con un approfondimento sul contesto scolastico. Si prendono in esame la relazione tra intelligenza emotiva e una serie di variabili quali il successo formativo, l'auto-efficacia dei docenti, il benessere psicologico e il percorso di scelta nello sviluppo delle carriere professionali. Nella seconda parte sono presentati esercizi graduali di potenziamento dell'intelligenza emotiva, con stimolazioni aggiuntive rispetto al modello di riferimento originariamente elaborato da Mayer, Salovey e Caruso (2002). Gli esercizi sono corredati da istruzioni per il formatore e da precise indicazioni sulle modalità di svolgimento, gli obiettivi da perseguire, i tempi richiesti e il livello di difficoltà.
Leggendo il lavoro di Di Fabio, è possibile sviluppare alcune considerazioni che trascendono le esplicite finalità del libro: il training, destinato dall'autrice agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, potrebbe essere adattato, con le necessarie modifiche, all'età adulta, ed essere poi sperimentato su un gruppo di docenti disponibili e desiderosi di fare quel lavoro su di sé così importante in ambito educativo. La scuola italiana necessita oggi di risorse non solo economiche, ma anche personali di livello elevato; solo un docente caring, motivato e competente – anche sul piano emotivo – può contribuire efficacemente all'innalzamento della qualità dell'offerta formativa e al benessere in ambiente scolastico. Il potenziamento delle abilità trasversali dei docenti rappresenta, forse, la strada più indicata per facilitare, negli alunni, l'auspicato apprendimento per competenze.
In una prospettiva analoga, si segnala che sono in corso alcune ricerche sul ruolo delle emozioni, della motivazione e dell'auto-efficacia nell'insegnamento. La speranza è che la diffusione dei risultati possa richiamare l'attenzione non solo sul grado di soddisfazione lavorativa, ma anche sulle reali possibilità di sviluppare le competenze degli insegnanti con interventi formativi adeguati. La società civile e gli organi preposti alla valutazione del sistema scolastico rivolgono ai docenti richieste sempre più pressanti, ma non si può dimenticare che, per poter svolgere un ruolo essenziale per la crescita del capitale umano nel paese, essi richiedono un supplemento di energie dirette in questa direzione.
Luisa Broli