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Marco Revelli

Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2010
Pagine: XII-127 p. , Brossura
  • EAN: 9788806203122

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    Lorenzo Panizzari

    07/10/2012 14.32.09

    L'autore afferma di voler andare contro l'informazione standard per mostrare le reali condizioni dell'Ita. Per farlo utilizza una sintesi di temi econ/sociali già trattati da altri (citazioni sempre presenti tra testo e note), a livello macro (gestione delle paure, società e rete, lavoro, welfare) e micro (cl.politica, imprenditori miopi, sistema bloccato); da una parte ha il pregio della sintesi, dall'altra, a parte un inizio adeguato (per dati, forma e contenuti) ad un pubblico medio, diventa difficile per concetti, articolazione delle frasi, terminologia ridondante. Con il passare delle pagine tende a schierarsi politicamente e perde del tutto la già scarsa propensione all'approfondimento ed alla chiarificazione di legami causali e nessi socioeconomici. Il Cap.1 è il più chiaro ed accessibile. L'autore afferma che l'Ita è da tempo in fase di impoverimento a causa di una mal gestione politica e di un collettivo atteggiamento di benessere irreale. Il peggioramento delle condizioni sociali produce conflittualità che si esprime in particolare tra fasce povere in una sorta di rivalsa per salvaguardare le proprie prerogative bloccando l'eventuale ascesa altrui piuttosto che cercando un miglioramento proprio, impossibile in Ita per effetto del blocco della mobilità sociale verso l'alto. Un po' più complesso il Cap.2 (Working Poor), ancora più complesso il Cap.3 (lavoro liquido/solido, residui e crisi del lavoro, neopatriarcalismo e ruolo della famiglia) ed ancora di più il Cap.4 (impoverimento del ceto medio e nuove tipologie del lavoro). Ultimo capitolo migliore per scrittura, sintesi e chiarezza dei concetti ma un po' troppo populista ed allineato alla più comune demagogia della sx; torna al tema iniziale (conflitto tra poveri) ed incolpa (giustamente) la politica e la società debole, che non agiscono e si limitano da tempo a difendere le proprie posizioni pensando più al breve periodo ed ai privilegi relativi che al lungo periodo ed al benessere collettivo.

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