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Il pozzo e l'ago. Intorno al mestiere di scrivere
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Il pozzo e l'ago. Intorno al mestiere di scrivere - Gian Luigi Beccaria - copertina
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Descrizione


Gian Luigi Beccaria, studioso dello stile, si sofferma sullo scrivere come lavorazione, e procede scavando tra esecuzioni e varianti di poeti e prosatori, da Dante e Pascoli a Sereni e Zanzotto, da Čechov e Proust a Roth e Murakami.

Perché si scrive? Quale impegno, o fatica, o desiderio sta alle spalle dello scrivere? L'irrompere dell'immaginario, e dell'invenzione, il confessare, raccontare o scoprire se stessi, riaprire segrete ferite, esplorarle, scavare nel pozzo degli angoli bui di sé e degli altri, evocare e rappresentare ricordi, sogni, porre domande con o senza risposte, assecondare la propria nevrosi per trarne ora uno sfarzo stilistico, ora equilibri e bellezze formali. Si scrive infine per indagare intorno a una verità, aprire una finestra sul mondo, catturarlo attraverso una rappresentazione discorsiva, quando lo scrivere diventa necessità, impegno per comprendere la vita, gettare luce sull'essere dell'uomo e su ciò che dentro e intorno a lui sta accadendo o è accaduto. Si scrive insomma in infiniti modi e con infinite aspirazioni. Ma si scrive anche perché si ha paura di essere dimenticati. Scrivere è un qualcosa che ha a che fare con il senso della vita. Consapevole di tutti questi aspetti, Gian Luigi Beccaria, studioso dello stile, si sofferma soprattutto sullo scrivere come lavorazione , e procede scavando tra esecuzioni e varianti di poeti e prosatori, da Dante e Pascoli a Sereni e Zanzotto, da Čechov e Proust a Roth e Murakami.
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Dettagli

2019
1 ottobre 2019
168 p.
9788806243081

Conosci l'autore

Gian Luigi Beccaria

1936, Castiglione Saluzzo (CN)

Linguista e critico italiano, insegna storia della lingua italiana all’università di Torino. È accademico della Crusca e collabora con numerosi periodici e con «La Stampa». Nella sua vasta produzione si è occupato di lingua italiana antica e moderna, di prosa e poesia, di letteratura colta e popolare, di dialetto e linguaggi settoriali contemporanei. Tra le sue opere: Ritmo e melodia nella prosa italiana (1964), L’autonomia del significante (1975), il saggio su Beppe Fenoglio La guerra e gli asfodeli (1984), Italiano. Antico e nuovo (1988), Le forme della lontananza (1989), I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole scomparse (1995), Viaggio alla ricerca del vocabolario dell’ormai scomparsa cultura contadina, Sicuterat (1999), Elogio...

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