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Traduttore: A. Garavaglia
Editore: Rizzoli
Collana: Scala stranieri
Anno edizione: 2005
Pagine: 517 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817008594

Recensioni dei clienti

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    Claudio

    12/09/2012 18.03.58

    Finalmente un romanzo moderno che non sia un thriller od un horror, anzi, l'autore è riuscito a descrivere un'epoca-come quella post-comunista- senza far ricorso ad avventure iperboliche dei protagonisti o scadendo nei soliti luoghi comuni ma osservando la realtà con gli occhi di ognuno di noi; un'opera veramente molto intensa sotto il profilo emotivo. Nel romanzo i personaggi sono caratterizzati nei minimi dettagli tanto che si arriva addirittura ad amarli od odiarli nel corso della lettura. Sicuramente un acquisto che consiglio e complimenti all'autore.

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    June

    19/05/2011 12.42.31

    Un libro di cui mi sono innamorato, una storia semplice, malinconica, delicata, che però va al cuore. Vi innamorerete di Budapest (e giuro che non sto sbagliando città!)

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    Patrick

    27/07/2010 22.29.35

    Ottimo romanzo sostenuto da un'architettura narrativa molto valida. Personaggi molto ben delineati ed approfonditi. Budapest descritta stupendamente per chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerla bene. Forse il titolo "Praga" ha deluso qualche estimatore della capitale Ceca, però, l'autore non ha sbagliato nulla, nemmeno il titolo!

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    Gianni

    06/03/2008 18.18.30

    Un vero peccato era un libro dal quale mi attendevo molto, invece............Delle 514 pagine ne bastavano solo 200. Da salvare solo la parte iniziale e le ultime pagine. La parte centrale è davvero noiosa e ripetitiva.

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    rainbow

    28/09/2006 19.09.52

    E’ un romanzo prolisso, non si capisce bene che cosa racconti, non prende mai, a parte un minimo di suspance che riguarda unicamente la storia d’amore un po’ squallidina e scontata fra la ragazza che lavora all’ambasciata e il bellimbusto. Per il resto è un collage mal riuscito di cose che stanno fra loro così come i cavoli a merenda. Manca del tutto di gusto paesaggistico, scarsissima l’ambientazione storico-geografica, assente l’anima dei luoghi; così assente che io come lettore sono rimasto male (per usare un grazioso eufemismo) dal constatare che di Praga non c’è neppure la polvere dei suoi marciapiedi, nonostante il titolo. Sorge un dubbio: che appunto il titolo sia uno specchietto per le allodole o che io sia diventato all’improvviso incapace di capire un libro? Comunque, al di là di tutto, da un romanzo il quale, bene o male, si intitola ‘Praga’, ci si aspetterebbe almeno un minimo di quella ‘magia mitteleuropea’ tipicamente praghese; e invece? Nemmeno l’ombra. Ma!

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    Mara

    10/03/2006 14.43.55

    Uno dei pochissimi libri che non sono riuscita a terminare. Lento e assolutamente non memorabile!

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    Paolo DTM

    29/11/2005 10.59.29

    E’ un vero peccato che la lettrice che mi precede abbia deciso di arrendersi già alla centesima pagina di quello che,a torto, viene definito “polpettone”. Premesso che fermarsi dopo aver letto neanche un quinto di un romanzo non consente una valutazione critica obiettiva,a maggior ragione,in questo caso, decretare il “decesso” di Praga dopo sole 100 pagine rappresenta una stroncatura che l’ottimo Arthur Phillips davvero non merita. Più che di un “polpettone”,infatti, si tratta di un romanzo estremamente ricco, ironico, valorizzato da uno stile narrativo elegante ed evocativo. Phillips è infatti abilissimo nell’intrecciare le vicende dei cinque giovani protagonisti rendendo estremamente vividi quelli che erano gli aspetti più curiosi,tragici e divertenti di un momento cruciale della storia recente,in una città, la Budapest degli anni ’90, appena uscita dalla lunga “apnea” comunista. Assolutamente imperdibile.

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    Francesca

    19/10/2005 12.34.08

    Non ce l'ho fatta. Alle 22.30 di ieri sera, a pagina 100, ho dichiarato il decesso di questo polpettone.

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