Predatore - Patricia D. Cornwell - copertina

Predatore

Patricia D. Cornwell

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Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 14 febbraio 2006
Pagine: 353 p., Rilegato
  • EAN: 9788804550983
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Kay Scarpetta, Pete Marino, Lucy Farinelli, Benton Wesley: i personaggi che hanno reso famosa Patricia Cornwell tornano in un nuovo thriller ad alta tensione, un romanzo dalla trama intrigante e fino all'ultimo ricco di suspense, come quelli tanto amati dagli affezionati lettori della scrittrice americana.
L'anatomopatologa Kay Scarpetta è alle prese con uno dei casi più difficili della sua carriera: un'indagine che la condurrà dall'umida Florida, dove ora è a capo della National Forensic Academy, fino all'innevata Boston. E anche più in là, ai confini del cervello umano, nelle lande desolate della mente di un assassino che sembra impossibile arrestare.
Tutto ha inizio con le indagini sul presunto suicidio di un neurologo, Jhonny Swift, a cui sta lavorando anche la nipote di Kay, Lucy. Il caso presenta molti punti oscuri che fanno pensare a qualcosa di diverso dal semplice atto sconsiderato di un depresso. Pochi giorni dopo, nella zona di Walden Port, viene ritrovato il cadavere di una donna con strani tatuaggi rossi a forma di mani sui seni e sulle cosce, un particolare inquietante, soprattutto perché anche l'ultima conquista di Lucy presenta tatuaggi simili ed è stata conosciuta dalla detective mentre stava compiendo alcuni interrogatori proprio nel locale frequentato dal defunto Swift.
Nel frattempo, a Boston, Benton Wesley, psicologo forense da anni legato sentimentalmente alla dottoressa Scarpetta, è alle prese con un delicato progetto di ricerca che tenta di svelare i segreti delle menti dei criminali più efferati. Durante uno dei test, condotti su Basil Jenrette, incarcerato per avere seviziato e ucciso un imprecisato numero di donne, Benton apprende la macabra storia di un assassinio avvenuto molti anni prima in un negozio di addobbi natalizi, un episodio apparentemente estraneo al caso seguito da Kay Scarpetta e da Lucy Farinelli ma forse non completamente... Infatti, un misterioso personaggio denominatosi Hog, in preda al delirio religioso, avanza minacce disseminate di incomprensibili indizi che lasciano presagire un misterioso legame tra le rivelazioni di Jenrette e i casi di omicidio seguiti da Kay Scarpetta e dal suo team…
Dopo Calliphora e La traccia, le avventure dell'anatomopatologa più famosa del mondo non smettono di stupire, conducendo i lettori, con impareggiabile maestria, nei profondi abissi della mente criminale, e coinvolgendoli nell'inseguimento di controversi indizi psicologici, che possono condurre soltanto a una mente diabolica.
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    Brunella

    27/04/2009 18:43:38

    Brutto, brutto, brutto. Da Calliphora in poi la Cornwell non ne ha imbroccato uno giusto. Non ci mette più la passione di un tempo sembra che debba solamente onorare un contratto che la obbliga a scrivere un tot di libri in un anno e dunque scrive la prima cosa che le passa per la testa. No, non ci siamo. Bocciato!

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    elisa

    22/07/2008 18:25:28

    Mi è sembrato un po' contorto e complicato. Poca suspance e molti punti in cui la trama sembra fare acqua... Preferivo la vecchia Patricia, quella di " Ultimo distretto" e "La fabbrica dei corpi"!

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    Allefer

    31/03/2007 23:16:19

    Non male, buona creazione della trama....anche se tutto non torna sempre perfettamente come nei primi romanzi della Cornwell.... finale liquidato in poche pagine... lascia un pò a bocca asciutta...

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    Daria

    19/03/2007 15:20:18

    Via su... non è poi così male... E' vero non è più la Cornwell de "IL CIMITERO DEI SENZA NOME" e "LA FABBRICA DEI CORPI"... ma dopo "LA TRACCIA" mi aspettavo il declino.. invece... P.S. Secondo "L'ULTIMO DISTRETTO" si doveva intitolare "L'ULTIMO MIO SCRITTO"..................

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    Valentina

    07/03/2007 02:02:40

    ...Ma che fine ha fatto Patricia Cornwell?? Quella che mi ha catturato da adolescente con oggetti di reato?? e che adoravo dopo la fabbrica dei corpi ed il cimitero dei senza nome? L'ultimo libro accettabile è sicuramente l'ultimo distretto, da calliphora in poi concordo con chi sostiene che non è più lei a scrivere i romanzi.

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    ladybrett

    15/01/2007 17:27:50

    detrattori questa volta sbagliate.salutiamo il ritorno di una buona storia e di una piacevole lettura. cornwell recupera credibilità e ci fa pensare di avere, per fortuna, ancora idee e voglia di mandare scarpetta & c. in giro per gli states. c'è molto materiale, sarebbe rimasto un piacere anche con una cinquantina di pagine in più. meglio non dichiarare defunti gli scrittori solo per abitudine !

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    Cri

    14/12/2006 18:51:59

    Non capisco perchè tutte queste critiche sul libro...ho letto tutto di P.C. e quello che ho detto di quest'ultimo è.."finalmente è tornata agli antichi splendori"...solo gli ultimi nn mi erano piaciuti molto ma hanno cmq meritato di essere letti..A me piace sempre tanto!

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    tittirossa

    06/11/2006 09:43:53

    Nella sua corsa a darci il peggio di se, Cornwell sta battendo ogni limite. Concordo con tanti altri: da Calliphora (ma anche prima) è uno scempio di scrittura, suspence, personaggi, trama. Continuo a comprarli (con quel che costano, 19€!) ed a leggerli per una forma di compulsione, sono un serial reader!, e nella vana speranza che Patricia rimatte mano direttamente al suo personaggio e ci ridia una storia sensata.

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    Michela

    03/11/2006 09:31:17

    sono un appassionata di questa scrittrice,ho letto tutti i suoi libri fino a quando ho comprato Predator...a parte il fatto che non capisco perchè sia passata dalla 1 persona alla 3..poi è veramente pesante come libro e a dirvela tutta non sono riuscita a finirlo..poi mi ritrovo i personaggi che sono cambiati senza un motivo o un perchè...marino,lucy..boo!!sinceramente già dal libro precedente c'erano i sentori che il libro successivo non sarebbe stato un gran che..calliphora invece mi era piaciuto.spero che il prossimo libro sia meglio,che abbia la stessa passione e cura descrittiva dei precedenti...intanto per consolarmi mi rileggo quelli vecchi...

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    Mario

    14/10/2006 17:08:07

    Mi dispiace ammetterlo, ma non sono riuscito a finirlo, già "La Traccia" mi aveva convinto poco,ma questo è ancora peggio. Troppi salti da un ambiente all'altro, i dialoghi che spesso sono lasciati all'intuizione del lettore. Brutto!

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    Luca

    04/10/2006 11:28:50

    Primo libro della Cornwell letto e non l'ho trovato interessante...Proverò leggendo Post Mortem per avere un opinione migliore su questa scrittrice.

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    Enrico

    03/10/2006 19:17:21

    Un pò mattone, l'autrice del libro diventa sempre più pesante, gli interpreti del romanzo ovviamente sempre gli stessi, arrivano ad essere anche antipati ed esaperanti fra di loro, alla fine il meno peggio è proprio Marino. Insistente nei termini medici come fossimi tutti ormai patologhi come lei. Ho iniziato a leggere Jack lo squartatore in cui sostiene di aver scoperto il vero assassino, dopo aver speso un patrimonio di soldi e tempo sara vero? Ma stranamente non ho riscontrato un'opinione pubblica vasta, data l'importanza del caso, ovviamente essendo anche questo libro molto noioso e carico di date riscontri etc. non sono riuscito a finirlo. In definitiva i primi libri di questa, tutto sommato brillante autrice erano più leggerei e gradibili

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    Federico

    03/10/2006 11:03:37

    Sembra impossibile, ma ogni nuovo romanzo della Cornwell è peggiore dei precedenti; questo Predatore non ha nè capo nè coda, si trascina stancamente per 350 pagine fino ad arrivare a una conclusione grottesca. Assolutamente sconsigliato.

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    alessandra

    30/09/2006 11:45:17

    La Cornwell ancora una volta ci fa parlare di sè e dei suoi personaggi. Neanche a me piace tanto la nuova linea narrativa, il passaggio dalla prima alla terza persona e il nuovo profilo psicologico dei personaggi. Spero che queso romanzo, pieno di non detti, apra la via a nuove sorprese, aspettiamo il prossimo. Ale

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    luca

    20/09/2006 15:12:02

    Primo libro che leggo di Patricia e sinceramente nulla di che...pessimo

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    barbara

    13/09/2006 12:59:46

    Che dire di questo libro.....una vera macchia nella carriera della scrittrice, ormai leggo i suoi libri nel ricordo dei tempi che furono (quelli di POST MORTEM per intenderci)...il finale è inconcludente, ho letto e riletto le ultime pagine ma nulla, è una storia che non esiste, sono perfettamente d'accordo con chi dice che il libro sembra essere stato scritto in fretta e senza attenzione!!! Compreremo il prossimo???? Mahhhh......

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    Erica

    07/09/2006 11:47:20

    Quanti giudizi negativi!E' vero, non è questo uno dei suoi migliori libri, Callliphora era peggio però. Mi sono appassionata di Kay Scarpetta alcuni anni fa ed ogni volta che esce un nuovo libro non vedo l'ora di averlo tra le mani. Poco importa se in questo manca la suspance, o in quell'altro c'è troppa riflessione psicologica o nell'ultimo Marino non è più lui. La vita continua per tutti e le esperienze ci cambiano, come è già stato scritto da qualcuno prima di me, e la Cornwell è stata molto sensibile in questo, ci ha mostrato una donna che è cambiata dopo tutte le avventure che ha vissuto. Questa è una Kay più umana. Spero anche io, come tutti, di trovare qualche brivido in più nei prossimi libri, di trovarmi con Kay nel momento di un'autopsia descritta in maniera magistrale. Ed è proprio per questo che continuerò a leggere i suoi fantastici libri.

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    Massimo

    28/08/2006 21:55:36

    Ennesimo “pasticciaccio brutto” della Cornwell. Personaggi macchietta, trama avvitata e totalmente inconsistente, mille rivoli narrativi che finiscono nel nulla, finale abborracciato e deludente: in più, tanta e tanta inutile violenza spruzzata in ogni dove, quasi a voler mascherare le magagne di questo “letal-thriller” (letale per il lettore…) da dimenticare. Qualche rarissimo guizzo della Cornwell dei vecchi tempi (quella che ricordiamo - e rimpiangiamo - tutti.) Il voto 2 va inteso come incoraggiamento all’autrice (a smettere di pubblicare romanzi….)!!!!

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    Patrick Bateman

    31/07/2006 11:41:30

    Non sa scrivere...zero...non dorebbero neanche pubblicare i suoi libri...

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    Sara

    10/07/2006 16:16:37

    Che delusione .. Fino a metà libro era abbastanza interessante, c'era suspence.. Ho finito il libro e avevo ancora decine di domande senza risposta..sembra che l'ultima parte l'abbia scritta velocemente senza interessarsi di fornire informazioni sui personaggi, le vicende, le storie..giusto per concluderlo.. che si fosse stufata? Delusione ancora maggiore perchè è la mia scrittrice preferita e ho quasi tutti i suoi libri.. i primi sono eccezionali, ma gli ultimi stanno precipitando miseramente. Kay Scarpetta che sta diventando odiosa e altezzosa, Lucy che ogni volta ha 10 cose nuove, Pete che è irriconoscibile.. spero sia solo un passaggio..o se non vuole più scrivere libri, che non lo faccia, invece di pubblicare queste storie incomplete.

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  • Patricia D. Cornwell Cover

    Scrittrice statunitense, discende dall'autrice de La Capanna dello Zio Tom. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatico presso l'ufficio di medicina legale della Virginia. È tra i fondatori dell'Istituto di scienze e medicina forense della Virginia e Senior Fellow dell'International Crime Scene Academy del John Jay College of Criminal Justice, nonché membro del McLean Hospital's National Council, dove è un sostenitrice della ricerca psichiatrica.Ha esordito nella narrativa nel 1990 con il romanzo Postmortem (in Italia nel 1995), l'unico romanzo ad aver vinto nello stesso anno i premi Edgar, Creasey, Anthony, Macavity e il Prix du Roman d'Aventure. Il successo, raggiunto a livello mondiale con Oggetti di reato (1993), è andato crescendo... Approfondisci
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