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Preghiere esaudite

Truman Capote

Traduttore: E. Capriolo
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: VIII-179 p., Brossura
  • EAN: 9788811669814
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Recensioni dei clienti

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    GL

    25/06/2013 11.30.42

    Dispiace dirlo, ma rispetto alle prove migliori di Capote, questo libro dice solo di una stanchezza d'ispirazione senza rimedio.

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    gianni

    17/03/2013 19.33.24

    Il marciume del bel mondo newyorchese anni cinquanta e sessanta assurto ad epica grottesca di un'umanità d'alto rango annoiata, cinica, nichilista, che si stordisce di alcol, che chiacchiera solo di pettegolezzi a sfondo pruriginoso, che pratica un sesso bestialmente ridotto a pura libido freudiana: un mondo, insomma, troppo ostentatamente schic per non ricadere, per paradosso, quasi in uno stadio pre-umano, hobbesiano, in cui ci si sbrana, elegantemente, l'un l'altro. Quasi a voler mostrare, dietro gli orpelli dell'extralusso, un'identità animalesca permanente, più ardita e sfacciata proprio perché esaltata dallo strapotere della ricchezza: una versione assai aristocratica di un'umanità a sangue freddo. Il tutto in una prosa tagliente, politicamente più che scorretta, sboccata, ma raffinatissima. Un libro maledetto e, quindi, perfetto.

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    Biagio Mastrangelo

    16/12/2010 16.00.57

    Il piccoletto ci sapeva davvero fare con la penna, e non mi meraviglia il fatto che sia stato bandito dal jet set che fino a quel momento lo aveva coccolato, dopo la pubblicazione dei racconti che sono raccolti in questo volume.

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    intrevado nicola

    14/04/2009 22.11.48

    E' meglio piangere in una lussuosa suite del George V° a Parigi che in una pensione infestata da scarfaggi e gore di umido sulle pareti a Isernia. Questa frase riassume molto meglio di tante concettose teorie tutta la filosofia di questo suo ultimo lavoro. Certo, incompleto e amputato , ( volutamente ? Come sostengono i suoi biografi piu' accreditati ? ) di suoi altri , ben 7 capitoli. I 3 che lo conpongono , comunque fantastici , di fatto , furono gia' pubblicati in patinate riviste americane , negli anni 70. E , " Mojave " , altro capitolo , fu del tutto esiliato dal corpus del lavoro per trovare un suo definitivo alloggio nella raccolta di racconti " La forma delle cose ". Ma Capote resta comunque Capote , sia pure con un romanzo " monco" , sia pure con un Opera che , mette in luce tutto il sommerso del jet-set del suo tempo , in una sorta di cloaca a cielo aperto. Confessioni , indiscrezioni , segreti , pettegolezzi che gli erano stati bisbigliati con solenni giuramenti , vengono da lui , sbandierati al pubblico famelico , gia' allora assetato di gossip. Ma nei tre capitoli superstiti, e' intatto il suo senso dell' humor , terribilmente elegante , e la sua capacita' di scrittura che lo rende un autore, unico nel suo genere. Anzi , inventore di un genere.Il libro va letto , e letto dopo aver esaurito tutti i suoi scritti. Solo cosi' si assapora questo frammento di una galassia certo non sconfinata come vorremmo ma , abbastanza luminosa da abbagliare il buio della mediocrita' di tanti prolifici autori. Capote ha scritto poco , ma cio' che resta , tanto rappresenta del suo tempo come chi ha recitato una sola parte ma inciso con un segno inedito ed indelebile il cuore e la mente di chi legge. Ora , nel tempo che avete impiegato per leggere questa mia recensione , il tipo al George V° ha smesso di piangere perche' ha ritrovato il suo Rolex d' oro , mentre , il tizio alla pensione di Isernia piange ancora poiche' la macchina che gli e' stata rubata non e' stata ancora ritrovata. Ma la vita e' ingiusta. Si sa.

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    saverio

    29/01/2008 14.41.31

    Capote e' un genio Forse in questo lavoro postumo si avverte stanchezza. Mancano degli episodi che lo stesso Capote volontariamente non ha voluto fare ritrovare. E' il libro che gli e' valso l'esilio dal jet set di Manhattan e si dice anche un suicidio sulla coscienza. Un inchino al grande genio.

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