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Recensioni Pretzel Logic

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    02/05/2020 01:16:12

    Forse "Pretzel Logic" non è il capolavoro assoluto del gruppo (personalmente propenderei per "Aja" o il sottovalutato "Countdown to Ecstasy"), ma è di certo l'album che meglio riesce a condensarne la poetica. In poco più di 30 minuti è possibile trovare tutti i generi e le influenze che hanno contribuito a rendere unico il sound della band: c'è il pop più west-coast (o "yacht rock", se preferite) di "Any Major Dude Will Tell You" e "Barrytown", l'amore per il jazz presente in "East St. Louis Toodle-Oo" e "Parker's Band" (la prima una riproposizione di una composizione di Duke Ellington, la seconda un omaggio al leggendario sassofonista), il blues più puro della title-track, la black music di "Monkey In Your Soul" e, addirittura, il country di "With A Gun". E poi ci sono due canzoni, forse le migliori dell'intero disco, che posseggono quel sound talmente personale e originale da essere riconducibile ai soli Steely Dan. La prima è l'enorme hit "Rikki Don't Lose That Number", che cita "Song for My Father" di Horace Silver, mentre la seconda è la splendida "Night By Night", con il grande Jeff Porcaro alla batteria (suonerà tutti i brani del successivo "Katy Lied"). Anche i brani meno conosciuti, come "Through With Buzz" e "Charlie Freak", sono delle piccole gemme che meriterebbero più attenzione. L'intera discografia di Donald Fagen e Walter Becker è degna di nota, ma, se avete bisogno di un solo disco con cui iniziare a scoprirla, partite con "Pretzel Logic".

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