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Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Pagine: 196 p. , Brossura
  • EAN: 9788806182328

Recensioni dei clienti

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    paolo

    30/08/2013 19.04.16

    Giallo che non decolla e rimane a basse quote x tutto il tempo.Soprattutto libro che non coinvolge emotivamente e che presenta dei personaggi piatti privi di interesse.Il finale si salva ma non riesce a risollevare la votazione complessiva.

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    mirco

    17/02/2012 13.34.05

    Basterebbe documentarsi, si Wiki c'è la pagina della Vargas. Occhio che ha scritto anche qualcos'altro nel 85 "giochi di amore e di morte" non ancora pubblicato in Italia. A me non è dispiaciuto, ovvio va considerato per quello che è, un romanzo d'esordio.

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    Maurizio Ciarlatani

    21/09/2011 09.24.11

    Personaggi assurdi, colloqui fuori dalle righe, al limite della comprensibilità. Pasticciato. Per un patito della Vargas come me, una vera delusione. Sembra un testo scritto di fretta, su sollecitazione dell'editore.

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    roman

    08/06/2011 13.04.24

    Sono un fan della Vargas,ma qui è davvero deludente. Sembra qualcosa di abbozzato rispetto ai suoi grandi libri. Probabilmente la casa editrice ha pubblicato qualcosa di vecchio e poco maturo non avendo altro. Spero di leggere di nuovo la Vargas di Adamsberg. Presto.

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    Romina

    05/05/2011 21.27.58

    Davvero deludente. Probabilmente una prova giovanile della Vargas. Quando tornerà Adamsberg?

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    Fralalla

    27/10/2010 15.38.18

    Intrigante, scorrevole, piacevole e poco impegnativo. Bella la caratterizzazione dei personaggi ed il linguaggio. Fa venir voglia di scoprire l'autrice con qualcosa di più "consistente".

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 12.05.57

    Chi legge, conosce e apprezza la Vargas non può, certo, rimanere pienamente soddisfatto da questo romanzo. Che, va detto, è solo la sua terza fatica letteraria. Quindi, non siamo affatto davanti "all'ultimo romanzo" della scrittrice francese ma ad una pubblicazione italiana "postuma", come oramai ci ha, purtroppo, abituati la cara (sotto tutti gli aspetti) Einaudi. Cosa ne consegue? Beh, che i personaggi ben delineati e caratterizzati, che sono la forza dell'opera della Vargas qui rimangono solo abbozzati. L'ambientazione è anch'essa scarna, siamo a Roma e non si parla neanche per un attimo dei suoi monumenti, delle sue bellezze. Il finale non è poi così sorprendente. Vale comunque la pena leggerlo per cogliere le analogie tra gli imperatori Nerone, Tiberio e Claudio (protagonisti di questo romanzo) e i Tre Evangelisti che, personalmente, tanto mi piacciono. E come non rivedere in Valence e Laura, Adamsberg e Camille??? Insomma un romanzo che getta le basi, per la Vargas che verrà e che tanto amiamo. Accontentiamoci. Non ci resta che aspettare impazienti l'"ultimo romanzo" di Fred Vargas! Quello vero, però!

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    silvia

    17/09/2010 23.14.52

    mi ha fatto compagnia per qualche ora in un lungo viaggio aereo, distraendomi per un bel pezzo dalla noia (e dalla paura) del volo, dunque non posso che dirne bene. Certo non all'altezza di altri "capolavori" della Vargas, che ho adorato e che ogni tanto rileggo. La storia non è male, i personaggi forse sono un po' azzardati ma simpatici. Il finale è abbastanza prevedibile, ma viene fuori poco per volta, e quindi riesce un po' a stupire. Complessivamente positivo, anche se non eccelso.

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    mauro

    14/07/2010 16.04.18

    Inferiore ai precedenti..ma comunque sempre affascinante e di classe.

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    vale

    28/06/2010 11.45.11

    Si legge con leggerezza ma quanto è supponente..! i suoi personaggi li trovo così poco credibili.. mah..

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    nick

    16/06/2010 17.47.42

    Ora mi è chiaro perché la autrice impieghi 21 giorni fissi, non uno in più o in meno, a scrivere i suoi manufatti, sotto l'ombrello protettivo della graziosa sorella. Avevo letto solo uno dei primi della Vargas, lasciato a metà, e mi ero ripromesso di non leggerne più. Ci sono ricascato. Contenuto zero ma il solito tono supponente di chi ritiene di saperne più di tutti, vedasi in primis la ridicola ed insignificante attribuzione dei nomignoli degli Imperatori. Trama: già dall'inizio tutti capiscono dove si vada a parare, basta conoscere il background politico e culturale della Nostra. Mai più un libro della francesina, fenomeno frutto di un colossale abbaglio editoriale. Voto 1.

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    Alessia Pace

    07/06/2010 21.12.52

    Mi ha decisamente deluso, già dalla prima pagina quando afferma che la stazione Termini alle otto di mattina era deserta. La Vargas di questo libro è abbastanza acerba,e si nota già dalle prime battute iniziali. Ho fatto fatica ad arrivare alla fine della lettura.

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    Ilydily

    31/05/2010 16.27.24

    Un bel giallo, particolare e un po’ fuori dagli schemi. Non tanto per la storia in sé quanto per l’ambientazione, Roma Vaticana, e la scelta dei 3 amici “imperatori” che fanno i funamboli tra passato e presente. Oltretutto non solo è scritto bene ma soprattutto è scorrevole, con capitoli molto corti che non si perdono per nulla in inutili dettagli. Va dritto al sodo. Consigliato

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    Pacifico

    29/05/2010 11.59.17

    Deluso, ma me lo sentivo, ero preparato,ho letto le recensioni precedenti,sono daccordo con la maggior parte delle critiche, niente di che si vede che è un libro scritto molto prima delle 2 serie che ci affascinano, spero in un ritorno immediato di ADAMSBERG e dei 3 magnifici evangelisti

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    massimiliano

    26/05/2010 19.20.28

    La Vargas è riuscita nell’impresa - tentata da molti ma realizzata da pochi - di salvare i propri personaggi dal mare dell’anonimato letterario imponendo loro una identità così spessa e forte da renderli facilmente riconoscibili e nel contempo riscattarli dalla loro condizione di naufraghi sconosciuti e senza volto, come le migliaia di anime crocifisse dall’inchiostro sulla pagina. Talvolta però una deviazione dal percorso intrapreso dall’artista - consistente nel presentare sempre gli stessi protagonisti - può essere percepita dal lettore come un tradimento, una trasgressione. “Prima di morire addio” non è Adamsberg né i tre Evangelisti, tuttavia non può definirsi un brutto romanzo, anzi...Occhieggiando al surreale la scrittrice francese intesse una trama decisamente gradevole nella quale le intuizioni sull’assassino si spostano di continuo da una figura all’altra, quasi gli eventi si divertano a gettare il dubbio su ciò che fino a qualche istante prima era una certezza. E poco importa se è un’opera che ha già sedici anni di vita

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    NICOLA

    26/05/2010 15.25.19

    Non pensavo che un'ottima scrittrice come la Vargas potesse deludere così. I personaggi sono pallide ombre di Adamsberg e degli altri suoi precedenti protagonisti. La storia è traballante, a dir poco. Roma ed i romani sono dei veri stereotipi che potrebbero essere stati scritti da un assessore varesotto o da un bovaro del Montana. Raramente ho sprecato così il mio denaro.

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    Federico

    23/05/2010 17.23.26

    Si tratta di un buon romanzo, sebbene si comprende benissimo che chi scrive è la prima Fred Vargas e non quella degli ultimi tempi (o comunque dei tre evangelisti o di Adamsberg). La storia è ben orchestrata e, come al solito, i personaggi originali e stravaganti...ma manca un certo non so che, che connota - al contrario - i romanzi degli ultimi tempi.

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    francesca

    23/05/2010 10.22.17

    Assolutamente delizioso. Ho letto tutti i libri della Vargas, anche se alcuni solo per affetto derivante dal primo da me letto "Parti in fretta e non tornare". E' un errore paragonare i tre Imperatori e Valence agli Evangelisti ed Adamsberg: sono personaggi assolutamente diversi. Secondo me quest'opera va letta per il suo linguaggio fresco e scevro di qualsivoglia pretenziosità.

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    STEFANO

    18/05/2010 01.17.05

    perche' non piace questo libro? la storia e' originale e resa tale dai personaggi un po' fuori dal comune,e il commissario non e' adamsberg,ma ha comunque uno stile particolare,tutto,suo. trama scorrevole,la lettura piacevolissima fino alla fine. non sara'il migliore della vargas,ma tutti questi 1 sono esagerati a mio avviso

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    bruno

    15/05/2010 19.56.11

    mi spiace ammetterlo ma non regge.... deluso anche perchè ho letto tutti i libri di Vargas e questo, insieme a "scorre la Senna", è un pasticcio unico ed in pochi attimi riconosco gli stati d'animo, i personaggi che ricordo volentieri degli altri romanzi (Adamsberg è unico!!)

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