Il primo bacio sulla Luna

Artisti: Cesare Cremonini
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: WEA
Data di pubblicazione: 26 settembre 2008
  • EAN: 5051865051329
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Disco 1
  • 1 Louise
  • 2 Dicono di me
  • 3 Le sei e ventisei
  • 4 La ricetta (per curare un uomo solo)
  • 5 Il pagliaccio
  • 6 L'altra metà
  • 7 Qualsiasi cosa
  • 8 Chiusi in un miracolo
  • 9 Figlio di un re
  • 10 Dev'essere così
  • 11 Il primo bacio sulla luna
  • 12 Cercando Camilla

Recensioni dei clienti

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    Marco

    06/06/2009 16:17:45

    Non c'è molto da dire. In un'Italia dove 4-5 ragazzi senza il minimo talento musicale fanno megasuccesso (vedi dari, lost, sonorha e continuerei...), Cesare arriva ancora una volta per salvarci le chiappe. Ottimo Cesare, io da piccolo adoravo latin lover anche se non è sicuramente la sua migliore canzone ;)

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    luca

    28/05/2009 09:13:17

    ho letto con interesse tutti i vostri commenti sull'album, prestando particolare attenzione a quello che avete scritto su "il pagliaccio", dopo aver ascoltato la canzone in radio, e nemmeno troppo attentamente. quanto bastava, comunque, per apprezzarne l'ambizioso costrutto melodico (con finale quasi operistico!) e il gioco del testo sulla natura dell'artista e sulla commistione fra realtà e teatralità (dove finisce la maschera? dove comincia il volto?). certamente una prova di maturità per un bravo compositore pop che nemmeno nel primo, adolescenziale "squerez" era stato davvero banale ("50 special", "un giorno migliore", "qualcosa di grande" "se ci sarai", erano brani che già tradivano una buona personalità musicale). Comunque, sempre a proposito de "il pagliaccio", volevo proporvi una mia sensazione: ho come l'impressione che Cesare abbia voluto dedicare un suo personalissimo tributo al freddy mercury di "the show must go on". il paragone ovviamente è improponibile, "the show must go on" è un vero capolavoro di grandezza tragica, ma credo che le affinità con quel brano (al di là di un mero discorso musicale) non siano poche. il discorso sul mimetismo dell'arte, sulla doppiezza dell'artista e sui luoghi che egli calca, tornano in pieno. che ne dite?

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    Theo75

    28/04/2009 00:01:11

    Da amante della buona musica non avevo dubbi!A mio modesto parere Cesare ha creato un gran bel disco.Sonorità eccellenti,atmosfere che fanno viaggiare lontano.Archi,trombe mute,piani,a volte qualche chitarra che graffia e che fa ballare...il bello è propio l'insieme di tanti strumenti che volteggiano portandoti via...Ottimo!Bravo Cesare!!!!

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    Fabio

    17/02/2009 22:09:28

    bellissimo disco ,come tutte le sue opere, comunque un grande punto interogativo rimane,di cui si è sempre parlato,del ghost track sul primo album, di cui si e ricollegato con la canzone il pagliaccio,, mai nessuno ha saputo la verita su quelle parole e quella vocina da brivido,spero solo che non ha a che fare con cose occulte, spero che qualcuno mi potrà dare una risposta a questo GRANDE punto interrogativo,perche tutto quello che ho trovato nella rete non è stato mai concreto CMQ Grande Cesare

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    Riccardo

    23/11/2008 21:48:29

    C'è musica in Cesare. E ce n'è più di quanta non se ne immagini in questo caledoscopico baciodiluna. Scalpitante e sofisticato, mediterraneo e mitteleuropeo, condito di allegria e pure di qualche bolognese ingenuità. A mio parere un gran bel sentire. Scegliendo "Dicono di me" non si è fatto un bel biglietto da visita, carina a dir tanto la canzone, pure un successo, a dirla tutta. Ma decisamente inferiore, che so, alla stessa "Louise" di apertura, per quanto scombiccherata e non proprio orecchiabile. E all'attuale singolo "Le sei e ventisei", prima esplosione melodica. Melodia, appunto, molta. Commovente ("Il pagliaccio", una perla), retrò nella migliore accezione ("Chiusi in un miracolo"), ipnotica nella title-track, incalzante e debordante ("Figlio di un re", l'altro colpo da maestro, una goduria). Quattro brani super. Il tutto condito da code strumentali, assoli, suoni di trombe e chitarre. Gli si perdona, insomma volentieri, una cretinata come "La ricetta", fake del disco. E una dizione a tratti troppo emiliana. Giustificata peraltro da certe carnosità dei testi. E' paffuto Cesare, ed evidentemente il disco segue la filosofica del "suona come mangi". De Gregori gli fece i complimenti per un suo pezzo, "Sardegna", un motivo c'è. 8

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    Alberta Beccaro

    23/11/2008 14:51:47

    Ho comprato "a scatola chiusa" il nuovo disco di Cesare Cremonini poco dopo la sua uscita, memore di quanto mi fosse piaciuto - e di quanto mi avesse sorpresa - tempo fa il suo CD+DVD live con l'orchestrona ... :-) Trovo che sia bellissimo, e non solo per le melodie sempre variegate ed originali, o per gli arrangamenti policromi e scintillanti, o per il confessato omaggio beatlesiano d'apertura a Day Tripper, anzi. Il testo di "Il Pagliaccio", ad esempio, con quel suo disincantato, malinconico ed agrodolce vedersi allo specchio come artista pubblico, mi ha affascinata tanto è sentito e ricco di immagini vivide e sorprendenti, oltretutto cantate con una partecipazione emotiva palpabile ("Sono la sfera di un indovino/nei miei disegni è scritto e vedo il tuo futuro/sono il pagliaccio e tu il bambino/farò pagare caro ad ogni uomo il suo sorriso/la sera, quando mi sciolgo il trucco/riscopro che sono un pagliaccio anche sotto/e sullo specchio del camerino/mi faccio della stessa droga per cui vivo:/la vanità ..."; ma splendidi anche gli archi, così come il delicato assolo di piano nel finale di questo brano). E dire che la scrisse a 16 anni! (ascoltare Squèrez del 1999 per credere: la prima strofa ne è la ghost track). Che un 28enne, per di più ex famosissimo idolo assoluto degli adolescenti quando era un adolescente pure lui, si dedichi a fare con calma e passione il suo mestiere e sia così attento a valori chiamati gusto, sensibilità, musicalità, voglia di non essere banale, di non clonarsi e di non clonare ... beh, io lo trovo gran cosa, specie in questo 2008 che da un lato vede trionfare le Giusy Ferreri e dall'altro lato è veramente distante anni luce - in ogni senso - dagli anni '70 in cui furono ventenni, e stupirono l'Italia musicale, coloro che a sessant'anni d'età, o giù di lì, ancor oggi vanno più o meno forte nel semi-deserto generale... ma che per lo più lo fanno, ormai, sfornando continuamente remakes dei loro stessi remakes o compilations delle loro stesse compilations ... Bravo Cesare, bravissimo.

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    ELENA

    16/11/2008 14:16:00

    MERAVIGLIOSO!! LO STO CONSUMANDO...SU TUTTE LE SEI E VENTISEI E CHIUSI IN UN MIRACOLO. MEGLIO MOLTO MEGLIO CHE CON I LUNA POP.

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    fabio fiume

    30/10/2008 21:20:22

    Maturazione in atto per Cremonini, che dà alle stampe il suo terzo lavoro (quarto, se si include il live), proseguendo sulla strada già intrapresa col precedente "maggese". E si parte dal titolo del disco stesso che vede Cesare rinunciare al clamore di una parola ricercata, con cui era solito denominare i suoi lavori, già dal tempo dei Lunapop, per un più formale ma poetico "il primo bacio sulla luna"; Luna come scenario, Luna come ispirazione, Luna come punto d'arrivo... e Luna forse adesso più vicina! Perchè nonostante qualche ingenua scivolata qui e là verso facilonerie poppeggianti, il nostro continua il suo personale viaggio nella musica, distinguendosi dalla massa e mostrando anche guizzi di genialità melodica e compositiva; e per dar corpo a tali guizzi arriva in soccorso la London Orchestra. Così, se sorvoli su una caotica "Louise" ed una leggera "dicono di me" ( che piazzate all'inizio della track list, rischiano di dare un'immagine completamente diversa al lavoro nel suo insieme ), ti trovi subito servita la notevole "Le sei e ventisei" dove per l'appunto il ricco arrangiamento orchestrale, rende palpabili tutti i cambi di intenzione e palesa un pensiero intimo, come ad aprire una finestra per far entrare il sole nella stanza dopo una notte di temporale. La tendenza verso l'alto aumenta ancor di più in "figlio di un re", dove resti incollato all'ascolto lungo tutti gli oltre 6 minuti del brano, proprio per capire dove va a parare..e piacevolmente lo risenti ancora, e poi ancora. Anche alcune ballate come la title track o "il pagliaccio" mostrano l'autore col suo miglior abito, la prima per arrangiamento, la seconda per il testo consapevole e ricercato. Cesare si toglie anche lo sfizio di giocare con l'orchestra governata dal suo pianoforte, nella strumentale e conclusiva "Cercando Camilla"...chissà magari per darle proprio quel primo bacio sulla Luna! Non l'hai ancora raggiunta e conquistata Cesare, però lo senti l'odore? E' vicina. Distinto

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    serenucciola

    26/10/2008 20:22:05

    Voto: altissimo. sarò accecata dall'amore che ho per la sua musica,questo cd mi piace molto. Non è troppo smielato, è semplicemente Cesare. Non ci sono vie di mezzo. O lo si ama o no. Non credete di comprare il cd per trovarci dentro il Cremonini di 50 special. Quel Cesare lì non c'è, non c'era già in Bagùs, è maturato col tempo e lo dimostra con la sua musica. La sua non è musica che fa "rumore" ed è forse per questo che molti non lo capiscono, cercano forse un Cremonini "globalizzato",vorrebbe fosse simile a tutte queste bandettine tutto successo e niente contenuto che vengono proposte oggi, una musica da sentire ma non da ASCOLTARE, senza impegno, uno come un altro..vorrebbero. Quella che fa è melodia, d'altronde non sarebbero stati così stupidi da chiedergli di comporre una melodia per uno speciale del programma Matrix. L'energia viene regalata si dalle sue "vocali allungate", come dice qualcuno qui, ma anche da quella musica di sottofondo che prima ha un ritmo cadenzato e poi si libera in un suono prolungato che dà la sensazione di sentirsi liberi da vincoli, come se d'improvviso ci si lanciasse da un altura e ci si librasse in aria leggeri..energici ,malinconici,riflessivi,spensierati a seconda delle canzoni, questo si trova nel suo album. La musica che compone dà semplicemente enfasi alle poesie che scrive. Questo è Cesare.

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    Laura*Lilibeth

    25/10/2008 10:28:54

    Sicuramente il lavoro migliore di cesare. Si nota la maturazione di un artista che stupisce sempre. Segnalo Il Pagliaccio, La Ricetta e la suite strumentele Cercando Camilla. Sono 12 bellissimi pezzi...compratelo non ve ne pentirete...

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    zardoz

    10/10/2008 12:29:22

    il disco è come lo zucchero filato: buono ma inconsistente. troppo dolciastro in certe canzoni, eccessivamente smielato. ad ogni modo, pregevole come sempre la voce e lo stile di canto, con quelle vocali strascicate e la cadenza bolognese.

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    adnilegna

    03/10/2008 15:57:26

    sicuramente Cesare ci ha abituati bene, e come al solito non delude mai. cd stupendo, voto 10. decisamente vale la pena acquistarlo.

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    orazio f.

    01/10/2008 14:33:53

    stupendo questo cd come sempre il grande cesare non delude mai spero solo che non faccia passare altri 3 anni per farne un altro cd perche la sua mancanza si sente troppo

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