Il processo

Le proces

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Titolo originale: Le proces
Regia: Orson Welles
Paese: Francia; Italia; Germania; Jugoslavia
Anno: 1962
Supporto: DVD
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Chiamato dagli emissari di un potere misterioso a difendersi da un'oscura accusa, un impiegato, dapprima si prende gioco del tribunale e nega di aver bisogno di un avvocato, ma poco alla volta si cala nel ruolo di vittima e accetta la condanna a morte.
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    enrico

    10/07/2020 09:45:53

    L’unica versione cinematografica del celebre romanzo di Kafka porta la firma di Orson Welles (che veste anche i panni dell’avvocato). Angoscioso, visionario, è una parabola surreale sul rapporto dell’individuo con il potere, descritto come occulto, persecutorio e privo di senso.

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    Roberto

    20/08/2019 11:00:37

    Dal grande classico di Kafka, una crescente angoscia accompagna lo spettatore

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    Andrea

    09/03/2008 14:57:31

    Straordinario. Dopo aver letto il capolavoro kafkiano, posso dire che questa trasposizione rende perfettamente il senso del libro. Atmosfera incredibile, ambientazione straordinaria. Plauso a Welles, un grande.

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    uolter 88

    29/02/2008 12:49:48

    dal romanzo capolavoro di Kafka, Orson Welles ne ricava un capolavoro cinematografico! la storia del signor K. (grande Anthony Perkins) alle prese con la giustizia per un'accusa mai chiarita che lo porta a rassegnarsi alla condanna abbandonato da tutti! l'intricato apparato burocratico della giustizia porta il protagonista alla pazzia. stupenda la fotografia che con il gioco di luci di taglio espressionistico riflette l'angoscia del protagonista afflitto e oppresso dalle misteriose e oscure leggi incomprensibili che governano la vita dell'uomo!

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Filmauro, 2008
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 116 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: trailers
  • Orson Welles Cover

    Regista statunitense. Seguendo i frequenti trasferimenti del padre, ingegnere e inventore, studia alla Washington School, e poi alla Todd School di Woodstock. Frequenta quindi i corsi di disegno e pittura al Chicago Art Institute e scrive un piccolo saggio su Nietzsche (come riporta lo studioso J. Naremore), rivelando, a soli sedici anni, altissime doti intellettuali. Poco dopo parte per l'Europa, deciso a trovare uno sbocco professionale alla sua passione per il teatro, già coltivata durante gli studi con la messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare, che gli era valsa un premio universitario a Chicago. Esordisce al Gate Theatre di Dublino, recitando Shakespeare e Goldoni, proponendosi anche come regista in una nuova versione del Giulio Cesare, e persino come disegnatore di scene e di... Approfondisci
  • Anthony Perkins Cover

    Attore e regista statunitense. Legato indissolubilmente al ruolo dell'assassino Norman Bates interpretato in Psyco (1960) di A. Hitchcock, è attore poliedrico e complesso che esordisce nel 1953 in L'attrice di G. Cukor, per poi ottenere una nomination al premio Oscar con La legge del Signore (1956) di W. Wyler. Nel 1957 tratteggia una maschera sofferta in Prigioniero della paura di R. Mulligan, film in cui interpreta un campione di baseball in piena crisi nervosa. Hitchcock lo sceglie poi per impersonare il giovane schizofrenico del suo capolavoro, lasciando che mostri il lato timido e impacciato dell'albergatore frustrato e quello psicotico derivante dalla personalità ossessiva della madre. Riprenderà in tre sequel il ruolo di Bates (tra questi Psycho III, da lui stesso diretto nel 1986).... Approfondisci
  • Jeanne Moreau Cover

    "Attrice francese. Studia al prestigioso Conservatoire, l’Accademia d’arte drammatica parigina, e viene accolta nei ranghi della Comédie-Française in cui assimila l’impostazione classica e la confidenza con la tecnica. I suoi esordi cinematografici non le prospettano parti memorabili, pur in pellicole del calibro di Grisbi (1954) di J. Becker. La svolta avviene grazie a L. Malle, che in Ascensore per il patibolo (1958) le cuce addosso la parte di Florence, la moglie fedifraga che induce l’amante a ucciderle il marito. La forza innovatrice del film, già imbevuto di precetti Nouvelle vague, trova nella bellezza ambigua, tutt’altro che rassicurante, della protagonista una vera musa e la candida al successivo Les amants (1958), sempre di Malle, film scandaloso per l’epoca, incentrato sulla sensualità... Approfondisci
  • Elsa Martinelli Cover

    Attrice italiana. Altera ed elegante, mannequin affermata ancor prima dei vent’anni, incarna, in un epoca di generose maggiorate dall’accento dialettale, un peculiare tipo di femminilità esclusiva e discreta che le aprirà subito le porte di Hollywood. Dopo aver esordito con C. Autant-Lara in una particina in L’uomo e il diavolo (1954), K. Douglas la nota su una foto e la vuole accanto a sé in Cacciatore di indiani (1954) di A. De Toth. È poi M. Monicelli ad affidarle la parte sbarazzina di Donatella (1955), quindi R. Vadim, regista delle belle donne, ne fa la protagonista vampira di Il sangue e la rosa (1960). Oltreoceano lavora fra gli altri anche in Hatari! (1962) di H. Hawks e gira diversi film in Francia in particolare diretta da A. Cayatte e J. Aurel. Con gli anni ’70 subisce l’avvento... Approfondisci
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