Il professor Unrat (L'angelo azzurro)

Heinrich Mann

Curatore: G. Schiavoni
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: XL-265 p., Brossura
  • EAN: 9788804639176
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    Cristiano Cant

    20/08/2017 05:43:31

    Il tratto divorante di un'attrazione spinto ai limiti del piu' impudico degrado; l'ordine, la distinta e lucida severita' borghese, l'insegnare spinto agli estremi di un dettato da caserma, la stima, i riguardi di tutti, finche' un giorno le lame tremende del desiderio, in quel cuore foderato di contegno, sovvertono ogni controllo e iniziano pian piano a fiaccarlo oltre ogni disegno di ragione. Candore e seduzione sono una miscela esplosiva, forse incontrollabile nel gioco fra un uomo e una donna; uno sbuffo d'aria diventa vento impetuosissimo, il senso di una vera attenzione affonda via via verso pruriti diabolici. Unrat sa di essere un buono, ed e' questo il suo lento disastro, mentre Lola, la ballerina che egli finira' per sposare, non e' che una stupenda coda di diavolo che incatena il docente con fascino irrrespirabile. Se penso a come quel grandissimo attore che fu Emil Jannings incarno' la parte del professore nel film di Sternberg del 1930, ucciso da una Dietrich sublime, libro e schermo quasi si pareggiano nella loro resa magnifica. Gli ultimi scalini di quel triste destino da clown rimangono nella memoria come pagine di meraviglia assoluta, i tormenti finali, la distruzione di quel sogno, di quella forzarta e grottesca carriera, appartengono a una rovina morale che si alza a fasti di poesia senza tempo. Romanzo straordinario.

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    camilletta85

    28/12/2015 18:22:09

    Uno dei piu celebri romanzi del Mann "minore", Professor Unrat mette in scena una storia avvincente, originale e a tratti enigmatica e spiazzante per il lettore dei giorni nostri. Dietro la storia della parabola discendente del "Professor Spazzatura" e del suo amore patetico e morboso per l'artista da cabaret Rosa Frohlich, si nasconde una denuncia delle ipocrisie e del falso perbenismo della società borghese Guglielmina dei primi del '900, che professa i valori della morigeratezza dei costumi, della famiglia e della fiducia e buon esempio nei confronti delle nuove generazioni, ma solo nell'ambito di una morale di facciata e puramente formale. La coppia di protagonisti, nel dare libero sfogo alle proprie passioni (non autentiche, peraltro), in spregio alle convenzioni sociali dell'epoca, e' solo l'elemento che di fatto smaschera il velo dell'ipocrisia che la circonda...Quello che spiazza del libro è il fatto, a cui non siamo piu abituati, che nel raccontare il suo antieroe e anticonformista Mann non abbia alcun moto di simpatia, nessuna voglia di riscattarlo e farcelo sembrare piu amabile ed accettabile. Unrat rimane una persona limitata e profondamente ottusa, come dimostra il suo accanimento nei confronti dei suoi studenti, in particolare di Lohman, che invece risulta essere un personaggio positivo, dall'animo sensibile e poetico...ma del tutto incompreso in quel modello di società. Altrettanto spiazzante ed indecifrabile rimane la figura di Rosa Frohlich, resa indimenticabile dalla performance cinematografica di Marlene Dietrich..e che vale la pena conoscere anche nella sua versione originaria.Dunque anche solo per questo motivo vale la pena leggere l'Angelo Azzurro.

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