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Kahlil Gibran

Traduttore: P. Ruffilli
Collana: L'antica fonte
Edizione: 18
Anno edizione: 2011
Pagine: 124 p.
  • EAN: 9788821532955

Recensioni dei clienti

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    Gianluca

    13/09/2016 02.25.58

    Vuole confondere la vittima con il carnefice! Con questo testo l'autore tenta di sdoganare la più subdola delle bugie circondandola di sante proposizioni. Eppure quanti lettori superficiali e con poco senso etico ci sono cascati!

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    zombie49

    16/07/2015 16.51.54

    Il profeta Almustafa sta x lasciare la città in cui ha vissuto dodici anni x tornare alla sua isola. La popolazione è addolorata x la sua partenza e gli chiede di fare un ultimo discorso. I cittadini gli propongono a turno un argomento di riflessione e il profeta dona loro i frutti delle sue meditazioni. I temi sono i più scontati e banali della vita di ognuno: l'amore, la famiglia, il lavoro, il cibo, la gioia e il dolore. Le perle di saggezza del profeta sono enunciate in pensierini di una riga, simili all'elenco delle Beatitudini o alla preghierine della buona notte in un asilo infantile gestito da suore. Sono noiose, piene di luoghi comuni e di domande retoriche, un inno al buonismo dal vago tono orientaleggiante. Sono immerse in un lago di melassa, in sintesi il contenuto è: "Siate buoni e sarete felici". Infastidisce che nella prefazione il libro sia definito un "breviario x laici": è, infatti, di chiarissima ispirazione religiosa, i riferimenti alla divinità e alla vita ultraterrena sono frequenti ed espliciti. Gibran propone le sue massime come verità assoluta, un vangelo in pillole "In verità vi dico... ", ma forse paragonare se stesso a Gesù Cristo è un po' presuntuoso, anche dal mio punto di vista di ateo. Chi ritiene di avere ricette infallibili x la felicità altrui è irritante. Lo stile, insopportabilmente retorico, è un ibrido fra prosa e poesia, ridondante, ripetitivo, barocco, con infinite similitudini auliche. Leggere un libro non implica un giudizio positivo. Questo fortunatamente non l'ho acquistato, ne ho solo letta una parte come e-book, e l'ho abbandonato senza rimpianti. Ho letto otto dei ventisei sermoni, ma non dubito che il contenuto sia monocorde. Certo, stupisce il successo editoriale di questo volumetto, a quasi un secolo dalla prima pubblicazione nel 1923.

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