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L'evoluzione del concetto di flessibilità nell'edilizia residenziale viene descritta in questo libro con una meticolosa indagine delle soluzioni distributive e delle tecniche esecutive che ne hanno consentito l'applicazione nella realtà costruttiva. Attraverso lo studio delle ricerche teoriche e delle esperienze progettuali condotte sull'abitare negli ultimi settant'anni, viene tratteggiato il percorso evolutivo della flessibilità in architettura. Esso si snoda dal Movimento moderno fino a oggi: dalle anticipatrici sperimentazioni di Gerrit Rietveld, di Le Corbusier, di Alexander Klein, di Mies van der Rohe e di Pier Chareau; alle proposte sistematiche di Daniel Chenut, di Nikolas Habraken e di Christopher Alexander; alle ricerche sviluppate in Francia nell'ambito del Plan Construction; per arrivare alle più recenti declinazioni della flessibilità nel progetto della residenza.In particolare, l'analisi puntuale di progetti sperimentali contemporanei propone un'attualizzazione del concetto di flessibilità mostrandone soprattutto le potenzialità applicative immediate, secondo diversi livelli di complessità tecnologica. La flessibilità si connota soprattutto come atteggiamento progettuale rigorosamente pragmatico in cui, più che indurre comportamenti ancora lontani dalla cultura e dalla mentalità degli abitanti, viene offerta l'opportunità di un adattamento dello spazio dell'alloggio in grado di assecondare il mutare delle esigenze abitative.