Traduttore: M. Ortelio
Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 29 giugno 2017
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788854514805
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Descrizione

Il romanzo rivelazione del Booker Prize, il più prestigioso premio inglese

«Un'opera di impeccabile scrittura... una voce che suona sorprendentemente autentica» - The Telegraph

«Burnet dimostra che è possibile unire il diletto innegabile di un romanzo criminale con un altrettanto innegabile valore letterario» - Financial Times

«Un avvincente crime novel, un romanzo storico di grande immaginazione, un libro magnificamente scritto» - Chris Dolan, Book of the Year, The Herald

«Già autori come Henry James, Vladimir Nabokov e Gillian Flynn hanno usato un narratore inattendibile per creare ambiguità e aumentare la suspense. Graeme Macrae Burnet fa tutto questo e molto altro in un romanzo abilmente costruito» - Wall Street Journal

«Scrivo su richiesta del mio avvocato, il signor Andrew Sinclair, che fin dal giorno della mia incarcerazione qui a Invernes mi ha trattato con una cortesia che so di non meritare. La mia vita è stata breve e priva di importanza, e non voglio ceerto sfuggire alla responsabilità per le cose che ho commesso ultimamente». Inizia così il memoriale del giovane Roderick Macrae, reo confesso di un triplice omicidio che, nel 1869, sconvolge la piccola comunità scozzese di Culduie, una frazione di sole nove case. Orfano di madre e figlio di un fittavolo in miseria, con una sorella di poco più grande, Jetta, e due fratelli gemelli molto più piccoli, Roddy ha dovuto abbandonare gli studi per lavorare la terra e guadagnare il denaro che serve alla sua famiglia col sudore della fronte. Le tribolazioni della famiglia hanno un solo nome: Lachlan Mackenzie. Non è mai corso buona sangue fra i Macrae e il clan dei Mackenzie, un rancore che perdura da decenni benchè nessuno ne ricordi più la causa, ma da quando Lachlan è stato eletto conestabile del villaggio, la famiglia Macrae non ha più pace. Col fervore di una volpe in un pollaio, Lachlan si è messo a controllare con puntiglio lo stato dei terreni, le condizioni dei sentieri e i fossati dell'appezzamento coltivato da Roderick Macrae, finché non ha trovato il modo dapprima di togliergli un quinto del podere e poi di inviargli una notifica di sfratto. Il giorno dopo lo sfratto, Lachlan viene trovato brutalmente assassinato e Roderick, ricoperto di sangue, viene avvistato nei dintorni del podere dei Mackenzie.

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Recensioni dei clienti

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    luciano

    10/02/2018 18:32:57

    1869. Villaggio di Culdie, nelle Highlands-Scozia. Cinquantacinque sono le anime che abitano il villaggio. "Quasi tutte le case, ammesso che si potessero chiamare così, erano talmente rozze che le avresti scambiate per stalle o porcilaie". La mattina del dieci agosto il diciassettenne Roderik Macrae massacra a colpi di vanga il conestabile Lachlan Mackenzie di quarantuno anni, la figlia Flora di quindici e il figlio Donald di tre anni. Arrestato viene portato nel carcere di Inverness, dove è visitato dall'alienista James Bruce Thomson che deve valutarne lo stato mentale. In fase processuale, al termine della requisitoria, Roderick rilasciò questa dichiarazione scritta: "Dichiaro di essere responsabile della morte delle persone suddette ... Ho ucciso Lachlan Mackenzie per vendicare le sofferenze che aveva causato a mio padre e a tutta la mia famiglia."

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    Paola

    24/07/2017 14:27:00

    thriller psicologico mascherato da atto criminoso realmente accaduto che spalanca un abisso. Una raccolta di documenti "ritrovati" che giocano con le tradizioni della letteratura scozzese, ritratto geniale di una comunità rurale a del XIX secolo che già mette in evidenza teorie contemporanee sulla questione di classe e sulla criminologia; ma il libro è anche un'inchiesta sulla pazzia e sulle motivazioni dei nostri gesti. Con un sottotitolo in equilibrio tra realtà e fiction, il libro raccoglie le memorie del reo confesso diciassettenne, figlio di un fittavolo in miseria, scritte nell'attesa del processo nel 1869 per tre brutali omicidi commessi in una piccola comunità scozzese, scoperte dall'autore nel corso delle ricerche sulle proprie radici nelle Highland. Il resoconto, apparentemente onesto, di come avrebbe ucciso il suo vicino odiatissimo è arricchito da testimonianze, relazioni mediche, un resoconto giornalistico del processo e una relazione psicologica. Le descrizioni della comunità contadina che cerca di tirar fuori da un terreno arido quel poco che permetta la sopravvivenza, in balia dei proprietari terrieri, della chiesa e del tempo, sono affascinati. Il motore che spinge la vicenda è uno stoicismo che attribuisce ogni inconveniente ad una provvidenza avversa. E come non pensare un po’ anche a Franz Kafka e a Flann O'Brien e alla Legge e alla Giustizia? Nella sua cella in prigione, Roderick continua a riflettere sull'assurdità del fatto che è stato proprio l’omicidio a farlo diventare un gentiluomo agli occhi della gente. La simulazione della veridicità, sottile gioco psicologico letterario, mette a fuoco un periodo storico straordinario, e le molteplici prospettive non affidabili da cui è portata avanti la narrazione costringono il lettore a porsi domande per tutto il libro: la verità raramente si palesa univoca, ancor più se la si affronta con un paio di secoli di ritardo, quando le premesse di giudizio sono radicalmente cambiate

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