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Collana: Il contesto
Anno edizione: 2006
Pagine: 188 p. , Brossura
  • EAN: 9788838920929
I tre racconti sono storie di ragazzi alle prese con la vita: storie di formazione diverse per tono e ambientazione dove la prova da superare comporta sempre uno scontro (da cui la scelta del titolo Pugni). Pi· scopertamente nel primo racconto Boxe un'epica sfida dentro il quadrato del ring tra due giovani pugili: "il ballerino" cos8 definito per la scattante agilità sorta di supereroe dalla vita normale che con i guantoni semina diretti sinistri "come la grandine d'estate" e il suo avversario "la capra" ragazzo sordomuto che muove all'attacco a testa bassa. Nel secondo racconto Cavalli protagonisti sono due fratelli molto diversi l'uno dall'altro; si avrà uno scontro rusticano che non va anticipato tanto è ben preparato dall'autore. Nel terzo racconto La scimmia il giovane protagonista Nico si trova a fare i conti a scontrarsi con una strana inopportuna situazione: un suo amico Piero un giorno ha preso a fare la scimmia per scherzo e da allora non ha pi· smesso: "grugnisce e si batte le mani sulla testa e sta rannicchiato in terra a giocare con i gusci di pistacchio".
Volendo racchiudere in una formula i tre racconti potrebbe dirsi La lotta per la vita richiamando il felice titolo scelto per la recente pubblicazione dei pi· bei racconti di Jack London per Cargo. In ciascuno dei tre al centro è una coppia di personaggi che appunto in vario modo si scontrano: antagonisti e insieme speculari l'uno all'altro "lottano per una specie di unità dell'esperienza" (come si legge dal risvolto di copertina). Sulla figura del doppio Grossi incardina le sue storie variamente declinando il tema sempre con maestria. Come a dire si cresce nel confronto-scontro con l'altro. Cos8 è per "il ballerino" con "la capra"; cos8 è per Daniel con il fratello Natan; cos8 è per Nico e il suo amico che fa la scimmia.
Il tema centrale la spinta a raccontare û autentica û è la maturità; e troppo facile sarebbe il riferimento al giovane Holden anche per certe indugi riflessivi dei protagonisti ma senza mai eccedere in quella maniera che ha reso stucchevole in forma epidemica tante pagine di narratori italiani degli ultimi anni: "Ogni tanto ti accadono per= cose che ti cambiano la vita. E hai voglia poi a tornare indietro e dire no mi piaceva pi· prima". + l'irreversibilità del processo di maturazione.
Nei primi due racconti i genitori sono figure protettive: in un caso c'è la madre che proibisce al figlio di combattere sul ring in un incontro ufficiale nel secondo il padre regala ai propri figli un cavallo per ciascuno per tenerli lontani dai guai; ma in entrambi i casi le precauzioni non basteranno: il figlio pugile combatterà nell'incontro della vita e i cavalli non serviranno a scongiurare i guai.

Il terzo racconto si discosta dai primi due in maniera netta. Abbandonato il dettato originalmente classico Grossi si misura con un racconto che potrebbe dirsi giovanilista per la disinvoltura linguistica; ma al di là delle apparenze è una storia che ancora declina sempre lo stesso tema: la maturità raggiunta attraverso lo scontro con il proprio doppio. Di nuovo c'è la presenza che attanaglia il lato oscuro delirante della vita come la si scopre da adulti (si veda il quadretto familiare del protagonista che con occhi maturi vede i genitori come prima mai li aveva visti e si accorge che suo padre è una persona diversa da quella che aveva sempre creduto). Non sarà un caso che per raccontare questo lato impazzito del vivere Grossi abbia scelto di ambientarlo ai giorni nostri.

Ma si sarebbe detto poco su questo ragguardevole libro di Grossi se si mancasse di dire del passo dell'andatura del suo narrare. C'è chi ha fatto cenno giustamente al "novellar toscano" tradizione nobile cui per nascita lo scrittore appartiene. Basti a mo' di esempio l'attacco narrativo di un capitolo del secondo racconto con quella inesorabilità degli eventi che caratterizza le grandi narrazioni: "Fu subito chiaro a tutti che i cavalli avrebbero portato i due fratelli in luoghi diversi".

Ma il tratto di maggior pregio di maggiore originalità è senza dubbio da ricercare nella chiarezza del dettato narrativo. Si provi ad aprire una pagina a caso del libro e si legga un capoverso: sempre si potrà cogliere una limpida compiuta impronta narrativa.

Marcello D'Alessandra

Recensioni dei clienti

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    La Recherche

    12/06/2009 16.27.00

    Tre racconti, o romanzi brevi, compongono questo secondo libro pubblicato da Pietro Grossi. I pugni del titolo sembrano trarre origine dal primo dei tre racconti, ambientato nel mondo della boxe, ma procedendo nella lettura si capisce come essi servano, sebbene non dati con i guantoni, ai protagonisti per trovare la propria strada. [...] I tre racconti hanno quindi questa linea comune del “doppio”, nel mondo esterno con cui confrontarsi e quello dentro di noi, entrambi da sfidare per poter crescere e giungere ad essere uomini completi. La raccolta è molto bella, scritta molto bene, nella brevità dei racconti l’autore riesce comunque a dare un ottimo spessore ai personaggi e dà loro una ambientazione quasi tangibile. Nello scrivere Grossi riesce a permeare il suo stile con gli elementi tipici dell’ambiente che sta raccontando, così nel secondo racconto, ambientato nel far west, anche le descrizioni e parte dei dialoghi hanno quel gusto tipico dei vecchi film di cow boys, mentre nel terzo il linguaggio è quello tipico contemporaneo; linguaggio a volte crudo, con qualche concessione alla lingua parlata, ma che non guasta e serve a dare una coloritura di reale al tessuto della narrazione. L’autore dal suo precedente “Touchè” ha dimostrato certamente una grande maturazione sia nello stile che nei contenuti, e in questi racconti si può arguire che vi sia la preparazione per il romanzo che ha fatto seguito, “L’Acchito”, nel quale le notevoli doti dell’autore si sono pienamente confermate.

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    sabrina 3a erica

    07/05/2009 19.54.41

    Detto sinceramente all'inizio, prendendo in mano il libro, credevo fosse uno dei soliti libri noiosi che si danno a scuola, invece verso la metà del primo racconto c'è stato un qualcosa che ha attirato la mia attenzione e la mia curiosità di sapere il finale. Il modo di scrivere scorrevole e facile, il linguaggio in molti tratti giovanile e in altri divertente, e le storie in sé. 3 racconti semplici ma che nello stesso tempo fanno riflettere e a volte insegnano. sono felice di aver letto questo libro e lo consiglio davvero a tutti.

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    luigi

    10/12/2008 09.50.56

    il primo racconto merita 4,il secondo merita 3 ,l'ultimo e` improponibile..

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    Dario Giorgianni

    30/08/2008 16.12.28

    Libro inusuale ma bello.Scritto in maniera chiara e lineare . Una lettura semplice . Il primo racconto poi è davvero significativo.

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    nada

    28/03/2008 16.14.38

    secondo me e un libro molto bello e originale leggendo le prime pagine non mi atraeva l'idea di continuare ma poi mi ha subito appassionato

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    Andrea

    10/12/2007 12.18.54

    Bel libro davvero! I primi due racconti sono molto belli, il terzo un pò meno, ma lo stile c'è, diretto, preciso, simpatico e veloce. Lo consiglierò.

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    Sergio Ditrani

    30/08/2007 11.43.58

    Tre racconti diversi ed uguali. Ormai entrando in una libreria si vede subito che sono più gli scrittori che i lettori e in quest’ epoca del mordi e fuggi spesso i best seller e i libri da incasso la fanno da padrone, e basta poco che si gridi al capolavoro e al grande scrittore. Puntualmente dopo un numero tanto esiguo quanto imprecisato d’anni tutto scompare sostituito da nuovi “grandi scrittori” . Bé leggendo Pietro Grossi ci si imbatte senza ombra di dubbio in uno scrittore di talento,dal modo di scrivere ai temi trattati, e per essere un opera prima palesi sono le potenzialità. Forse non avrà quelle copertine patinate che urlano “non c’è niente di meglio che questo libro”, ma nell’epoca degli scrittori improvvisati non può esser che motivo di vanto. Congratulazioni e in bocca al lupo. Buona lettura

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    Mario

    23/06/2007 21.29.53

    Il voto di 4/5 è la media tra il 5 abbondante per alcune parti (la prima parte del primo racconto è folgorante, era tempo che non venivo colpito così), e il 2 per alcune incertezze (il finale di ognuno dei racconti non è del tutto convincente). L'autore ha comunque stoffa.

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    Giuliopez

    24/05/2007 09.15.08

    Libro davvero sublime. Pur non essendo un amante dei racconti, preferendo i romanzi, ho trovato i tre racconti lunghi di Grossi, e soprattutto i primi due, davvero piacevoli ed intelligenti sia per la trama che per la scrittura brillante e mai banale. Sublimi alcuni passi... Le recensioni positive, non solo dei lettori che mi hanno preceduto, ma anche dela critica, confermano che ci troviamo di fronte ad uno scrittore di razza. Aspetto altre prove!

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    Darlene Alibigie

    26/02/2007 09.50.17

    Grossi non conosce mezze misure: i primi due racconti sono fin troppo didascalici, il terzo è criptico ai confini dell'incomprensibile. Resta, comunque, una capacità di delineare i personaggi che è rara in uno scrittore così giovane. Insomma, lo stile c'è; il tempo per migliorare, pure.

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    Matteo

    19/02/2007 10.53.05

    Avrei dato "5" al primo racconto, "4" al secondo...e purtroppo zero aasoluto al terzo. Mi spiace essere così "severo" sul terzo racconto "La scimmia"..ma sembra buttato li tanto per riempire pagine...Questa cosa mi irrita parecchio, perchè di scrittori bravi è pieno il mondo e Pietro Grossi sembrava esserlo per quanto concerneva i primi due racconti..ma il terzo fa sembrare una semplice casualità la bravura mostrata all'inizio. Capisco concludere un racconto lasciando un fianle ad effetto...ma qui al lettore non è nemmeno permesso immaginare cosa può essere accaduto all'uomo scimmia. Primitivo oserei dire.

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    ant

    18/02/2007 17.38.42

    Magari ci fossero in giro, persone capaci di riconoscere la superiorità altrui come avviene nel primo inciso del libro; il resto del testo non coinvolge completamente il lettore, da rivedere alla prossima prova

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    Enrico

    09/02/2007 17.50.50

    davvero un bellissimo libro

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    bruno

    05/02/2007 15.38.25

    I primi 2 racconti molto belli ,il terzo un po' meno.Io comunque lo consiglio a tutti. Per mè avrebbe dovuto vincere lui il premio Strega!VORREI CONOSCERE QUESTI GIUDICI

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    Anna

    09/01/2007 14.25.00

    L'ho comprato qualche mese fa e appoggiato sulla libreria, due giorni fa l'ho cominciato, oggi ne parlo perchè l'ho finito. Grossi scrive bene e le storie sono graziosissimi camei su adolescenti diversi, ciascuno di loro affronta la vita con i "talenti" che ha. Avvincente, semplice, pulito.

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    Paolo Cammilli

    18/12/2006 14.22.16

    Molto male. Di questo romanzo ridicolmente sopravvalutato rimane a galla solo un dubbio inevitabile e antipatico: come può un libro simile aver incontrato così ferventi favori della critica? Forse l'incontro non è casuale...

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    marco

    17/12/2006 17.35.56

    Un bel libro. E la si faccia finita con i soliti "queste cose le si sono gia dette"!, frase questa che assomiglia a quella secondo la quale "un uomo é morto al momento giusto". In tutti i due i casi non si capisce niente della letteratura e della sua relazione anacroinica con il tempo. Leggetevi Borges se ancora credete nel rpgresso delle lettere. Ma poi perché sprecare fiato in questo luogo di nessuno.

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    ilaria

    16/12/2006 20.05.33

    ho letto questo libro a scuola....oggi è venuto pietr grossi a scuola mia per parlare con noi.... devo dire che mi è sembrata davvero una persona intelligente....molto bello il libro.... spero di leggere altre cose di lui....

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    marco mallia

    13/12/2006 23.45.39

    stupendo!!!!!! l'ho visto per caso in una libreria bhe posso assicurare che è un libro magnifico uno dei piu belli che abbia mai letto complimenti

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    Emiliano

    11/12/2006 19.50.25

    Il libro parte molto bene, ed i primi due racconti sono semplici ma diretti ed efficaci, raccontano di emozioni e sentimenti e vanno dritti al cuore di chi legge. Il terzo sinceramente non l'ho capito e se non lo leggevo era uguale. Ho fiducia nel fatto che questa opera prima sia il punto di partenza per migliorarsi, perchè comunque c'è ancora molto da migliorare, quindi aspetto e do fiducia ad un autore che ha nelle sue corde molto più di quelo che scritto.

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