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Don DeLillo

Traduttore: F. Aceto
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2010
Pagine: 118 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806202590

L’intensità della scrittura di DeLillo al servizio di un’inquieta e misteriosa meditazione sul destino di un individuo e di ogni uomo.

Leggere questo libro è come guardare il volto di Medusa del tempo. Non il tempo dei tuoi traffici e dei tuoi amori, «news e traffico, sport e meteo", delle tue piccole o grandi storie, non il tempo delle città che "sono state costruite per misurare il tempo, per togliere il tempo dalla natura», bensì il tempo geologico, il tempo che diventa cieco, il tempo in cui ogni momento perduto è la vita, la nuda vita.
New York. Un giovane aspirante cineasta chiede a un noto studioso che per anni ha fatto il consulente del Pentagono di registrare un video in cui raccontare la sua esperienza. Un video confessione, sospetta lo studioso, che si nega, recalcitra, sfugge, ma alla fine invita il cineasta in un posto perduto nel deserto, in California, non lontano da San Diego. Sarà per qualche giorno, si dice il giovane. Trova un biglietto economico e parte. Ma lo studioso non vorrà concedere alcuna ripresa, convinto com'è che «la vita vera non si può ridurre a parole dette o scritte, nessuno può farlo, mai. La vita vera si svolge quando siamo soli, quando pensiamo, percepiamo, persi nei ricordi, trasognati eppure presenti a noi stessi, gli istanti submicroscopici». Desidera solo che l'altro gli stia accanto, in un posto troppo vasto, indifferente e bellissimo in cui i tramonti non siano che un essenziale cambiamento di luci e dove l'unica cosa che accade sia il tempo. Non il passare del tempo, ma il tempo come percezione essenziale di ogni singolo istante. È una prova generale dell'amicizia. Ma come tutto ciò che è essenziale, anche questa specie di tempo è un sogno troppo superbo per l'essere umano che esiste proprio perché dimentica il tempo. Qualcuno, qualcosa - l'ombra del crimine, l'angoscia della fine - verrà da fuori, da news e traffico, sport e meteo, a riportare i due in città. A riportarli nel mondo dei compromessi, delle responsabilità individuali, dei precari affetti.
Il punto omega è stato immaginato dalla fisica più metafisica. Suoi attributi sono che è sempre esistito, è personale e unisce il creato in forme sempre più complesse, è trascendente, è libero da limitazioni di spazio e di tempo, e deve offrire la possibilità di essere raggiunto.

Recensioni dei clienti

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    Loris

    08/01/2013 14.32.27

    Terminata la lettura, il sospetto di trovarsi di fronte a un freddo esercizio intellettuale resta. Non discuto l'intelligenza letteraria di DeLillo e la sua abilità nel cogliere lo spirito dei tempi. La narrazione è volutamente pretestuosa e aperta. Contano le idee e le suggestioni. Si parla di percezione del tempo, di evoluzione (o de-evoluzione?) della specie, toccando la Storia recente (Iraq) e le sperimentazioni video dell'arte contemporanea. La materia è densa, lascia il dubbio di non aver compreso a fondo e di non aver colto tutti i riferimenti. Forse sono i miei limiti di lettore, ma questo tipo di narrazione non riesce ad appassionarmi. Meglio rileggere lo splendido lungo prologo di Underworld.

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    Renato

    13/09/2010 16.27.19

    Ancora una volta un ottimo libro di De Lillo. non certo una delle sue opere migliori, ma si conferma uno dei più grandi scrittori intellettuali del secolo (anche del XXI). Rarefatto? a me sembra piuttosto denso, fino a trascendere la forma romanzo per approdare, in alcune pagine, ad una sorta di saggistica tecnico/filosofica. e qui può lasciare perplessi: in Underworld e in Rumore Bianco era riuscito a mantenere un registro più coerente e quindi comprensibile. Ma se un autore delude solo rispetto a se stesso e non ha attorno altri possibili metri di paragone perchè non reggerebbero, allora rimane un grande scrittore. con buona pace di quelli che di un autore sono sempre pronti a dire: "Era meglio quando non lo conosceva nessuno!"

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    Libetta

    30/08/2010 12.39.52

    Le 100 pagine stringate, la trascrizione della trama di un film/installazione e qualche frase ad effetto sull'incompatibilità umana ed il desiderio per una femmina. La letteratura da senescenza o che segue la fine della voglia di scrivere fa fare brutta figura all'autore e cristallizza i capolavori che l'hanno preceduta.

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    Matteo

    16/07/2010 15.56.11

    Interessante. Sicuramente non per tutti, c'è un approccio filosofico che non lascia indifferenti. Anche se è difficile da digerire, qualcosa lascia...difficile dire cosa, probabilmente inquietudine.

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    gabril

    04/07/2010 18.05.34

    "Quando hai strappato via tutte le superfici, quando guardi sotto, ciò che resta è il terrore. È questo che la letteratura vuole curare. Il poema epico, la favola prima di andare a letto." Purtroppo, invece, questa è letteratura senza racconto e senza poesia, vacua sceneggiatura di un dramma senza catarsi, letteratura che non cura. Rarefatto sì! Fino all'inconsistenza...

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    Patroclo

    02/07/2010 08.19.58

    un De Lillo che continua la strada di analisi della modernitá ed estrema rarefazione stilistica giá iniziata con Body Art e poi sostanzialmente proseguita con Cosmopolis. in questo senso romanzo e personaggi sono strumenti dell´autore, che non punta certo al realismo, ma piuttosto all´atmosfera complessiva che sostenga le sue "tesi" sull´uomo del primo decennio del 2000 e la sue nevrosi e difficoltá di comunicazione. se si accetta l´approccio, avvincente, altrimenti meglio non avvicinarsi e riprendere in mano Underworld

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