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David Grossman

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 364 p.
  • EAN: 9788804582519

Assaf è un sedicenne timido e impacciato; inseguendo un cane per le strade di Gerusalemme viene condotto in luoghi impensati, di fronte ad inquietanti personaggi, fino ad incontrare Tamar, una ragazza solitaria e ribelle, fuggita di casa per salvare il fratello tossicodipendente. Il mistero ed il fascino di Tamar catturano Assaf, che decide di andare fino in fondo, di "correre" con lei.

Recensioni dei clienti

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    caterina

    19/07/2015 15.57.20

    leggo un po le recensioni,tutte datare,io arrivo tardi?Mi è capitato sotto gli occhi,stimo l'autore e acquisto.Buona la stesura,un po fantasiosa,ma tiene incollati sulla pagina.Mi sembra un racconto di solitudini,vale per quasi tutti i personaggi,che solo alla fine,e parzialmente,si sciolgono.

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    RobyPozz

    19/04/2015 22.18.51

    Prime 50 pagine alquanto noiose, poi il romanzo si legge tutto d'un fiato. Forse inverosimile, è vero, ma splendido nel raccontare la forza che possono avere gli adolescenti, fatta di ingenuità, caparbietà e voglia di vivere tipiche di quell'età.

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    Gero Morreale

    02/02/2015 14.05.15

    La prima parte è molto noiosa e molto confusa, nella seconda parte si svela la storia del cane e di Tamar e del tentativo della ragazza di portare a termine il suo piano. Ho letto commenti molto belli, ma a mio giudizio è una storia con tanto potenziale ma costruita su una struttura superficiale. Peccato, sarebbe stata una grande storia.

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    vale

    04/11/2014 14.15.32

    Libro scritto magistralmente. Finale esagerato che un po' stona con tutto il resto, ma ci si passa sopra volentieri. Complimenti.

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    carlafed

    12/01/2014 19.55.58

    Devo premettere che mi piacciono i libri per ragazzi, anche se una ragazza non lo sono più da tanto tempo (un po' come il signor Moshe Honigman, personaggio di secondo piano, ma indimenticabile, del romanzo, potrei dire che 'la vecchiaia mi ha sorpreso nel mezzo dell'infanzia'). Questo libro mi ha fatto pensare alla frase, un po' demodè, di Paul Claudel 'L'adolescenza non è fatta per il piacere, è fatta per l'eroismo' e anche se non parla di vera e propria guerra, credo che il fatto che si svolga in una città che negli ultimi decenni pace ne ha davvero conosciuta poca non sia casuale. La storia è avvincente, ben narrata, a parte qualche verbosità qua e là, e piacevolmente inverosimile. Come in un qualsiasi thriller che si rispetti, le ferite e i pugni scompaiono dal corpo del protagonista in meno di ventiquattro ore. Ho preferito questo libro ad altri di Grossman, ai suoi libri per adulti per intenderci, che spesso con il loro elucubrare mi hanno lasciato indietro, sconcertata e anche insoddisfatta. Invece consiglio questo romanzo veramente a tutti, una lettura intensa, un intrattenimento che fa pensare.

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    cristina

    05/12/2013 14.00.11

    Non so perche' ma quando l'ho comprato pensavo che ci fosse un legame, uno stile un qualcosa che ricordasse "il cacciatore di aquiloni", invece in realta' c'e una storia poco reale, molto di fantasia, un po' troppo surreale per poter essere vera....immaginavo ad un punto che Assaf si svegliasse perche' si era addormentato con gli occhi aperti nel suo ufficietto al municipio.... Carino che quasi fino alla fine non capisci bene costa sta combinando Tamar... lettura leggera, passeggera da non sdegnare ma neanche assolutamente da non perdere...

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    Alessandra

    29/10/2013 22.36.37

    Lettura molto piacevole e avvincente, soprattutto nella prima parte, anche se nel finale perde un po'... Comunque consigliato.

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    Ceci

    27/07/2013 13.11.17

    Una storia scorrevole, avvincente ma.. banale e irreale. Comunque una lettura piacevole.

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    giusi

    04/05/2013 19.01.56

    a mio parere non è affato un capolavoro ma è semplicemente una storia carina. Un romanzo senza infamia e senza lode, mi ha lasciato indifferente, concordo con chi trova il finale un pò troppo tendente verso l'happy ending, ma tutta la storia in generale credo sia poco credibile.

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    Sergio

    28/02/2013 16.44.29

    La corsa verso la vita di tre ragazzi, che si trovano aprendo le loro esistenze alla durezza della realtà,tutto ben narrato da Grossmann. Bellissimo e assolutamente da leggere.

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    Karnaf

    22/11/2012 20.48.02

    La vicenda si presenta come verosimile, ma abbastanza presto elementi da favola si fanno largo e si capisce che c'è un velo allegorico su tutto; l'inizio ha un che di onirico, fra cagna, pizzaiolo e monaca. Dinka, in fondo, è solo un simbolo, per esempio: il libro non vuole parlare dell'amore per gli animali... Israele funge da sfondo affascinante e dà un'atmosfera tutta particolare a una storia che avrebbe potuto svolgersi tale e quale in qualunque altra parte del mondo, perché davvero importanti sono le anime dei protagonisti. Trovo che di per sé la trama non colpisca particolarmente, ma la narrazione a incastro, i particolari e i salti avanti e indietro nel tempo la rendono interessante. Solo, nel finale noto che una certa "sdolcinatezza" prende lentamente il sopravvento e forse tutto si conclude in maniera affrettata e troppo all'acqua di rose. Ma insomma, è una favola camuffata. I temi che tocca sono sempre validi, e il libro, oltre alla storia di per sé, offre qualche spunto, anche poetico, a una riflessione personale su solitudine, disagio, forza di volontà, amore e quant'altro. Do 4 perché, nonostante non sia molto originale, è tutto sommato davvero una piacevole lettura.

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    bardamu

    06/10/2012 18.24.17

    Non ci si dovrebbe accanire con un libro che l'autore definisce per ragazzi, ma è davvero tedioso e poco coinvolgente. Ad essere buoni.

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    Luciano

    26/06/2012 12.48.32

    Libro molto complesso e molto triste, che descrive una reltà giovanile dei giorni nostri che fa molto pensare. Il quadro che ne esce è sconfortante, dove un mondo senza più valori e ideali, crea individui che non hanno più capacità di interloquire, di rapportarsi agli altri, di amarsi. Dove la famiglia sembra un'entità non più capace di assorbire i conflitti, di mediare le incomprensioni, di farsi parte attiva nella formazione dei giovani. Da dove ripartire? Il messaggio che ci lancia l'autore è quello di avere fiducia nelle nuove generazioni, nella loro voglia di affrancarsi da una società che hanno subito e che vogliono cambiare. Speriamo che abbiano più fortuna di noi che giovani ormai non lo siamo più.

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    Beppe

    16/01/2012 11.11.13

    Lotta, amore e lucida incoscienza. Il miglior Grossman che ho letto.

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    Raffaele

    29/08/2011 21.37.47

    Sicuramente un bel romanzo che incuriosisce e si legge molto facilmente (quasi una favola), tuttavia sia la trama sia la scrittura non mi sono sembrate all'altezza della fama dell'Autore. Dovrò senz'altro leggere un altro romanzo di Grossman per apprezzarne le qualità letterarie che gli vengono attribuite.

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    AB

    22/04/2011 09.52.25

    Assaf e la sua corsa per le stradine di Gerusalemme è una metafora della crescita e del riscatto. Toccante e misurato.

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    Keki

    06/04/2011 20.11.28

    Il libro è davvero bello e scorrevole.Grazie a questo ho compreso le condizioni,il coraggio e ho conosciuto le vie di Gerusalemme.

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    Alf

    01/04/2011 08.34.30

    Commovente, emozionante, doloroso. Forse il miglior romanzo di Grossman; sicuramente quello che sento più vicino. Ci sentiamo tutti vicini ad Assaf e alla sua corsa per i vicoli di Gerusalemme. Quella corsa è il viatico per un'altra vita. Da leggere.

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    Gloria

    09/12/2010 10.03.26

    Libro bellissimo: appassionante, coinvolgente e a tratti commovente. Happy end finale poco credibile ma, alla luce delle vicende narrate magistralmente dall'autore, ci si passa sopra volentieri. Da leggere!

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    diana

    12/06/2010 09.45.47

    Ciò che mi colpisce di questo romanzo è la centralità dell'amore fraterno, un sentimento così innato e viscerale, eppure così dimenticato nella narrativa...E poi la corsa: l'ansia di vivere, il respiro che all'inizio è spezzato ma poi, un pò alla volta, prende il ritmo e scivola dentro la vita: proprio come l'adolescenza.

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