Qualunquemente

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Descrizione
Perché Cetto La Qualunque torna in Italia dopo una lunga latitanza all'estero? E' stata una sua scelta? O qualcuno trama nell'ombra? Con lui rientrano anche una bella ragazza di colore ed un bambina di cui non riesce a ricordare il nome: la sua nuova famiglia. Al ritorno in patria Cetto ritrova il fidato braccio destro Pino e la famiglia di origine: la moglie Carmen e il figlio Melo. Ovviamente far convivere il tutto non sarà facile. I suoi vecchi amici lo informano che le sue proprietà sono minacciate da una inarrestabile ondata di legalità che sta invadendo la loro cittadina. Le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un "pericoloso" paladino dei diritti. Così, Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione in compagnia di simpatiche ragazze non ha dubbi e decide di "salire in politica" per difendere la sua città. La campagna elettorale può cominciare...

Recensioni dei clienti

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    Mr Gaglia

    11/10/2014 15:18:50

    Il personaggio creato da Antonio Albanese, balza dal piccolo al grande schermo; vale a dire dalla misura spazio-temporale dello sketch al lungometraggio di narrazione sotto la guida, e la responsabilità, di Giulio Manfredonia e atterra in piedi. Qualunquemente si posiziona molto bene rispetto alle aspettative dei "gufi": non annoia, non divaga, non infarcisce la sceneggiatura di corpi estranei, buoni per una gag in più ma in fondo accessori. Non fa ridere eccessivamente, e questo può apparentemente rappresentare un problema: ma solo apparentemente. Il film ha uno sprint della realtà politica attuale architettata a dovere dalla coppia Manfredonia-Albanese. Tutto si concentra nel personaggio di Cetto: la sua mancanza di un limite, le colate di cemento sulla spiaggia, delle fogne che scaricano in mare, dei buoni benzina in regalo o dei brogli elettorali e nemmeno della bigamia. Delle allusioni ai pregiudicati e delle "assessore" scelte in base al fisico. Qualunquemente non va scambiato per un film d'intrattenimento, anche se non mancano diverse battute molto divertenti/ironiche ("Presto io sarò sindaco per cui tu per legge sarai vicesindaco") e nemmeno per una tragicommedia alla Fantozzi, sebbene il regista lo citi tra le ispirazioni: piuttosto, è un film "violento" che non fa sconti e regala al "cattivo" una vittoria su tutta la linea. Il qualunquismo di questo imprenditore prestato alla politica, sempre allegro e in movimento da un abuso di potere ad un altro, menefreghista in teoria e in pratica, dovrebbe essere qualcosa di cui ridere per esorcismo, per isteria dettata dalla paura, non per spasso o per il piacere di guardarci allo specchio. Se proprio occorre dargli un'etichetta, si dirà che è un film "di denuncia" che ha scelto la via della satira anziché quella della tragedia. Assolutamente da avere!

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    Davide

    25/05/2012 14:50:20

    Il film è guardabile e sinceramente fa ben poco ridere a mio parere, di certo fa riflettere, ma le risate le stramma a malapena.

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    FFortunato

    05/02/2012 09:49:43

    Un buon film, che fa ridere e fa riflettere. Meglio la prima parte, nella seconda la carica di Albanese si affievolisce.

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  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2011
  • Distribuzione: Rai Cinema - 01 Distribution
  • Durata: 96 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: trailers; dietro le quinte (making of); video musicale: "Onda calabra"