Quando Marina Abramovic morirà

James Westcott

Editore: Johan & Levi
Collana: Biografie
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 22 settembre 2011
Pagine: 350 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788860100306
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Descrizione
Belgrado 1974. Marina Abramovic dà fuoco a una monumentale stella a cinque punte, simbolo del regime di Tito, e ci si distende dentro fino a svenire per asfissia. Napoli 1975. Uno spettatore le punta al collo una pistola carica: l'artista ha sfidato il pubblico a usare su di lei, risolutamente passiva, uno qualsiasi degli oggetti disposti su un tavolo. New York 2002. Marina vive per dodici giorni in un'abitazione pensile allestita alla Sean Kelly Callery. Digiuna. L'unico nutrimento è l'avido sguardo degli astanti che la osservano bere, dormire, lavarsi e urinare. Tra la schiera di spettatori c'è James Westcott: è il suo primo incontro con "la nonna della Performance Art", come lei ama definirsi, e l'incipit di "Quando Marina Abramovic morirà", biografia intima di un'artista che da quarantanni gioca con la morte mettendo il proprio corpo al centro di performance divenute leggendarie. Agli esordi, lanciarsi nell'arte performativa significa per Marina ribellarsi a un'esistenza "militarizzata", tiranneggiata da una madre che le impone diktat culturali comunisti e non la bacia mai. Cruciale per il decollo da Belgrado è l'unione artistica e sentimentale con il fotografo tedesco Ulay, con cui avvia una collaborazione tanto ardita quanto fruttuosa. A bordo di un furgone Citroen trasformato in casa mobile, la coppia gira l'Europa esibendosi in pezzi che mettono a nudo una simbiosi culminata nel prolifico "Nightsea Crossing".

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    Libetta

    24/10/2011 22:59:55

    Con il beneficio del dubbio, tra ricostruzioni mistiche o rese tragiche dal ricordo di bambina trascurata poi adolescente pittrice di nuvole, la sua storia per intero a partire dai nonni (foto d'epoca) fino alla svolta di tipo teatrale delle rappresentazioni degli anni '70 ed i workshop con gli studenti scelti ad impersonarle. Gran bella narrazione delle performance, con il giusto spazio allo scenario ed al contesto emotivo del momento, la menzione degli altri Body artisti del tempo, chiarendo e spiegando le premesse di molte scelte artistiche votate alla resistenza fisica e mentale ed il possibile retroscena psicologico per altre esibizioni, dato l'estremismo, di probabile fraintendimento. Dal leggere si percepisce una personalità unica dalle molte variabili, brutale verso se stessa per disciplina, appassionata, spiritosa persino barzellettiera, ovviamente egocentrica ma poco disinvolta per certi aspetti, magnetica in scena come poche persone da spettacolo ma sempre posseduta dall'ansia dell'approvazione del pubblico e del suo piacimento, determinata fino alla possibilità dell'immolazione per non disattendersi. Il biografo accondiscende alla vanità della Abramovic nominandone spesso fascino leggendario e bellezza, mostra meno indulgenza verso i dolori privati, le arrabbiature e le debolezze di donna, magari deluso dall'aver scoperto, passandovi tanto tempo insieme, che sotto il mito giace pur sempre una femmina.

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