Quartetti completi vol.1

Interpreti: Doric String Quartet
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Chandos
Data di pubblicazione: 1 settembre 2018
  • EAN: 0095115199725
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Descrizione
Felix Mendelssohn (1809-1847): Quartetto n. 1 in mi bemolle maggiore per archi op. 12; Quartetto n. 5 in mi bemolle maggiore per archi op. 44 n. 3; Quartetto n. 6 in fa minore per archi op. 80
Accanto alle acclamate integrali dei quartetti di Franz Joseph Haydn e di Franz Schubert che sta attualmente portando avanti sia nelle sale da concerto sia negli studi di registrazione, il Doric String Quartet pone con questo nuovo disco dedicato a Felix Mendelssohn una nuova pietra miliare nei cataloghi discografici. Mendelssohn compose e diede alle stampe questi tre quartetti in fasi molto diverse della sua carriera, un fatto che consente a questo disco di delineare un’immagine completa della parabola artistica del grande compositore di Berlino. Il quartetto giovanile op. 12 (meglio noto come Quartetto n. 1) vide la luce a Londra e presenta parecchie allusioni alla musica di Beethoven, compositore che era scomparso appena quattro anni prima. Questi elementi stilistici formano un sottile ma coinvolgente contrasto con il flusso di geniale energia di Mendelssohn. Mentre il Quartetto n. 5 op. 44 n. 3, che comprende un gran numero di agili variazioni, sviluppi e combinazioni di idee, venne composto dopo la lunga e felice luna di miele e il ventinovesimo compleanno di Mendelssohn, il Quartetto n. 6 op. 80 emerse dalla fase di disperata depressione in cui il compositore era precipitato a causa della prematura scomparsa della sua adorata sorella maggiore e confidente Fanny. Mendelssohn descrisse questo quartetto come una sorta di Requiem e la nervosa irrequietezza che pervade i suoi movimenti è pervasa da un empito di energia incapace di trovare sfogo. Quest’opera è attraversata dalla ricerca di una pia rassegnazione, da un’incontenibile agitazione e da una lacerante nostalgia, tre sentimenti che sembrano prefigurare la morte immatura che sei mesi più tardi avrebbe spezzato la carriera dell’appena trentottenne Mendelssohn.