Quartetti per archi

Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Chandos
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2017
  • EAN: 0095115193129

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Descrizione

Franz Schubert (1797-1828).
Quartetto in do minore per archi D.703 Quartettsatz; Quartetto in sol maggiore per archi opera postuma 161 D.887.
Parallelamente alla sua acclamata integrale dei quartetti per archi di Franz Joseph Haydn, il Doric String Quartet prosegue il suo viaggio nella produzione di Franz Schubert con il secondo volume della serie dedicata ai quartetti, che ci fa precipitare nel mondo fragile e vulnerabile della piena maturità del grande compositore viennese. Sia Haydn sia Schubert avranno un ruolo centrale nella futura attività discografica e concertistica del Doric String Quartet, che sarà chiamato a esibirsi in alcune delle sale da concerti più importanti del mondo, dalla Carnegie Hall di New York alla Konzerthaus di Berlino e dal Concertgebouw di Amsterdam alla Wigmore Hall di Londra. Schubert riprese a scrivere quartetti per archi all’inizio degli anni Venti del XIX secolo, dopo quattro anni dedicati quasi esclusivamente ai Lieder, che gli avevano permesso di ottenere una maggiore considerazione da parte sia del pubblico sia della critica. Le sue ultime opere cameristiche contengono con ogni probabilità la sua musica più personale, intrisa di un intenso intimismo e di una profonda ambivalenza. Il Quartettsatz presenta un primo movimento turbolento, che si colloca al di fuori delle convenzioni che fino a quel momento avevano regolato la produzione cameristica del Primo Romanticismo. Di questo lavoro ci è pervenuto solo il frammento di un Andante in la bemolle maggiore dai toni sereni e delicati e nessuna traccia dello scherzo o del finale conclusivo. Se i quartetti più famosi di Schubert sono senza dubbio quelli intitolati La Morte e la fanciulla e Rosamunde (entrambi presentati nel primo volume di questa integrale), l’ultima opera di questo genere portata a termine – il Quartetto in sol maggiore – è senza dubbio la più emblematica con la sua ampiezza di respiro e i toni profetici del futuro musicale che attendeva il grande compositore viennese.