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Chiara Gamberale

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Pagine: 242 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804616283

Erica e Tea, due donne dalla vita radicalmente diversa ma accomunate dalla medesima frustrazione personale. Sono due poli opposti e come tali si attraggono: la prima moglie e madre perfetta, punto di riferimento per la propria famiglia; la seconda bellissima, famosa ma con grandi carenze affettive. Entrambe, di nascosto, si scrutano e sognano la vita dell’altra, l’una la trasgressione e l’altra la normalità.
Ad un anno da L' amore quando c'era torna in libreria Chiara Gamberale con un romanzo a due voci e tutto al femminile. Racconta le vicende esistenziali di due donne che, usando un supermercato come trait d’union, si spiano in silenzio e desiderano indossare l’abito dell’altra.
Erica ha un impiego fisso che le dà la giusta soddisfazione, un marito che la ama quanto basta e due figli che le riempiono il tempo tanto da farla esclamare: "Come si fa ad avere tempo per tutto quello che si ha da fare?" nel gruppo Quelli della mitica B del Rousseau 1991-1996 che ha creato su facebook insieme ai suoi ex compagni di scuola e su cui ritorna puntualmente ogni qual volta si sente nostalgica e ha bisogno di sfuggire alla routine domestica. Le sue giornate sono scandite dagli impegni familiari: l’asilo di Gustavo, i capricci di Viola e le partite a calcetto di suo marito. Una vita tranquilla, senza alti né bassi, ma tutta questa serenità la turba, le mette ansia e la fa sentire non all’altezza delle situazioni. Vorrebbe meno responsabilità, meno impegni dovuti e più leggerezza, si sente braccata da tutto ciò che nel tempo ha costruito e nei periodi negativi le sta persino stretto il ruolo di mater familias, così appena può, fra il reparto di gastronomia e quello dei detersivi, fantastica sulla vita di Tea.
Tea è la donna ideale: affascinante, turbolenta e sfuggente, quella che in parecchie vorrebbero essere. Sembra aver ricevuto dalla vita tutto ciò che si possa desiderare, un lavoro da attrice in un format che ha il consenso di critica e pubblico, un marito regista e un amico gay a cui poter confidare ogni segreto senza il timore che ti possa portare via il marito. Eppure a osservarla bene possiamo cogliere tutte le fragilità che questo personaggio si porta dietro a partire dal disastroso rapporto coniugale che la sfinisce giorno dopo giorno e le fa tornare a galla tutte le insicurezze accumulate. Per lei la felicità è senza dubbio la stabilità, quella normalità che scorge nell’altra, "la signora Cunningham", come la definisce affettuosamente, perché rappresenta la mamma dolce e amorevole che abbiamo conosciuto in Happy Days.
E allora il supermercato diventa il luogo dei desideri riposti e delle felicità attese, ma anche il posto dove fare i conti con le proprie insoddisfazioni e i propri limiti, un posto da amare ed odiare allo stesso tempo. È lì che le due donne, così diverse e uguali, saranno costrette a fare i conti con la vita e il proprio destino.
Chiara Gamberale utilizza uno stile asciutto e fresco mescolando dialoghi serrati a riflessioni estemporanee; senza utilizzare troppi ghirigori stila la lista delle necessità umane, da quelle semplici a quelle irrealizzabili. In questo modo ci regala un romanzo vivace, pieno di dettagli e attento alla caratterizzazione dei personaggi. Una storia che squarcia il velo d’ipocrisia che regola le nostre esistenze e mette in primo piano le insoddisfazioni personali di due donne che sono metafora delle nostre.

Recensioni dei clienti

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    Stefania

    28/11/2016 13.44.21

    Molte perplessità...... siamo davvero lontani dalla meraviglia de "Le luci nelle case degli altri". La morale del libro è piuttosto banale..... ci dice che l'erba del vicino ci appare sempre più verde di quanto non sia, anche quando al vicino piace di più l'erba del nostro giardino!!! Insoma... due donne insoddisfatte che pensano che la vita dell'altra sia perfetta..... Davvero niente di che. Non do un voto ancora più basso solo perchè il linguaggio della Gamberale risulta ancora una volta particolarmente scorrevole.... a tratti piacevole. Peccato!

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    cristina

    26/07/2016 09.38.37

    Storia noiosa e inutile, piena di stereotipi e con personaggi dallo spessore psicologico sottile come un volantino delle offerte del supermercato.

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    Emily Ross

    22/07/2016 19.19.00

    Non sono d'accordo con le recensioni negative che ha questo libro. IO ho trovato molto piacevole la trama, i personaggi, le vite che si intrecciano senza toccarsi e anche l'espediente della spesa per guardare nel "carrello" dell'altro. In fondo un libro che parla degli esseri umani che non si accontentano, che pensano sempre che gli altri stiano meglio, e invece quasi mai è così. Un'ottima prova di scrittura, uno stile non convenzionale, ho adorato il personaggio di Tea e lo avrei letto anche solo per questo.

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    kykky57

    25/03/2015 10.39.56

    cosi come mi sono divertita con "per dieci minuti" cosi mi sono annoiata con questa lettura. la scrittura scarsamente fluida aumentano le difficolta' di lettura.sconsigliato

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    Soseki82

    22/01/2015 20.15.35

    Storia banale, a tratti patetica nella descrizione dell'interiorità di due personaggi scialbi. Mi sfugge il senso di una punteggiatura senza logica che rende la lettura ancora più pesante e noiosa. Consigliato per donne frivole.

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    Laura

    18/01/2015 17.12.11

    Che noia!! L'ho finito perché non mi piace lasciare i libri a metà, ma accidenti che fatica! Primo e ultimo libro che leggerò di questa scrittrice.

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    chiara

    09/01/2015 10.46.02

    Davvero deludente. Mi aspettavo di trovare degli spunti più adatti al titolo del libro. Di solito leggo sempre le recensioni prima di comperare un libro questa volta non l'ho fatto quanto mai! Peccato!

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    valentina

    07/01/2015 21.18.07

    Delusione. Ho difficoltà anche a scrivere una recensione, tanta l'inconsistenza e la banalità di questo libro, tolte alcune parti, che possono offrire buoni spunti di riflessione, ma non basta.

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    regonaschi mara

    07/08/2014 17.54.58

    Libro "leggero" sull'idealizzazione della vita altrui (di cui non si sa nulla e di cui spesso si sbaglia il giudizio) e sulla non soddisfazione della propria, malgrado la si scelga. Libro destinato a un pubblico esclusivamente femminile, se vuole trovare un briciolo di apprezzamento.

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    Laura

    29/05/2014 18.35.37

    Chi non ha mai pensato che la vita di un altro (sconosciuto o amico che sia) possa essere migliore della sua? Questo è il presupposto del romanzo della Gamberale. Erica è una madre di famiglia, impiegata in banca. Dopo una rapina e la strana confessione di una sua collega, non riconosce più la sua vita, si sente sottovuoto, estranea ed assente a se stessa. Thea è l'attrice del momento interpreta una popolare serie TV, ma è avvitata su se stessa, alle prese con un marito amatissimo ma distante ed un amante presente ma con cui sente di non essere in sintonia. Le due si incrociano quasi giornalmente al supermercato e, sbirciando l'una nel carrello dell'altra, immaginano la reciproca vita. Per Erika, Thea vive in modo spumeggiante e non può essere diverso visto che è un attrice di successo. Per Thea, Erika è la signora Cunningham, il perno di una famiglia felice, realizzata e consapevole della fortuna che ha. Peccato che queste premesse azzeccate portino ad un libro che non riesce mai a ingranare veramente la marcia. In "Per dieci minuti" l'autrice racconta la genesi di questo romanzo e l'impressione è che parte di lei e del suo vivere sia trasceso nel personaggio di Thea e nella sua crisi matrimoniale. Peccato che alla fine il risultato sia un romanzo abbozzato ed incompiuto.

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    Fiorella

    25/04/2014 13.42.57

    È triste leggere un libro e chiuderlo senza che abbia lasciato nulla, positivo o negativo che possa essere. Tanta confusione di sentimenti, di situazioni, di personaggi e dei personaggi. Che poi svaniscono in una sintesi (forse l'unica cosa che si salva!) fatta da una "voce fuori campo", inconcludente. Waiting for the end!!!

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    Elot

    15/03/2014 20.25.12

    Ah, la punteggiatura! Che strumento eccezionale. Se lo si sa usare. Primo libro della Gamberale che leggo, probabilmente resterà l'unico. L'ho trovato pesante e vuoto. Non ho dato il voto più basso soltanto perché l'idea era buona. Bastava svilupparla decentemente.

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    Cesarina Evangelista

    23/02/2014 13.13.13

    Il libro mi ha messo addosso una infinita tristezza. In particolare il personaggio di Wendy/Tea, intenso, con la sua sofferenza interiore, imprigionato in una ragnatela dalla quale non riesce ad uscire, o forse non vuole. Tea pensa di trovare protezione in Riccardo, più grande di lei, verso il quale nutre un'attrazione "di testa",e per lui accetta di essere Wendy. In realtà Riccardo è un uomo bambino, egoista e presuntuoso, a volte cattivo per via delle sue fragilità, peraltro non ammesse. Al contrario, lei ammette tutte le sue fragilità e si colpevolizza, si sente inadeguata nonostante i suoi successi, peraltro snobbati dal suo partner. Eppure lei, con tagliente lucidità, riesce a fare analisi profonde della situazione, ma a che serve, se poi si reimmerge nei fili vischiosi della ragnatela? I personaggi sono tutti senza respiro, forse si salva il padre di Tea,con il suo buon senso,un uomo fatto da sé, ma sembra che anche questo sia causa delle fragilità della figlia.Un pò di fiducia nella vita, signori!! Interessante l'impianto stilistico del libro.

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    tania

    28/10/2013 14.03.00

    Lettura deludente. Dalla pubblicità e dalla classifica mi aspettavo sicuramente qualcosa di molto meglio. La trama del libro non è per niente banale. L'incontro di due vite, una famosa attrice Tea e una casalinga Erika che si vedono solo al supermercato e ognuna di loro immagina e invidia la vita dell'altra. Ho faticato ad arrivare alla fine, ad ogni pagina speravo di trovare qualcosa di interessante, un colpo di scena, un brivido, un'emozione e invece è tutto un po' ovvio e banale. Sconsigliato

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    Federica

    29/08/2013 14.52.35

    Acquisto il libro perché, oltre ad averne già letti altri della Gamberale, sono attratta dalla storia di queste due donne che, curiosando nei reciproci carrelli, si prefigurano la vita che può condurre l'altra. Comincio a leggere e il tutto, peccando di originalità, mi ricorda molto la trasmissione radiofonica "Io Chiara e l'oscuro" che la Gamberale ha condotto su Radio2. Proseguo nella lettura e mi sembra sempre più che le pagg siano prive di autenticità e viceversa ricche di cliché triti e ritriti. Ho veramente faticato nel concludere la lettura trovando pure il finale banale, affrettato e appiccicaticcio. Mi spiace perché conosco la Gamberale come autrice dotata di molta sensibilità, empatia ed acume, tuttavia proprio non mi sento di consigliare la lettura di questa sua ultima opera.

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    kiki

    26/08/2013 11.53.13

    Sono rimasta delusa da questo romanzo. Seguo e leggo Chiara Gamberale da sempre. Ho amato "La zona cieca" e ho trovato interessante "Le luci nelle case degli altri". Ma questo libro ho faticato a leggerlo. Scontato, un mix di tutte le tematiche affrontate nei romanzi precedenti, senza nessuna angolatura particolare. Aspetto fiduciosa il prossimo, sperando sia solo un passaggio a vuoto.

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    Alessandro

    28/07/2013 22.32.08

    Lo schema del libro non è per niente banale, due vite non proprio parallele, che a loro volta si sdoppiano nelle personalità delle stesse protagoniste Tea/Wendy e Erica mamma/non mamma in sottovuoto. Nulla è semplice perché tutti sono alla ricerca di qualcosa che possa risolvere i loro dubbi, i loro scheletri rimasti intrappolati in situazioni del passato che sembrano accadute quasi a loro insaputa, ma che si paleseranno tutte prima o poi. Si sente, palpabile, un senso di inadeguatezza latente che emerge dai crucci continui delle protagoniste. A me ha fatto riflettere la frase che viene citata spesso:..... "Ma tu ci pensi, Erica? A tutte le esistenze che potrebbero farci felici, se non fossimo sempre alle prese con la nostra?"... Io la interpreto nel senso che il nostro egoismo spesso non ci fa vedere la bellezza delle persone che ci circondano. Un buon libro insomma, pieno di spunti interessanti.

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    Giorgia

    17/07/2013 13.01.37

    A me é piaciuto molto, nonostante non sia un giallo ci sono colpi di scena ma soprattutto sentimenti! Lo consiglio per una lettura non impegnativa ma scorrevole e piacevole

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    Rino

    09/07/2013 19.40.53

    Bella l'idea testa o cuore Ma per il resto un po' ovvio e banale Non mi ha coinvolto e poi un po' troppo forzato L incrocio delle vite con i "genitori della signora cunningum" Conclusione in sospeso Ne buono né cattivo Ci si aspetta un po' di più in base alla classifica Non si legge tutto d'un fiato Se ne può fare a meno

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    Tiziana

    01/07/2013 15.06.23

    All'inizio è un po' sbiadito e nebuloso, con pensieri e immagini poco focalizzate, ma poi diventa serrato, incisivo, analitico, profondo, pieno di riflessioni, di dubbi, di capriole mentali e sentimentali. Interessante, coinvolgente, a tratti spiazzante, però intenso e catartico. Molto, ma molto piacevole.

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