I racconti di Nené

Andrea Camilleri

Editore: Melampo
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 1 luglio 2013
Pagine: 153 p., Brossura
  • EAN: 9788889533994
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Descrizione
Le storie di Andrea Camilleri sono straordinarie non solo per quello che raccontano, ma anche per lo sguardo insieme ironico e affettuoso che lo scrittore riserva ai suoi personaggi. Ed è per questo che finiamo per amarli: ci sembra di conoscerli, di aver fatto con loro un tratto di strada. Questi nuovi racconti - tra i più intimi e sentiti del romanziere siciliano - ci riservano una sorpresa in più, perché i personaggi si chiamano Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo e Renato Rascel, Samuel Beckett e George Patton. Ed è così che Camilleri ci porta per mano dentro storie vere, che appartengono alla sua vita e alla sua memoria, e che finalmente vedono la luce. L'avvento del fascismo e lo sbarco degli alleati, il separatismo e la mafia, le amicizie e la famiglia, gli incontri con i grandi maestri e, su tutto, lei: l'amata Sicilia. Un libro che ci fa sedere vicino al creatore di Montalbano. Che prende la parola, si mette a raccontare e ci incanta.

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    n.d.

    25/01/2018 20:44:00

    Il servizio è ottimo,come i prodotti ordinati,l'unica pecca è non avere una fascia oraria per ricevere la merce

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    giorgio g

    02/09/2014 09:32:54

    Un simpatico excursus attraverso la lunga vita dell'autore che ci ha rivelato - se mai ce ne fosse ancora bisogno - la simpatia e l'umanità di uno scrittore che non si può non amare. In questo libro ci fa incontrare tanti personaggi del nostro recente passato, primo fra tutti l'indimenticabile Leonardo Sciascia. Voto 5/5

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    fabio j.

    29/07/2013 22:53:21

    Mancano la voce e la gestualità dello scrittore, ma si tratta di una lettura davvero piacevole: un Camilleri in pillole che mi ha divertito parecchio.

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Chiamarla raccolta di racconti è farle un torto. Perché se Andrea Camilleri, lo scrittore italiano più amato dal pubblico nostrano, inizia a raccontare le storie che hanno segnato la sua vita, e lo fa usando la prima persona singolare, si può dire che si tratti piuttosto di un’autobiografia. I racconti di Nené sono brevi episodi della vita del padre del commissario Montalbano, che partono dai primi anni della sua infanzia e arrivano fino alla sua consacrazione come scrittore.
Nate come interviste, andate in onda su RaiSat Extra qualche anno fa, raccolte da Francesco Anzalone e Giorgio Santelli, le storie raccontate da “Nené” Camilleri, che tutti noi ricordiamo in televisione scandite nel suo favoloso incedere siciliano e intervallate da sbuffi di fumo di sigaretta, diventano qui un testo. Libro, romanzo, autobiografia, copione per un film o per una riduzione teatrale: mano a mano che si procede nella lettura si comprende la poliedricità di un intellettuale a tutto tondo, che nella sua lunga carriera è passato dal teatro al romanzo, dalla regia televisiva alla radio, senza tralasciare i lunghi anni passati a insegnare regia a molti studenti dell’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico di Roma.
Partendo dal fascismo in Sicilia, dagli anni della guerra e dallo sbarco degli alleati a Licata nel 1943, Camilleri snocciola i suoi aneddoti legati all’infanzia e alla sua formazione culturale e umana. La nascita della passione politica, dopo aver assistito al gesto vile del generale inglese Patton e il difficile rapporto con le autorità locali durante la sua militanza nel PCI. Le lotte sindacali, la strage di Portella della Ginestra e le infiltrazioni mafiose nella società civile, ma anche l’insorgere di una passione sempre più travolgente per il teatro. Riformato alla leva per presunti problemi cardiaci, Camilleri è tra i pochi giovani italiani a rimanere con la propria famiglia durante la guerra. L’occasione verrà subito colta per inseguire alcuni dei suoi grandiosi progetti, come mettere in scena testi di autori sperimentali e partecipare a concorsi e audizioni in tutta Italia. Lasciare il suo paese, Porto Empedocle, per studiare regia all’Accademia di Roma, è praticamente una tappa obbligata. Tre anni di lavoro con un uomo glaciale e scontroso come Orazio Costa lasciano al giovane Camilleri un segno indelebile: un’amicizia sincera seppur difficile, una serie di incontri con i grandi del teatro italiano ed europeo, come Vittorio Gassman e Jean Genet e una voglia crescente di sperimentare nuove forme espressive. Quando il vecchio dottor Costa gli lascia la cattedra di regia all’Accademia D’Amico, Camilleri sta tentando di entrare in Rai come funzionario. La sua candidatura verrà bocciata per le sue idee comuniste, ma la Rai sarà comunque il suo approdo. Entrerà prima come regista radiofonico sulla terza rete e poi come produttore per gli sceneggiati televisivi. Il suo primo vero romanzo, tanto caldeggiato dal suo amico Leonardo Sciascia, resterà per molti anni nel cassetto dei più importanti editori italiani.
Sarà l’amicizia con Livio Garzanti prima e con Elvira Sellerio dopo, a dare una svolta alla sua carriera. Un’amicizia nel senso siciliano del termine che, come viene testimoniato in queste pagine, è qualcosa di diverso e particolare rispetto all’amicizia comunemente detta: un sentimento totalizzante e omnicomprensivo, che presuppone la conoscenza profonda e una capacità quasi sovraumana di anticipare i desideri altrui. Nasce in questo modo, alla fine di un lungo percorso, il Camilleri scrittore.
Quel linguaggio che tanti editori avevano rifiutato di accettare, quel suo modo tutto nuovo di tradurre il pensiero in parole un po’ italiane e un po’ siciliane, tratte dal linguaggio parlato e familiare, diventa finalmente la sua cifra stilistica. Una specie di piccola rivoluzione linguistica che sintetizza tutta una vita di tentativi ed esperimenti.