Categorie

Anton Cechov

Curatore: E. Bazzarelli
Traduttore: A. Polledro
Collana: Classici moderni
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 1015 p. , Brossura

5 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

  • EAN: 9788817018005

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Piero

    10/10/2013 19.08.59

    Un'opera imperdibile, una serie di racconti uno più bello dell'altro. Cechov merita: va assolutamente letto. Certo, come dice il critico Mirshij nella sua "Storia della letteratura russa", non è Tolstoj. Però è un ottimo scrittore. Peccato non abbia avuto il Nobel, già istituito ai tempi della sua morte, nel 1904.

  • User Icon

    Nicola

    02/07/2013 21.23.39

    Una storia noiosa è il racconto che "sogno" di scrivere...parola per parola:imperdibile. Quei "non lo so" resteranno per sempre... Reparto n.6 è una gemma per "l'animo" umano. Straordinario, divino Ceckov.

  • User Icon

    Alfredo Ventre

    12/03/2013 12.05.20

    Ci sono dei libri che vanno tenuti sul comodino, per essere letti e riletti riassaporati nel corso degli anni; questo è uno di quelli. I racconti di Cechov e le sue opere tetrali sono tra le cose più alte che la letteratura abbia mai saputo regalarci.

  • User Icon

    paolo

    06/08/2012 21.14.33

    Per chi si avvicina alla lettura, e vuol cominciare dal meglio del meglio, con tutti i rischi che questo comporta in termini di future delusioni. Cechov è pienamente inserito nel solco della grande tradizione russa, ma nello stesso tempo ne è una voce originalissima, che trova nella forma del racconto il suo metro ideale. Il tema che ricorre è sempre e solo l'aspirazione dell'uomo (non del grande uomo) ad un'esistenza migliore, sia essa intesa come elevazione da una condizione miserabile e abbrutente, sia come fuga da una quotidianità meschina e opprimente ed anche, perchè no, come legittima aspirazione al successo ed alla fama. I toni vanno dal comico al noir, dal consolatorio al disperato, ma la modernità e la profondità della riflessione sono sempre sorprendenti. I personaggi, spesso buffi nella loro meschinità senza speranza, spesso irritanti, commoventi, invidiabili, condannati, prendono una forma nettissima sulla pagina e pazienza se in qualche, raro, caso, l'autore si lascia prendere un po' la mano rischiando il macchiettismo (es. "l'uomo nell'astuccio").

  • User Icon

    Enzo

    05/07/2012 00.43.15

    Leggere questa raccolta di 69 racconti di Checov è, se mi passate l'analogia un po' colorita, come avere orgasmi multipli. Sono tante preziose gemme, di varie dimensioni, incastonate l'una accanto all'altra a formare un tesoro di incommensurabile valore. In un centinaio e passa d'anni che ci separano da Checov, basterebbe mutare soltanto alcuni aspetti socio-politici per vedere le sue storie completamente attualizzate, perché nucleo pulsante dei suoi racconti sono la vita e la natura umana. La miriade di personaggi, tratteggiati con magistrale semplicità e vivacità, tanto da renderli palpabili, nonostante siano invariabilmente originali ed unici, hanno molto in comune: si trascinano nella vita filosofeggiando su quale senso possa avere, increduli e smarriti in preda alle vertigini sull'orlo dell'insondabile e incomprensibile abisso dell'esistenza. Più volte mi sono rispecchiato nei personaggi, in preda allo confusione, incapaci di prender risoluzioni, afflitti dall'irrazionalità del dolore e delle tragedie della vita. Quelli che mi son piaciuti di più: "teste in fermento";"il camaleonte";"Kastanka";"il grasso e lo smilzo";"melma"fra quelle ironiche e spensierate. E poi ci sono quelle che più mi hanno toccato, in un modo o nell'altro: "le ostriche", la straziante fame di un bambino coniugata alla sua immaginazione;"angoscia";"nella notte santa", pervaso da malinconico lirismo;"voglia di dormire";"la principessa";"l'onomastico";"una storia noiosa", squisitamente sarcastico e avvincente a dispetto del titolo;"il duello", intrigante;"la saltabecca";"il reparto n°6", di sconvolgente e oscura profondità;"il racconto di uno sconosciuto";"il monaco nero";"l'insegnate di letteratura";"la mia vita";"ionyç"; e cito per ultimo il sorprendete racconto "Nemici", non so speigare perché ma ne sono innamorato e lo trovo, con la sua feroce e cruda poetica, esaltante. Per quanto riguarda il presunto capolavoro "la steppa", l'ho trovato deludente e prolisso.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione