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Curatore: C. Bartocci
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2006
Pagine: XXVIII-301 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806183219

Negli ultimi cento anni matematica e letteratura hanno incrociato il loro cammino innumerevoli volte, troppe perché si tratti soltanto di incontri casuali. Ne è convinto Claudio Bartocci, docente di Fisica matematica e curatore di questo affascinante volume di Racconti matematici, un'antologia di storie dedicate alla matematica e ai matematici, scritte da grandi romanzieri e saggisti della letteratura contemporanea.
Come in matematica il ricercatore passa da una teoria all'altra attraverso analogie vaghe e oscuri riflessi, anche i rapporti tra questi racconti e la matematica sono segnati da furtive carezze, incerte corrispondenze, consonanze e dissonanze. Troviamo i brani di Borges sull'ossessione dell'infinito e quello di Asimov che fonde abilmente tecnologia, calcolo e fantascienza. Calvino che, nel racconto Quanto scommettiamo, porta alle estreme conseguenze il paradigma di Laplace per metterne a nudo la sostanziale inapplicabilità. Buzzati che nella storia I sette messaggeri affronta il dilemma del paradosso di Achille e della serie infinita di convergenze: sebbene i suoi messaggeri raggiungano sempre il protagonista la distanza che devono percorrere tende all'infinito, perché "non esiste frontiera, almeno nel senso che noi siamo abituati a pensare".
L'esistenza di una quarta dimensione spaziale innesca e sostiene, invece, il meccanismo narrativo dei racconti La casa nuova di Robert Heinlein e Geometria solida di Ian McEwan, mentre il Ragazzo di Dario Voltolini s'interroga su come un pavimento (in quanto avente curvatura nulla) possa essere fatto di soli esagoni, mentre per cucire un pallone da calcio in cuoio sia necessario tenere insieme esagoni e pentagoni (a causa delle proprietà geometriche dei triangoli sulla superficie della sfera).
La parte conclusiva del libro è fatta di ritratti: Umberto Eco "dialoga" con Pitagora sui rapporti tra musica e matematica, Raymond Queneau scrive di un Hugo geometra (Léopold, nipote di Victor), ed Emmanuel Carrère traccia un breve ritratto di Alan Turing, il logico britannico ideatore della macchina di calcolo che porta il suo nome.

Recensioni dei clienti

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    Antonio

    26/05/2012 07.54.40

    La recensione di Marina è di una semplicità e di una bellezza uniche. Si percepisce che è vera, autentica, scaturita dal suo cuore durante la lettura del libro. Una recensione che ha il sapore della leggerezza, il profumo della sua giovane età! Un invito (s)oggettivo a leggere "Racconti matematici". Antonio

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    marina

    13/04/2008 19.09.37

    ho fatto sega a scuola. da feltrinelli rilassante poltroncina e libro a sbafo. Gironzolo un pò e passo davanti a dei libri, neanche so in che reparto fossi, e l'occhio cade sulle righe:racconti matematici. per essere una che ha il debito a matematica da due anni non so cosa mi sia passato per la testa, ma l'ho preso e l'ho sfogliato. sono stata rapita. forse si, su alcuni racconti si potrebbe pensare:"ma che c'entra?" ma il connubio tra letteratura e matematica mi ha letteralmente affascinata. l'ho divorato. forse il semplice parere di una ragazza che sta per uscire al liceo, a confronto con chi studia l'argomento da anni, può sembrare futile, ma proprio perchè di matematica non capisco un cavolo, questo libro me lo sono goduto fino in fondo, e in racconti come "l'hotel straordinario", ho visto le immagini scorrermi davanti agli occhi, e segmenti e particelle numeriche incastrarsi all'interno della mia mente in giochi infiniti. bello, bello. sublime.nel senso sconcertante del termine

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    maurizio codogno

    14/03/2007 12.41.46

    Non è vero che matematica e letteratura siano come cane e gatto. O magari sì, visto che ci sono esempi in cui i due animali vanno d'amore e d'accordo... Questa raccolta di racconti edita da Einaudi vuole sfatare il mito della separazione tra i due mondi presentando una serie di racconti di autori del Novecento incentrati su temi matematici. Abbiamo così il racconto che poi ispirò a Borges la sua Biblioteca di Babele, l'infinito Hotel Hilbert di Stanislaw Lem che poi Ronconi ha ripreso nel suo <em>Infinities</em>, Calvino che prende in giro Dumas e i suoi Dantés e Faria in un delirio multidimensionale, Heinlein con il suo racconto della casa a forma di ipercubo... Alcuni dei racconti personalmente non è che mi siano piaciuti o interessati più di tanto, ma il risultato complessivo è comunque più che buono.

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    Andrea

    24/10/2006 09.28.34

    In genere devo dire che non mi è piaciuto, molti racconti li ho trovati noiosi e comunque spunti che con la matematica hanno poco da spartire, mi sono spesso trovato a domandarmi il perchè fossero stati scelti, visto che di attinenti ce ne sarebbero stati molti altri.

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    Simone

    02/10/2006 13.36.49

    Da "professionista del settore" ho acquistato questo libro con una certa aspettativa. Alla fine parecchi racconti sono piacevoli e di alto livello, ma capita di domandarsi perche' siano stati inseriti. Forse non basta inserire un sostantivo che richiami la matematica, per parlare di racconto matematico. Mettiamo in chiaro un aspetto: e' un libro di narrativa, che ha poco da spartire con la scienza. Partendo da questo presupposto, il giudizio e' complessivamente discreto.

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