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Jostein Gaarder

Traduttore: L. Barni
Editore: TEA
Collana: TEA biblioteca
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 193 p. , Brossura
  • EAN: 9788850237821


“Avrei scelto di vivere una vita sulla terra ben sapendo che all’improvviso mi sarebbe stata strappata via, forse proprio nel bel mezzo dell’ebbrezza della felicità? Oppure già in punto di partenza avrei rifiutato tutto questo gioco azzardato del ‘dai e togli’”?

Come sempre nei romanzi di Jostein Gaarder, il lettore si trova di fronte a un gioco di scatole cinesi oppure, per attualizzare la metafora, alle finestre di un gioco elettronico che procede per livelli successivi. La prima storia è quella del quindicenne Georg, che trova una lettera di suo padre Jan Olaf, defunto dodici anni prima, scritta prima di morire perché il figlio la leggesse in età adulta e potesse conoscere meglio chi gli aveva dato la vita. Si apre così la seconda storia, che è quella dell’amore di Jan Olaf per “la ragazza delle arance”, incontrata casualmente e diventata oggetto di una ricerca che si snoda come una rivisitazione degli antichi romanzi cavallereschi. Ogni successivo incontro aggiunge una tessera al puzzle, ma soltanto quando sarà completato si vedrà che il giuoco dei ruoli era diverso da quanto appariva. Ma il padre non si limita a raccontare a Georg la propria storia d’amore, vuole costruire un dialogo con lui, e fargli condividere la sua passione per il mistero dell’universo: alla fine gli porrà una domanda che può dare un significato non solo alla vita del figlio, ma retrospettivamente anche a quella del padre. Pensa che valga la pena di essere nato, pur sapendo di poter restare al mondo per un periodo che comunque sarà molto limitato? Per facilitargli la risposta, vorrebbe offrirgli la certezza di una sopravvivenza nell’al di là, ma su questo argomento ha soltanto delle ipotesi: “Se c’è il mondo, allora le frontiere dell’improbabile sono già state scavalcate. Sono già così pieno di stupore per il fatto che esista un mondo, che non avrei spazio per altro stupore se dovesse rivelarsi che esiste anche un altro mondo dopo questo.”

La risposta di Georg coinvolge anche il lettore che ha partecipato al gioco: “La vita è una lotteria gigante dove si vedono solo i biglietti vincenti. Tu che stai leggendo sei uno di questi biglietti. Lucky you!”

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

Mio padre morì undici anni fa. Quando se ne andò, io avevo solo quattro anni. Non credevo che avrei più avuto sue notizie, ma adesso stiamo scrivendo un libro insieme.
Queste sono le primissime righe di quel libro, e le sto scrivendo io, ma a poco a poco sarà lui a parlare. È lui che ha una storia da raccontare.
Non sono sicuro di ricordarmelo bene. Probabilmente mi sembra soltanto di ricordarlo perché ho guardato tante volte le sue foto.
Solo una cosa sono convinto di ricordare veramente, ed è ciò che accadde una sera mentre guardavamo insieme le stelle dal terrazzo.

Su una delle foto ci siamo mio padre e io seduti sul divano di pelle giallo in soggiorno. Sembra che mi stia raccontando una bella storia. Il divano l'abbiamo ancora, ma lui non è più seduto lì.
In un'altra foto siamo sulla sedia a dondolo verde nella veranda. Quella foto è appesa alla parete fin da quando mio padre morì. Anche ora sono seduto su quella sedia, ma non mi dondolo perché sto scrivendo su un grosso quaderno. Più tardi inserirò tutto nel vecchio computer di mio padre.
Ci sono cose da raccontare anche sul computer, ma ci ritornerò in seguito.

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Chiara

    03/01/2017 15.31.37

    Consigliatomi da un'amica... devo chiederle come mai le fosse piaciuto tanto perchè a me è sembrato noiosissimo e banale

  • User Icon

    spaggio

    15/08/2015 17.23.27

    Una storia che pareva promettere (ma le promesse non possono essere tirate per le lunghe, in termini di pagine) per poi scadere nel melenso.

  • User Icon

    mauro

    28/06/2015 18.15.39

    Ho letto la ragazza delle arance in un periodo di tristezza, che volevo assecondare e capire. Quello che non mi aspettavo è la consolazione che il libro mi ha offerto. A volte sembra un po' banale, ma ha il gusto di una favola semplice e anche questo mi ha conquistato, forse perchè parla al bambino che è in noi. Un libro del genere è il regalo giusto da fare a se stessi quando si ha bisogno di dolcezza. Consigliato.

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