La ragazza in blu

Susan Vreeland

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Traduttore: Maria Clara Pasetti
Editore: Neri Pozza
Edizione: 4
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 9 maggio 2003
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788873059196
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Susan Vreeland

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Nella cantina di casa di un insegnante di matematica, Cornelius Engelbrecht, un signore sobriamente vestito, dal carattere chiuso e dall'atteggiamento sfuggente, giace un quadro prezioso che ritrae una ragazza vestita di blu. In un momento d'abbandono e di inconsueta familiarità, Engelbrecht confida a un amico che il quadro, palesemente risalente al XVII secolo, è una delle opere "ignote" di Vermeer, il grande pittore olandese. Suo padre, ufficiale nazista durante la guerra, l'aveva trafugato a una famiglia ebrea.
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    annalisa

    12/09/2012 14:03:45

    sicuramente non è il migliore della Vreeland ma è un libro profondo che si concede pian piano al lettore ed entra timidamente nel sotto pelle...molto bello

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    Anna

    05/04/2012 14:46:45

    quando guardiamo un quadro o un'opera d'arte, stiamo guardando attraverso i secoli...

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    maupes

    26/04/2009 21:31:29

    Opera d’esordio di Susan Vreeland che ha il torto del confronto, per chi come me ha già letto ed apprezzato della stessa autrice ‘La passione di Artemisia’ e ‘La vita moderna’. Se questi ultimi sono due capolavori, ‘La ragazza in blu’, che ha il merito di aver fatto scoprire al grande pubblico questa brava scrittrice, specializzata nell’abbinare la storia dell’arte pittorica con il romanzo, ha invece il difetto di alternare momenti positivi ad altri meno. L’idea in sé è arguta: ripercorrere a ritroso la storia di un quadro attribuibile forse a Vermeer e quella dei vari personaggi che l’hanno posseduto nel corso del tempo. Per arrivare, attraverso episodi e storie diverse, con differenti vicissitudini personali incastonate in momenti storici di grande impatto emotivo: dalla persecuzione degli ebrei, alle streghe, o supposte tali, immolate sui roghi, fino al periodo della sua concezione e realizzazione da parte del celebre pittore. Ogni momento di descrizione ed analisi di un dipinto da parte della Vreeland è prezioso, sorprendentemente chiaro, acuto ed efficace nella sintesi ed anche questo romanzo non fà eccezione, in tal senso. Peccato che non sempre il breve racconto (circa 170 pagine) risulta lucido e convincente, quindi a momenti di notevole intensità narrativa, si succedono o precedono altri meno brillanti. Sono anche certo però che chi leggesse per la prima volta un romanzo di Susan Vreeland potrebbe trovare questo mio giudizio troppo severo.

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    Paola

    25/05/2008 23:49:49

    Voglio spezzare una lancia in favore di questo libro che ho trovato molto toccante e profondo. Non e' un romanzetto come potrebbe sembrare leggendo l'inzio, ma una raccolta di stralci di vita che fanno riflettere, sorridere e commuovere....Lo vedo un po' come una vecchia trapunta con tanti pezzetti colorati di stoffa cuciti insieme.... Da leggere sicuramente

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    Silvia

    24/01/2008 20:18:56

    Non mi è piaciuto, non va avanti, è piuttosto pesante. Mi aspettavo di più dopo La passione di Artemisia!

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    Graziam.

    30/03/2007 22:56:42

    Inizio un pò confuso ma andando avanti un'opera magnifica da leggere e regalare!

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    elisa***

    19/11/2006 18:59:28

    abbastanza noioso...ssperiamo che la passione di artemisia(che ho intenzione di leggere)sia migliore.ciao!!!!

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    tabita

    09/06/2006 09:39:46

    Il libro mi è piaciuto moltissimo, mi ha ricordato in certe scene i testi della Chevalier, altra autrice che consiglio caldamente!

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    Elena

    20/04/2006 09:19:52

    dopo aver letto "la passione di artemisia" questo romanzo mi ha delusa.

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    Elisa

    01/03/2005 17:11:10

    Ho trovato il libro poetico e delicato, emozionante ma mai sopra le righe. Grande sensibilità e potenza della fantasia nel ricreare ambienti e atmosfere rarefatte e intime. Lo consiglio davvero.

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    Mariangela

    28/02/2005 17:25:50

    Da evitare, almeno dopo aver letto LA PASSIONE DI ARTEMISIA. La storia ha poco senso (o soltanto poco interessante) ed è sviluppata male.

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    LAURA

    15/02/2005 15:15:09

    Continua anche con questo libro il mio viaggio attraverso l'arte narrata e confermo ancora una volta come sia affascinante poter percepire solamente con la lettura le emozioni che può suscitare dentro di me la visione di un quadro. La lettura è stata un pò difficile nella prima parte e sicuramente più interessante nella seconda, riscontrando interesse per la narrazione a ritroso ne tempo. "La passione di Artemisia", "La ragazza con l'orecchino di perla", "La dama e l'unicorno", "La ragazza in blu". Ecco questo è l'ordine in cui ho letto i libri e rispecchia la mia preferenza

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    ale

    25/01/2005 23:15:20

    Bel libro, suggestivo e poetico. Piu' coinvolgente e interessante la seconda parte.

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    chiara.z.

    24/10/2004 19:40:22

    Scusate se dissento da tutti questi commenti entusiastici sul libro della Vreeland e spero che lascerete comunque spazio ad opinioni diverse. Secondo me il libro è scontato e noioso, strapieno di aggettivi superflui ed assolutamente non entusiasmante. Inoltre, il fatto che guarda caso descriva un quadro e guarda caso dello stesso pittore descritto dalla Chevalier (ben altra penna, quest'ultima!!!)mi lascia la sensazione di essere davanti ad un plagio venuto male. Ripeto, scusate se dissento ma secondo me il libro è tipo "Harmony". Saluti a tutti

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    principessafelice

    16/10/2004 18:54:28

    La ragazza in blu racconta la storia di un dipinto, partendo dal suo ultimo proprietario, un insegnante di matematica, fino a giungere al pittore Vermeer che lo ha prodotto. Ogni capitolo ci racconta brevemente la storia di colui o colei che possiede il quadro, come lo ha ottenuto, le emozioni che prova guardandolo, perché decide di disfarsene. Probabilmente a qualcuno le storie appariranno troppo sintetiche, ma secondo me riescono bene a rendere la situazione delle famiglie o di chi ha il dipinto, anche se in modo breve. Il risultato di questo puzzle di storie è un romanzo davvero originale, perché questo risalire alle origini del quadro è strano e interessante allo stesso tempo, ed è quello che rende l’opera davvero speciale. Un altro aspetto da rilevare è il particolare stile dell’autrice, il quale deve essere stato molto studiato, perché si adegua perfettamente all’ambiente storico sociale a cui appartiene il narratore (infatti ogni capitolo è raccontato in modo omodiegetico dal personaggio principale). L’aderenza è rilevante soprattutto a livello linguistico e tutto ciò rende La ragazza in blu davvero realistico, perché dà l’impressione di ascoltare la voce di quel tal personaggio, nobildonna o contadino che sia.

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    Valentina

    14/10/2004 16:32:27

    Molte volte ho desiderato possedere l'abilità della Vreeland di descrivere le luci, le forme e i colori... Un nuovo modo di amare la vita e tutto quello che ci circonda. Il libro è di facile lettura, sembra un gioco di scatole cinesi: una storia dentro l'altra. Ognuna con un unico protagonista, il quadro.Le vite si intrecciano nei secoli che scorrono a ritroso... forse questo è ciò che più mi ha colpito. Buona lettura!

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    M. Rosaria

    30/08/2004 17:41:17

    Un libro decisamente originale. Si legge facilmente ed in fretta.

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    Vania

    29/08/2004 11:44:09

    L'idea di rivivere diverse vicende familiari nel tempo attraverso gli occhi di un quadro è molto bella. Ho però avuto l'impressione che le differenti storie siano state "sacrificate" in un libro relativamente breve che le ha rese per forza di cose un pò troppo vaghe..

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    FABIO

    21/06/2004 15:12:40

    IO OLTRE AL LIBRO HO VISTO IL FILM CHE E STATO TRATTO DAL LIBRO DIRE AFFASCINANTE SIA NELLA CREAZIONE DEI PERSONAGGI SIA NEL RACCONTO FINALE UN OPERA ASSAI PRESTIGIOSA. PS: SE QUALCUNO SA'DOVE SI TROVA IL QUADRO MI FAREBBE COSA GRADITA X POTERLO VEDERE GRAZIE FABIO. IL FILM IN DVD E:BRUSH WITH FARE

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    Dolcenera

    17/05/2004 12:43:55

    Pur trovandolo all'inizio un pò confuso, una volta afferratone il senso ho potuto gustare questo gradevolissimo libro. Molto originale la stesura del romanzo, articolato in più racconti, ciascuno ripercorrente la storia dei vari possessori del quadro.Decisamente migliore la seconda parte piuttosto che la prima.

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«Involontariamente alzò gli occhi per controllare se il quadro era ancora al suo posto.
Poi disse: "Se invece di guardare fuori dalla finestra la ragazza guardasse noi, penserebbe che siamo una coppia invidiabile". Un'ombra di sorriso illuminò il viso di Digna. "Guarda fin che vuoi, fuori o dentro, e sarai felice di essere quello che sei". Che fosse un'esortazione o una semplice osservazione, Laurens preferì non fare domande né congetture.»


Un girotondo di racconti che si snodano attraverso i secoli attorno a un quadro di Vermeer: La ragazza in blu è l'opera che ha lanciato Susan Vreeland - californiana di origine olandese - della quale in Italia è uscito prima il secondo romanzo, La passione di Artemisia, incentrato sulla figura della pittrice Artemisia Gentileschi.

Questo romanzo a incastro, che segue gli spostamenti del quadro di Vermeer raccontando che cosa l'opera ha rappresentato per le persone che hanno avuto il destino di possederlo, prende avvio ai giorni nostri, quando si scopre che il dipinto è stato trafugato da un nazista in una casa di ebrei deportati; seguendo un percorso a ritroso nel tempo, troviamo il quadro inserito negli ambienti più diversi, che rappresentano emblematicamente le tematiche cruciali delle varie epoche: in un interno borghese ottocentesco ad Amsterdam, il quadro fa presentire l'inizio di una mutata consapevolezza delle donne; in un palazzo aristocratico di fine '700 si celebrano gli ultimi bagliori di una classe corrotta; in una povera fattoria di contadini minacciata dall'inondazione emergono i rischi costanti dell'economia olandese, che ha strappato al mare ogni centimetro di terreno agricolo; all'inizio del '700 il quadro è nelle mani di una ragazza sfortunata impiccata per stregoneria; e si arriva infine nella casa del pittore Johannes Vermeer che, oberato dai debiti e dalle traversie della numerosissima famiglia, entra in crisi e sta per rinunciare alla pittura, finché non lo coglie l'ispirazione di ritrarre la figlia Magdalena alla finestra, avvolta in un grembiule blu.

Il confronto fra i sogni di Magdalena, che posando per il padre ha scoperto una propria vocazione artistica, e la sua triste realtà quotidiana di sposa e madre ancorata a un'esistenza difficile, mostra l'inevitabile distacco tra arte e vita nella scena finale del libro, quando la donna, vedendo per l'ultima volta il suo ritratto a un'asta, va col pensiero a quanti l'avrebbero posseduto e ammirato nel corso dei secoli: «Gente che l'avrebbe osservata da vicino, pensò, che l'avrebbe guardata intensamente, ma che di lei non avrebbe mai saputo nulla».

A cura di Wuz.it


Le prime frasi

Troppo amore

Cornelius Engelbrecht ha inventato se stesso. Vorrei chiarire sin dall'inizio che Cornelius non è quello che chiamerei un amico, ma lo conosco abbastanza bene da poter dire che si è confezionato una personalità su misura: scapolo, vestito sobriamente con colori indefinibili, insegnante di matematica, sostenitore del circolo degli scacchi, conoscente discreto di tutti piuttosto che amico intimo di qualcuno, era una persona che cercava di rendersi invisibile. Tuttavia, dietro l'aspetto insignificante si celava un cuore incandescente e, per ragioni che mi sarebbero apparse chiare soltanto in seguito, Cornelius Engelbrecht rivelò proprio a me l'ossessione segreta che nascondeva sotto il suo stile di vita scrupolosamente controllato.
Fu dopo il funerale del preside Merrilì che Cornelius cominciò a svelarmi il suo cuore. La morte improvvisa di Merrilì era stata un duro colpo, una perdita che ci costrinse nostro malgrado a una temporanea e inconsueta familiarità nella sala dei professori della nostra scuola privata maschile. Non fu lo sgomento per quella scomparsa o l'alcol che Gornelius aveva bevuto in quel pomeriggio nevoso al Penn's Den, dove eravamo andati dopo il funerale, che gli fece abbandonare la sua strategia di vita. Qualcuno al tavolo commentò le ultime criptiche parole di Merrill, "troppo amore", parole che ora mi feriscono come un'accusa di complicità o di incoraggiamento, anche se allora non mi colpirono affatto. Iniziammo a discutere delle ultime parole pronunciate da gente famosa oda parenti morti e Cornelius abbassò il capo, fissando lo sguardo sulla sua birra scura. Lo notai solo perché, casualmente, gli stavo seduto accanto.
Più che a noi parlò alla birra: ""L'occhio come una perla blu", disse mio padre. Poi morì. Durante la prima nevicata dell'inverno, proprio come adesso".
Il viso di Cornelius mi richiamava alla mente il ritratto del duca di Urbino di Piero della Francesca. Era per la forma del naso, stretto ma vistosamente aquilino, appoggio ideale per occhiali che non portava. Sembrava un uomo tormentato da un mistero, da un dilemma intellettuale o morale che lo consumava, tanto da farlo sentire un essere superiore rispetto a quelli come noi che si preoccupavano delle ruote dell'automobile o dell'influenza del figlio. Ogni volta che la conversazione prendeva una piega mondana, Cornelius diventava distante, come se stesse meditando su un argomento molto più profondo, e sorrideva con fredda condiscendenza.
"L'occhio come una perla blu? Che cosa significa?" domandai.
Mi studiò come per verificare se rispondessi a qualche sua valutazione personale. "Non posso spiegartelo, Richard, ma potrei mostrartelo". Insistette perché andassi a casa sua quella sera stessa, cosa assolutamente fuori dall'ordinario. Infatti non l'avevo mai sentito insistere su nulla: avrebbe attirato l'attenzione su di sé. Credo che l'espressione "troppo amore" di Merrilì l'avesse in qualche modo colpito, o forse pensava che quelle parole avessero colpito me. Ribadisco che non so spiegarmi perché scelse me, a meno che non dipendesse dal fatto che ero l'unico artista, o piuttosto insegnante di arte, che conosceva.
Attraverso un corridoio, mi introdusse in uno studio spazioso, pieno zeppo di libri, la porta stranamente chiusa a chiave nonostante vivesse solo. La stanza era gelida, per cui accese il camino. "Di solito non ricevo ospiti", si giustificò, indicandomi l'unica lussuosa poltrona di cuoio, color prugna, dallo schienale alto, posta di fianco al camino, di fronte a un quadro. Un dipinto straordinario in cui una ragazza, che indossava un corto grembiule blu sopra una sottana color ruggine, sedeva di profilo a un tavolo presso una finestra aperta.
"Mio Dio", dissi. Doveva essere quel che desiderava udire, perché la mia esclamazione innescò una valanga di informazioni che mi fornì a voce troppo alta.
"Guarda. Guarda l'occhio. È una perla. Le perle erano elementi ricorrenti in Vermeer. L'espressione colma di desiderio. E osserva la luce di Delft che dalla finestra le cade sulla fronte". Tirò fuori il fazzoletto e, attento a non sfiorare la tela, spolverò la cornice sebbene non si vedesse un granello di polvere. "Vedi, qui, la grazia della mano, abbandonata, il palmo rivolto verso l'alto. La sacralità dell'attimo in quella mano. Ma ancor più..."
"Notevole", dissi. "Indubbiamente nello stile di Vermeer. Un'imitazione sconcertante".
Gornelius appoggiò le mani sul bracciolo della poltrona e sì sporse verso di me finché sentii il suo respiro sulla fronte. "È un Vermeer", sussurrò. Sconcertato dall'assurdità della sua convinzione, farfugliai: "Esistono molti quadri dipinti nello stile di Vermeer e di Rembrandt. La scuola di Rubens e così via. Il mondo dell'arte è pieno di copie". "È un Vermeer", ripeté. La solennità del tono mi costrinse a staccare gli occhi dal quadro per spostarli su di lui. Pareva che si mordesse l'interno delle guance. "Non sei convinto?" domandò sollevando una mano e posandola sul cuore.
  • Susan Vreeland Cover

    Susan Vreeland è stata un'autrice che ha dedicato molti suoi romanzi storici all'arte e agli artisti.In Italia i suoi libri sono pubblicati da Neri Pozza.In particolare ricordiamo: La ragazza in blu (2003), La passione di Artemisia (2002), L’amante del bosco (2004), Ritratti d’artista (2005), La vita moderna (2007), Una ragazza da Tiffany (2010), La lista di Lisette (2014). Approfondisci
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