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Joanne Harris

Traduttore: L. Grandi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2010
Pagine: 457 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811681861

Recensioni dei clienti

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    Roberta

    20/07/2013 15.36.43

    Diciamo che i libri della Harris possono essere suddivisi in tre categorie: i romanzi tradizionali, i fantasy e i thriller psicologici. E l'autrice dimostra grande maestria in ogni genere! Questo appartiene insieme a "La scuola dei desideri" (che mi aveva lasciata letteralmente a bocca aperta) all'ultima categoria. Questa volta quindi sono partita preparata a una lettura che sapevo già essere piena di depistaggi e colpi di scena. Avevo analizzato ogni possibile implicazione e ogni possibile finale ma nonostante questo l'autrice è riuscita di nuovo a stupirmi! La storia è tetra, nulla è come sembra, nessuno è in realtà chi dice di essere e ogni pagina nasconde rivelazioni, vere o presunte, che lasciano il lettore con la frenesia di arrivare a leggere l'epilogo il prima possibile! Per me questo, come tutti gli altri di questa autrice che considero a dir poco geniale, un libro originale e imperdibile!!

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    Tiziana

    07/06/2012 07.24.50

    interessante, impeccabile; ritmo serrato e pathos. la Harris mi piace molto, anche se ultimamente si dedica un po' troppo alle aberrazioni della mente umana, agli abissi che generano il male e che producono esempi fuorvianti.

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    farfallina

    19/02/2012 11.48.50

    è un libro con una trama malata, un pò oscura. Scritto in modo lineare, quasi elementare, ma decisamente arzigogolato. Si fa fatica a capire come? dove? perchè? chi? cosa?. Molto probabilmente in maniera intenzionale da parte dell'autrice, che a fine libro, nei ringraziamenti, lei stessa definisce la sua opera come un cubo di rubik e in un capitolo scrive che *nella vita nulla finisce xchè la storia di ciascuno di noi inizia nel mezzo del racconto di qualcun altro, con matasse disordinate di narrazioni che aspettano solo di essere districate* L'autrice comunque descrive bene la differenza tra la realtà vera da quella virtuale, due modus vivendi così diversi tra loro ma che poi alla fine si intrecciano insieme, originando realtà aberranti. Sono anche convinta che solo da una mente femminile può uscire una trama simile, un essere maschile non ci riuscirebbe mai. Ho trovato l'ultimo capitolo abbastanza avvicente e ho scoperto che blue in inglese vuol dire anche triste. Non lo sapevo.

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    GirlOnTheLine

    20/03/2011 15.08.09

    Questo è il primo libro della Harris che leggo... ed è sicuramente uno dei più importanti nel mio cammino letterario. Non mi ritengo assolutamente un'esperta della lettura (ho 16 anni), ma ho già letto libri abbastanza complessi da permettermi di giudicare "Il ragazzo con gli occhi blu" senza ripensamenti. Questo libro mi ha... sconvolto, non c'è altra parola per descriverlo. Si parte con una situazione di relativa tranquillità, per poi sprofondare sempre di più in un climax ascendente di orrore, di disgusto, di pazzia perfino. Quando ho letto le recensioni, ad essere sincera, non mi aspettavo così tanti voti negativi. Io credo sia scritto divinamente,e l'ho letto tutto d'un fiato: appena avevo anche un solo minuto libero, lo usavo per tuffarmi nella lettura di questo libro. E'vero, non è di facile lettura: anche se il lessico è comprensibilissimo, i forti colpi di scena confondono la trama sempre di più, ma a mio parere questo è solo un altro modo per rendere meglio il climax di cui parlavo: sempre più confuso, sempre più ingarbugliato, sempre più folle. Inoltre, io ho sempre amato le personalità come Blueeyedboy: con questo, non voglio assolutamente apparire come una malata attratta dagli assassini. Ma mi hanno colpito la sua intelligenza e arguzia, che si rivelano sottili e sibilanti in tutti i suoi blog. Devo ammetterlo, ho finito per affezionarmi a Blueeyedboy, ed è stato piuttosto strano, appena finito il libro, rendersi conto che non leggerò più nessun suo blog, nessuna sua parola intrisa di brillante freddezza e disprezzo. Insomma, se volete osare, questo è il libro che fa per voi.

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    ant

    11/03/2011 19.03.37

    Un libro che voglio recensire fondamentalmente per una cosa, a parte la trama scabrosa (è un thriller psicologico), per la capacità della scrittrice di aver saputo mettere in evidenza l'importanza nella società attuale dei social network e dei blog. La trama di questo romanzo verte sulla figura disturbata e vendicativa del protagonista del testo, ossia Benjamin; con una madre tremenda e terzo di tre fratelli maschi a cui l'autrice del libro abbina tre colori, al primo il nero per la sua cupezza e durezza di carattere, al secondo il marrone per l'accondiscendenza e la tranquillità di comportamento..a Benjamin il blu per farlo risaltare in quanto il più bello dei tre, ma anche il più cattivo. Il testo si sviluppa poi con i preparativi e l'organizzazione dell'uccisione della madre da parte di Benjamin e tutti i retroscena di questo piano che... avvengono tramite blog, quindi con dei post che Benjamin con un nick inventato scrive ogni giorno per compiacersi e farsi apprezzare da altri sciamannati come lui. Ecco il punto della questione e quindi la cosa che mi ha colpito di più di questo romanzo: la Harris descrive alla perfezione quello che è veramente Benjamin nella vita di tutti i giorni, cioè un triste e depresso portiere di una clinica ospedaliera, di rimando però tutte queste frustrazioni le sfoga inventandosi una vita da maestro del crimine e idolo di masse di infervorati del male sfrenati. La trama in sè non è che... ma il messaggio intrinseco della Harris, sui pataccari e gente mascherata e falsa che gira nei blog e online, mi è piaciuto molto e mi sento di condivederlo in pieno. Libro per pensare e per..spaventarsi un po'. Saluti

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    Cesare

    25/01/2011 16.49.44

    La Harris è tanto brava nello scrivere storie, ma questa è sbagliata, fastidiosa e molto irritante, un romanzo che considero sbagliato, peccato ,non consigliabile.

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    Ragnetto

    14/01/2011 08.55.15

    Il libro mi ha un pò deluso...è terribilmente cupo...difficile immaginare rapporti familiari ed interpersonali più turpi e malati di così...la trama è eccessivamnte contorta secondo me, si fa fatica a dipanare la matassa ed il finale lascia comunque con un punto interrogativo in testa...Dopo un giallo bellissimo come "La scuola dei desideri" mi aspettavo qualcosa di meglio

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    dony

    03/01/2011 12.22.14

    purtroppo non ho trovato le magiche atmosfere di chocolat e le scarpe rosse. l'ho finito perchè non mi piace lasciare un libro a metà ma mi ha deluso. certamente non lo consiglierei ad un amico.

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    camilla

    19/11/2010 00.31.49

    Il primo libro che leggo di questa autrice e devo dire una grandissima delusione, prolisso e per nulla originale, trama decisamente confusa e pretenziosa, sono arrivata alla fine sperando ad ogni pagina in un riscatto dalla noia delle precedenti ma nulla fino all'ultima frase.

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    Debora

    03/11/2010 18.04.54

    Dopo la parentesi, non brutta, ma diversa del romanzo precedente, è tornata la strepitosa Harris di sempre, ma con un tocco di cattiveria in più. Letto tutto d'un fiato, ma conto di rileggere da capo alcuni brani al più presto.

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