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Aristofane

Traduttore: G. Paduano
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: 208 p.
  • EAN: 9788817170802

Quando Aristofane fece rappresentare le Rane, nel 405 a.C., la guerra del Peloponneso stava volgendo per Atene al suo disastroso esito. Euripide e Sofocle erano morti da poco, e l'estinguersi di una gloriosa tradizione d'arte sembrava coincidere con il destino stesso della città, esausta e logorata dal conflitto.Dioniso decide di scendere nell'Ade per riportare in vita il prediletto Euripide, ma giunto alla reggia di Plutone si trova coinvolto in una mischia furibonda: Euripide pretende di scalzare Eschilo dal seggio del primato tragico. Alla presenza di Dioniso, i due rivali si affrontano in una gara poetica di scintillante comicità, che è però anche lo scontro di due concezioni di arte e morale e, allo stesso tempo, la denuncia delle cause morali e culturali che hanno portato Atene alla rovina.
Guido Paduano illustra gli aspetti strutturali e ideologici della commedia.

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    Riccardo

    04/06/2013 17.55.09

    Grandiosa commedia di Aristofane, che dimostra opera dopo opera la sua sempre maggiore fantasia ed il suo clamoroso talento. Dal mio punto di vista la migliore dopo "Le Nuvole". In questa commedia vengono parodiati niente meno che il dio Dioniso, che appare agli occhi del lettore timoroso e goffo; il massimo eroe greco Eracle, trasformato in un ingordo mangione e in ladro; e i due tragediografi Eschilo ed Euripide. La loro morte(avvenuta nel 406, lo stesso anno della messa in scena delle "Rane")sta causando la decadenza della tragedia, così Dioniso li raggiunge nell'Ade con l'intento di riportarne in vita uno che dovrà salvare la tragedia stessa. Il dio salverà solo il migliore. I due allora iniziano un agone poetico(che è il riassunto di Aristofane sul loro stile tragico)nel quale non si risparmiano insulti ed accuse. La decisione di Dioniso si rivelerà sorprendente...

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    Lady Libro

    14/10/2012 22.37.01

    Di Aristofane avevo già avuto il piacere di leggere, nonchè di interpretare a teatro, "Le donne al Parlamento" e quando si è trattato di leggere questa commedia, ne ero ben lieta e non sono stata delusa neanche questa volta. Divertentissimo, assai volgare, senza peli sulla lingua e privo di nessuno scrupolo nella satira contro politici e poeti, Aristofane non era tanto diverso da un autore d'oggi e i suoi personaggi sono sì stereotipati e ogni tanto privi di personalità (come del resto quasi tutti quelli delle opere teatrali greche) ma suscitano una simpatia e un certo affetto irresistibili: Dioniso in primis, dio dell'ebbrezza, qui rappresentato come buffo, goffo, grassoccio, privo d'orgoglio e schiavo di ogni piacere (per tentare di darsi una certa dignità, non esita ad attraversare l'Ade travestito da Eracle con tanto di clava e pelle di leone sulle spalle) a volte saggio, a volte approfittatore, a volte un po'grullo ed effeminato... Per non parlare di Xantia: l'archetipo del servo stupido, relegato alle mansioni manuali e di fatica in ruolo secondario, qui cambia leggermente. Xantia infatti è abbastanza intelligente, molto più coraggioso del suo padrone e non del tutto fedele ad esso... Euripide, perennemente furibondo, rappresentato come poeta dei ladri, dei criminali, della feccia umana e della gente semplice, Eschilo, un poco più quieto del suo rivale, visto come tragediografo dagli usi obsoleti e superati, criticato per le numerose ripetizioni e insensatezze nelle sue opere... Consigliatissimo.

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    Massimo

    18/09/2007 11.42.16

    "Le rane" è senza dubbio una delle più grandi commedie di Aristofane, per la comicità e l'originalità della trama. Poetico il personaggio di Dioniso, il dio del teatro, che scende negli inferi per riportare in vita Euripide e far così tornare a vivere la grande tragedia. E indimenticabili sono i personaggi di Eschilo ed Euripide, che nell'aldilà si sbeffeggiano a vicenda criticando ognuno le opere dell'altro. Consigliatissima.

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