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Michel Tournier

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2009
Pagine: 462 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811683636

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    Sergio Pasquandrea

    17/04/2014 22.04.52

    Un capolavoro, potente e profondo, mitico e carnale. Libro complesso, intellettuale, ma che allo stesso tempo non ha paura di esplorare il corpo in tutti i suoi recessi.

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    Masterblue

    28/05/2012 19.53.23

    Un tema che da noi sembra dover essere scansato. Un libro difficile, ma necessario. Uno scrittore che può essere irritante per noi italiani poco inclini all'impegno.

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    johnny

    26/02/2010 01.03.44

    L'ultimo grande romanzo di Francia lo ha scritto Michel Tournier e si chiama "Il Re degli Ontani",disse il critico Jean-Marie Domenach. Da Tournier, grande germanista ora quasi novantenne, rimarrete turbati leggendo pagine di inquietante attualità. Autore meritatamente già adottato nelle antologie francesi per le scuole. Purtroppo,totalmente misconosciuto nella provinciale Italia,sempre affamata dell'ultimo bestseller poliziesco usa e getta.

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    raffaello sali

    23/12/2009 18.40.09

    Si può amare, essere attratti da bambini e da adolescenti, senza essere pedofili. Si può partecipare con i nazisti a un programma, sia pur in condizioni di "costrizione collaborativa". Sembra essere questo il percorso del protagonista del libro di Tournier, che, se pur ormai datato, propone attraverso gli occhi di Abel Tiffauges, o meglio gli scritti affidati alla "mano sinistra" del suo diario, una visione particolarissima del periodo cruciale del secolo scorso. Il libro è di difficile lettura, sia per la scelta narrativa (diario nella prima parte, e un misto tra diario e racconto in terza persona nella seconda, sia per gli infiniti richiami storici, filosofici, geografici, mitici e biblici, senza trascurare accurate definizioni delle gerarchie militari della wehrmacht, con una prolissa descrizione del tipo di effige sulla divisa e del grado corrispondente, oppure ad una precisa catalogazione dei cervi in base a vari parametri che considerano l'ampiezza delle corna maschili del cervo. Il punto determinante del pensiero di Abel Tiffauges, che già appariva in nuce negli anni descritti del suo trascorso infantile in collegio sul diario, è quello che lui definisce elemento "forico", il poter prendere amorevolmente un bambino, un adolescente, o comunque un debole (si ricordi l'episodio del ferimento del suo operaio nel garage) e sollevarlo con ardore verso il cielo. E' in questo gesto che il protagonista parrebbe quasi sublimare l'atto sessuale. In questa azione Tiffauges da un senso alla sua vita e si differenzia dall'ideologia di sottomissione nazista, che definisce "aforica". In conclusione, ho trovato il libro impegnativo e non certo scorrevole, i concetti a volte ripetuti in modo ossessivo, un pò provocatorio (sicuramente lo sarà stato maggiormente all'epoca della sua prima pubblicazione, mi pare oltre 30 anni fa), una trama troppo costruita a tavolino, un'ostentata, ma profonda conoscenza della Germania, della psiche umana e anche delle corna del cervo.

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    luca bidoli

    05/03/2009 17.40.03

    Cupo, nero, anzi nerissimo, di un torbido leggero e subdolo che si avvinghia e non molla la presa fino all'ultima pagina, neppure questa liberatoria... un orco con la O maiusocola, un moderno re degli Elfi che in una notte della storia e della ragione, seduce le sue piccole vittime, sull 'orlo delle catastrofi...impunemenete o quasi.

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