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Il re pallido - David Foster Wallace - copertina

Il re pallido

David Foster Wallace

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Traduttore: Giovanna Granato
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 714 p., Brossura
  • EAN: 9788806203351
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L’ultimo meraviglioso atto creativo dello scrittore piú amato e venerato della sua generazione.

La trasfigurazione in forma narrativa di un anno che David Foster Wallace, nel bel mezzo degli studi universitari, trascorse lavorando per il Centro controlli regionale dell’Agenzia delle Entrate di Peoria, nell’Illinois.
Un romanzo labirintico, che tra finte prefazioni e digressioni, minuziose descrizioni che ricordano i cataloghi dell’epica antica e sintesi fulminanti, riesce a trasformare gli eventi piú ordinari in avventure miracolose.
Una gigantesca macchina tra saggio e racconto, popolata da un’umanità insieme buffa e dolente e sorretta dall’ambizione quasi filosofica di raccontare la noia, ossia tutto ciò che di solito viene escluso dalle storie perché ritenuto privo di interesse. E che qui viene evocato con prodigiosa empatia, nel suo inscindibile misto di banalità e dignità.
Un romanzo unico e incommensurabile, un inno paradossale all’utilità della noia che solo un genio poteva trasformare in una struggente epopea personale e collettiva.
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    Mesmer

    13/05/2020 14:28:09

    Il Destino di un Impiegato

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    claudio

    31/07/2012 18:01:59

    Onestamente ho letto solo le prime quaranta pagine, più tutto il pistolotto di come è stato trovato il manoscritto (o i manoscritti o cosa diavolo aveva lasciato Wallace prima del suicidio). Ma non sono riuscito, nonostante tutta la buona volontà, a proseguire: pensare poi che il libro supera le 700 pagine. Boh. Probabilmente era meglio lasciare tutto dov'era.

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    Christian Valtorta

    11/04/2012 07:27:46

    Se l'avessero pubblicato come raccolta di racconti avrei detto, meraviglia. Ecco, l'ho detto. Che ci azzecca con un romanzo, questo libro? Niente. Però apri a caso un capitolo, lettore. Non c'è confronto, con il resto del mondo.

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    aprile

    01/04/2012 10:52:09

    Okay. Allora, secondo me (che non è che me ne intenda abbastanza) comunque secondo me, se dio invece del creatore avesse fatto lo scrittore probabilmente avrebbe scritto questo libro. E tutti i giudizi che precedono e succedono questo mio non cambieranno di una virgola il mio convincimento. Punto.

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    alberto

    09/12/2011 17:26:23

    l'ho cominciato da poco, lo ammetto, ma gia' mi gira la testa e mentre leggo continuo a pensare che questa sara' l'ultima cosa che leggero' di lui.Tutto quello che ho odiato di wallace alla prima lettura e' tutto quello che ora amo, che rende gli altri scrittori meno interessanti. e' come essere andati sulle montagne russe con i suoi libri, poi,quando scendi ,guidare nel traffico ti sembra troppo facile.

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    bc

    22/11/2011 18:25:13

    Straordinario. Benchè incompiuto, questo romanzo è l'ennesima prova del talento del suo autore, che ci mostra il "noioso" mondo degli impiegati del fisco, anche se la storia in sè sembra quasi delineare qualcosa di diverso, di sconvolgente, di indefinito...è come se continuamente dovesse accadere qualcosa, e la narrazione prosegue con i virtuosismi narrativi di Wallace, che si inserisce egli stesso nella vicenda, raccontando la sua esperienza giovanile con l'Irs. Da segnalare soprattutto il capitolo 22, in cui Chris Fogle, uno degli impiegati del fisco, racconta in una sorta di autobiografia la sua scelta di lavorare nel mondo delle tasse. Ciao David

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    Niccolò C

    18/11/2011 11:39:05

    Definire un romanzo complesso e straordinario come Infinite Jest una mera opera di narcisismo è come ridurre I Fratelli Karamazov ad un romanzetto sulla morale. Avendo letto tutti i libri di Wallace posso dire che invece la mia opinione di questo scrittore, lo scrittore che preferisco,è totalmente diversa. L'esperienza della lettura di Wallace è stata per me una delle più intense della vita;la vicinanza e il calore, unito alla tristezzza e alla catarsi, che solo un genio della letteratura sa donare.L'intervista pubblicata da Minimum Fax l'ho vissuta invece come la rivelazione di una persona geniale che viveva profondi conflitti, come tutti noi, ma che possedeva una mastodontica capacità di pensiero e consapevolezza per rendersi conto delle dinamiche che lo affliggevano e ammetterle, a differenza di quasi tutti gli abitanti di questo pianeta. Il solo fatto che un talento tanto straordinario della prosa abbia deciso di scrivere questo genere di romanzi, rinunciando a scrivere il genere di cose che danno veramente la popolarità (roba alla Bret Easton Ellis per capirci)mi sembra la dimostrazione che qui ci troviamo di fronte ad uno scrittore che mette l'onesta e la comunicazione al di sopra di ogni orpello nelle proprie opere. La pubblicazione del Re Pallido mi sembra sia stata la scelta giusta, perchè anche se incompleta e probabilmente non nel taglio che lui avrebbe saputo dare , la sola presenza di qualche frammento scritto da Wallace merita l'acquisto. E di perle alla Wallace il Re Pallido è pieno. Comprato questo libro , dopo aver letto tutte le altre opere di questo scrittore.

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    madapple

    01/11/2011 18:52:48

    IJ è l'esempio di uno dei più riusciti mausolei narcisistici mai creati. Sfoggio della geniale capacità camaleontica di DFW. L'inesauribile bisogno di "dimostrare che...". (...) Attraverso la lettura dell'intervista, mal tradotta con il titolo: "Come diventare se stessi", emerge un DFW narcisista, insicuro di sé (come ogni narcisista), accumulatore instancabile di nozioni di ogni genere nella speranza di dimostrare il suo valore... Ma a chi? Come tutti i narcisisti a se stesso. Ovviamente. E altrettanto ovviamente, fallendo miseramente l'immane compito. Perché... DFW ha impressionato noi, o almeno me di sicuro, ma ha fallito con l'unico che voleva/doveva impressionare, se stesso. Nutro nei suoi confronti un affetto e un senso di tristezza che raramente un autore mi ha ispirato... Pensare che voleva abbandonare la scrittura per aprire un rifugio per cani. Per i suoi amati cani. (...) Se almeno l'avessero lasciato riposare in pace... Senza mal ricucire i pezzi della sua ultima tassonomia, macchiandosi della più nera delle perversioni. Una sorta di necrofilia letteraria. Il Re Pallido. Li odio. ...RIP amico mio. RIP.

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  • David Foster Wallace Cover

    21 febbraio 1962 - 12 settembre 2008Wallace nasce a Ithaca da Donald Wallace e Sally Foster Wallace. Vive fino alla quarta elementare in Illinois, per poi trasferirsi a Urbana, dove fraquenta la Yankee Ridge School. Si laurea all'Amherst College nel 1985 in letteratura inglese e in filosofia, specializzandosi in logica modale e matematica. La sua tesi sulla logica modale viene premiata con Gail Kennedy Memorial Prize. Nel 1987 ottiene un Master of Fine Arts in scrittura creativa alla University of Arizona.Insegna alla Illinois State University per gran parte degli anni novanta e nell'autunno del 2002 diventa professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.La sua prima opera pubblicata è The Broom of the System (La scopa del sistema), "il romanzo... Approfondisci
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