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Pierre Choderlos de Laclos

Traduttore: M. T. Nessi
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 18
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XVI-379 p. , Brossura
  • EAN: 9788811361824

Recensioni dei clienti

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    Stefano Vaglio Laurin

    30/04/2013 23.31.31

    Il disprezzo di ogni valore morale accomuna il Visconte di Valmont e la Marchesa di Merteuil. Legati da un rapporto morboso che con molta fatica puo' definirsi una condivisione sentimentale, sono protagonisti di una corsa folle finalizzata ad ottenere in ogni modo e maniera possesso fisico e dominio dell'anima di malcapitati e sprovvedute che incappano nel loro cammino. Adeguatamente intelligenti,sufficientemente esperti per affrontare e manovrare a proprio vantaggio le debolezze altrui, semineranno illusioni, passioni e dolore arrivando puntualmente al raggiungimento dei loro sciagurati obiettivi. I due quasi incuterebbero simpatia al lettore poiche' danno comunque prova di abilita'ed astuzia muovendosi con destrezza all'interno dell'ambiente cortigiano francese del secolo diciottesimo. Ad un certo punto la Marchesa si interroga sull'amoralita' di cui essi sono la rappresentazione in carne ed ossa ed esterna questo sua perplessita' al Visconte. Quest'ultimo non ha dubbi: Dio lo comprendera', perche' lui , Valmont, in vita ha comunque "molto amato "e quindi l'assoluzione non potra' che essere un atto dovuto. Piccole crepe morali che solo per pochi secondi si aprono nella granitica certezza del duo malvagio: il gioco perverso proseguira'. E cosi' sara' fino alla fine del libro dove, secondo un classicismo tipico di molti romanzi, al delitto seguira' il castigo. Che si compira' su questa terra, con la condanna peggiore che puo' essere comminata ad un donna, con la punizione piu' temuta a cui un uomo possa pensare. Bravissimo Laclos per aver saputo dipingere un quadro cosi' realistico e policromo degli avvenimenti utilizzando unicamente un fitto scambio epistolare tra i due protagonisti e talvolta di costoro con terze persone. Un dipinto a tinte vivaci , una denuncia nei confronti della disgregazione della societa' dell' epoca. Laclois non lo sapeva ma il tema ed alcune delle situazioni descritte (benche' romanzate), sono purtroppo dannatamente attuali.

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    giulia

    18/06/2010 17.48.31

    io questo libro lo AMO!!! i personaggi, scellerati e privi di scrupoli, maestosi e corrotti, sono indimenticabili... CAPOLAVORO!

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    Brulla

    07/02/2008 23.04.53

    Bello bello bello!! L' ho adorato, non tanto per il tema trattato, quanto per lo stile letterario davvero fantastico! Dopo questo libro non sono più riuscita a leggere con piacere libri dallo stile più asciutto e semplice, cerco sempre quella raffinatezza del linguaggio e quell'incanto che le parole di Laclos sanno creare.. E poi che dire dell'analisi dell'animo umano che fa l'autore? Trovo che sia di un'intuizione che spaventa.. Il suo indagare nei meccanismi delle emozioni umane può realmente insegnare qualcosa. Ho, poi, molto apprezzato le delicatezza con cui scrive di un tema tanto controverso.. niente a che vedere con la volgarità (o schiettezza, se preferite) del marchese de Sade: quì tutto è pura poesia! La fine? A me ha colpito molto, degno finale per un'opera del genere; tuttavia la drammaticità della conclusione si riduce a poche pagine, rispetto alla totalità dell'opera: questo fa si che si possa riflettere, ma senza rovinare il godimento del resto della narrazione, che nel complesso è allegra e divertente. Dunque non una drammaticità che si diffonde lentamente, angosciando il lettore (come con Sade), ma solo una breve morale finale, che non guasta affatto! ..Mi piacerebbe se aveste da consigliarmi dei libri della stessa perfezione stilistica, e, non mi dispiacerebbe, dello stesso periodo storico. (che adoro!) Buona lettura! ^___^

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    Mescalero

    06/05/2007 22.05.47

    In questo libro mi ritrovo e mi rispecchio; questa storia sono io! Choderlos de Laclos ha compiuto un miracolo nello scrivere queste pagine immortali. Può non piacere a chi preferisce letture più semplici e banali. Molto bello anche il film, fedelissimo al romanzo, con Glenn Close nel ruolo della Marchesa de Merteuil e John Malkovich in quello del Visconte di Valmont. Esiste anche un altro film, dal titolo "Valmont", che però ha un'impostazione differente rispetto a quella della storia narrata nel libro.

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    sara

    13/10/2006 17.35.17

    un pò troppo pesante il linguaggio,almeno nella traduzione ke ho letto io,un pò troppo distanti da noi come stile di vita i personaggi.probabilemnte è questo ke non permette al romanzo di essere apprezzato come capolavoro.resta comunque un'ottima anlisi dell'animo umano.

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    andrea maniezzo

    25/07/2006 12.08.48

    Il romanzo epistolare consente al narratore di par parlare unicamente i personaggi, senza poter esprimere dei giudizi morali se con il finale drammatico ai cui li condanna. Ma se il finale di condanna dei libertini è inevitabile alla luce anche dei tempi in cui il romanzo fu scritto, dalla malvagità dei due personaggi - una marchesa manipolatrice di corpi e di anime (inclusa quella del Visconte) ed un Visconte altrettanto manipolatore, senza scrupoli, ma desideroso di ottenere quel riconoscimento del suo potere di seduzione proprio dalla marchesa dalla quale però è, come tutti, altrettanto soggiogato - traspare all'evidenza una beffarda condanna senza appello dell'ipocrisia e delle convenzioni che regolano i rapporti umani. Intrigante e assolutamente geniale.

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    n1k

    10/07/2006 19.06.29

    mi spiace ma proprio nn m è piaciuto...sarà ke nn amo i romanzi epistolari,ma qsto va oltre ogni limite:lento e noioso a livelli unici.X la prima volta ho preferito il film(le relazioni xicolose con jhon malkovich o cruel intentions con sarah michelle gellar)al libro.Se volete davvero trovare dei personaggi ke siano paradigmi di libertinaggio leggete De Sade...la marchesa di merteuil paragonata a mdme de sain-ange(de sade,filosofia nel bouboir)vi sembrerà la più casta fra le suore di clausura...se siete (o nn siete) d accordo con qsta recensione, contattatemi alla mia e-mail

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    Corra

    04/02/2006 02.29.31

    Uno dei migliori libri che abbia mai letto, geniale.

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    Greta

    23/01/2006 09.42.41

    Romanzo epistolare e grandissima analisi della società dell'epoca, questo libro è stato per me una rivelazione. Non ero convinta nell'iniziarlo, perché sinceramente questo cinismo-francese-a-tutti-i-costi non mi ha mai entusiasmato. Poi invece il libro avvince e piano piano ci si lascia prendere completamente da questa trama fatta di intrighi e di conquiste sentimentali pianificate nel minimo dettaglio. Mai ho incontrato nelle mie letture due personaggi come il Visconte e la Marchesa (forse quando ho letto De Sade, ma in modo diverso), questi due danno un senso alla parola "libertino". Il romanzo non è per nulla noioso o pedante, anzi ci sono dei bei pezzi ironici che a volte servono per tagliare una trama che diventa drammatica. Laclos descrive un epoca dissoluta e cinica, dove il raggiro la fa da padrone e dove non basta solo il potere sessuale su una persona….si deve arrivare sl completo possesso dell'anima. In sostanza non salva nessuno, a volte nemmeno chi per innocenza o ingenuità cade nei tranelli dei due crudeli libertini, ma nello stesso momento scrive pagine bellissime e struggenti sull'amore e sull'animo umano, fenomenali i brani dove la povera Signora Tourvel cede un poco alla volta alla passione; nonostante tutto non può fare altrimenti, come una falena che corre verso la fiamma. Il finale è fortemente drammatico come è giusto che sia. Leggetelo tutti, anche solo per imparare a scrivere una lettera.

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    Lorenzo

    15/11/2005 18.54.58

    Se è vero che l'astuzia e l'ingegnosità di M.me de Merteuil e del Visconte di Valmont riescono a strapparci, a volte, perfino una punta di ammirazione, il loro tracollo finale sembra già scritto nelle regole perverse di una società, così ben sezionata da Laclos, capace di creare dei "miti" e di distruggerli a suo piacimento. Anche quelli che parevano i burattinai della situazione si dimostrano in balia di eventi sui quali hanno ben poco potere, finendo così trascinati nell'abisso che molte volte avevano osservato, fin troppo sicuri di non poter condividere la sorte delle loro vittime. Consigliato.

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    Contesse Monique

    24/07/2005 16.14.15

    Un capolavoro, semplicemente il mio libro preferito in assoluto. Così come il film, che consiglio però di visionare dopo un'attenta lettura del libro.

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    MEI-MEI

    20/06/2005 12.05.45

    Laclos,scrittore militarista fa di questo romanzo epistolare,un disegno geometrico,dove linee e rette si intersecano in un perfetto congegno logistico.Un campo di battaglia,dove,i due personaggi principali (anime demoniache?),muovono i fili della tela con ritmo costante,misurando le proprie forze,attraverso quelle delle ignari vittime.Il visconte di Valmont e la contessa di Marteuil sono persone naturalmente viziose,per sistema,gusto e temperamento,dedite al tormento di donne virtuose,mortificandole.E' un romanzo senza mistero,dove tutto e' in primo piano,poca fantasia "e' troppo automatica per Laclos".Le sue vittime sono piene di un rispetto vano,ridicolo e superstizioso:meglio dedicarsi al vizio che resistervi,e' la cultura settecentesca barocchista di un epoca non pacificata.

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    telemaco

    19/12/2004 17.48.35

    il più bel libro di genere epistolare.Notevole anche il film tratto da questo romanzo.

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    Danila

    01/07/2004 10.54.04

    E'un romanzo fatto da una raccolta di lettere, è molto carino e coinvolgente anche se a volte la lettura non è troppo semplice; tuttosommato un buon libro, molto ironico e particolare, a volte un po’ drammatico e con temi che nel Settecento, avevano dato scandalo, perché raccontati in modo troppo schietto. I personaggi mi piacciono abbastanza, sono un po’ complicati, capaci di suscitare emozioni, soprattutto i due protagonisti malvagi suscitano rabbia e antipatia, due persone subdole e malvagie, capaci di manipolare e di rovinare la vita a molte persone; ma sono contenta che alla fine hanno ciò che si meritano. Per quanto riguarda Choderlos De Laclos, è il primo romanzo che leggo di quest’autore, ho apprezzato il suo stile, anche se a volte non molto semplice, il suo modo di raccontare la storia attraverso le lettere dei personaggi, trasformando loro stessi in narratori, suscitando varie emozioni e sentimenti, molto coinvolgente anche se non dettagliato nel descrivere i personaggi ma lascia al lettore lo spazio per immaginare le varie situazioni e i vari personaggi.

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    elisa

    28/05/2004 15.14.15

    Capolavoro indimenticabile del romanzo epistolare. Si affrontano una molteplicità di temi, di intrecci e di riferimenti letterari. Secondo me questo libro, di cui anche il film, continua, con il passare del tempo ad esercitare un'indiscutibile fascino.

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