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Il respiro. Una decisione - Anna Ruchat,Thomas Bernhard - ebook

Il respiro. Una decisione

Thomas Bernhard

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Traduttore: Anna Ruchat
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 903,47 KB
Pagine della versione a stampa: 126 p.
  • EAN: 9788845971723
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Punti Premium: 7

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Gaia la libraia

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Come in un’allucinazione, il diciottenne Thomas Bernhard si risveglia un giorno in «un lungo corridoio» con una «infinita serie di stanze, aperte e chiuse, popolate da centinaia se non migliaia di pazienti». È l’ospedale dove Bernhard lotterà per sopravvivere a una grave malattia polmonare. Ed è una delle più nette immagini di «inferno» che Bernhard, maestro nella precisione dell’orrore, ci abbia trasmesso. Qui, in una stanza da bagno dove una suora passa ogni mezz’ora per alzare il braccio del paziente e sentire se ancora si avverte il polso, Bernhard decide di non permettere che gli uomini della sala anatomica con le loro bare di zinco vengano a prenderlo, insieme agli altri morti, come «sgomberando un magazzino di marionette». Decide di vivere. È un momento spartiacque: nella massima inermità, la massima determinazione. Così comincia una traversata delle regioni di confine fra la vita e la morte che è diventata poi, non solo un passaggio cruciale nella vita di Thomas Bernhard, e non solo questo libro, altrettanto cruciale, ma l’opera intera di Bernhard, che qui si mostra nei suoi due gesti originari: la testarda determinazione di vivere e la conoscenza immediata, quasi tattile della morte: «Qui, in questo trapassatoio, io mi ero imposto di non abbandonarmi alla disperazione, semplicemente dovevo lasciare che la natura umana, la quale si palesava qui, come probabilmente in nessun altro luogo, con assoluta brutalità, facesse il suo corso». "Il respiro" fu pubblicato per la prima volta nel 1978.
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    lauro lobi

    13/05/2020 10:20:33

    Mi piacerebbe che si leggesse di più Bernhard di questi tempi in cui ci si fa prendere dalla psicosi del coronavirus e poi ci si tranquillizza pensando che “tanto muoiono solo i vecchi o quelli che erano già ammalati”, ché forse leggere Bernhard potrebbe aiutare a curare una certa grettezza che a volte si annida nell’animo umano. Mi piacerebbe anche che chi legge Bernhard riuscisse e a sentire tutto il disperato amore per la vita e l’acuta sensibilità per la sofferenza umana che trasuda dalle sue parole - o che ci sento io - e anche che leggesse questi suoi volumi autobiografici chi lo critica come eccessivamente pessimista o cinico per capire che razza di vita ha avuto quest’uomo, non certo baciato dalla fortuna (dal genio sì, però). Insomma, più Bernhard per tutti, ma non mi illudo: resterà davvero nel cuore solo a pochi. Ve lo consiglio di cuore.

  • Thomas Bernhard Cover

    Thomas Bernhard (1931-1989) è figlio di una ragazza-madre che aveva lasciato l'Austria per sottrarsi allo scandalo. Ancora neonato, viene affidato ai nonni con i quali vive, prima a Vienna, poi a Seekirchen e a Salisburgo, gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Frequenta il liceo classico, che non conclude. A diciotto anni viene ricoverato in sanatorio, dove comincia a scrivere. Pubblica racconti su quotidiani e riviste e, nel 1963, il suo primo romanzo, Gelo, che vince il prestigioso premio Brema. I suoi attacchi alle istituzioni statali e a importanti personaggi politici suscitano e continueranno a suscitare scandalo. A partire dagli anni Settanta si dedica intensamente al teatro scrivendo numerosi testi che il regista Claus Peymann mette in scena quasi sempre con l'attore Bernhard... Approfondisci
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