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Marco Buticchi

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2009
Pagine: 618 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830427235

Scrittore appassionato e incuriosito dai misteri del passato, abile narratore con gran gusto per l'azione e grande attenzione per la storia, Marco Buticchi è la risposta tutta italiana ai grandi maestri dei romanzi d'avventura come Clive Cussler e Wilbur Smith. Nei suoi libri si respira il fascino di storie piene di suspense che hanno origine nella notte dei tempi e, sopravvivendo al corso impetuoso degli eventi, allungano le loro ombre sul presente. Storie che, per ammissione dello stesso autore "prendono vita da una folgorazione, una sorta di irresistibile passione" che lo spinge ad approfondire un argomento con inesauribile entusiasmo.
Anche questo nuovo libro nasce da un colpo di fulmine: l'attrazione per una vecchia nave, un'imbarcazione apparentemente in disarmo in cui Buticchi si imbatte quasi per caso. Si tratta in realtà di uno yacht d'inizio secolo dall'illustre passato: lo "Williamsburg", divenuto, alla fine del secondo conflitto mondiale, dimora del presidente americano Harry Truman. "Lungo il suo scafo lo scorrere del tempo ha segnato lunghe dolorose e rugginose ferite" che si fanno ancora prepotentemente sentire e stregano la penna dell'esperto romanziere.
Immergendosi nella lettura del romanzo si scopre che uno dei protagonisti principali del libro è proprio questa nave, che raccoglie in eredità un pericolosissimo e inviolabile segreto. In una sua stanza nascosta è infatti custodito il diario di Double Skinner, colonnello della legione straniera, e ancor prima valoroso ufficiale di marina, che alla conclusione del Primo conflitto mondiale divenne grande amico di Truman. Nelle pagine del suo memoriale, giunto per lascito testamentario nelle mani del futuro Presidente degli Stati Uniti, il vecchio eroe dei mari racconta la sua lunga e travagliata esistenza e soprattutto svela l'inconfessabile mistero di cui divenne involontariamente depositario. Un mistero che risale al XIII secolo e ci riporta nell'aspro deserto mongolo, dove un giovane scrivano, fingendosi donna per sfuggire alla morte, custodì fino all'ultimo dei suoi giorni il segreto del mitico tesoro di Gengis Khan. La sua leggenda sopravvive allo scorrere dei secoli e giunge intatta fino agli anni Duemila, alimentando la bramosia di personaggi spietati che vorrebbero utilizzare quelle enormi ricchezze per realizzare loschi progetti. Sulla loro strada incontreranno Oswald Breil, storico protagonista di molti romanzi di Buticchi, insieme all'altrettanto intrepida Sara Terracini. I due, che dopo molte incredibili avventure insieme sono diventati una coppia innamorata e affiatata anche nella quotidianità, vivono serenamente a Roma fino al giorno in cui Breil si imbatte casualmente nello storico yacht presidenziale in disarmo e decide di acquistarlo: senza immaginare che ciò segnerà l'inizio di una nuova appassionante avventura…
Sospeso tra passato e presente, tra Oriente e Occidente Il respiro del deserto è un romanzo di grande avventura che corre lungo l'asse dei tempi. La trama fonde abilmente finzione e realtà storica, i personaggi sono ben caratterizzati e i colpi di scena abbondano in oltre cinquecento pagine che si leggono tutto d'un fiato, restituendoci il soffio del vento teso del deserto che porta con sé il fascino intrigante dell'avventura e del mistero.

Recensioni dei clienti

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    Maria

    04/10/2016 20.20.29

    Una sola parola strepitoso. Storia coinvolgente e magnifica quella dell'epoca di Gengis Khan con il personaggio di Qutula lo scrivano che si traveste da donna per sfuggire alla morte. Affascinante e credibilissima la storia di Double Skinner negli oceani della grande guerra. E grande Oswald ai giorni nostri nel districare la matassa. Mi è piaciuto moltissimo e sono rimasta orfana quando è finito. Un capolavoro.

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    S.A.M.M.

    21/11/2014 09.13.17

    Lettura piacevole e incalzante. Bellissima la prima parte del libro.Fiera che sia ligure come me questo grande autore. E' il secondo suo secondo libro che leggo e ne ho gia' comprato un terzo. I difetti purtroppo ci sono:coincidenze inverosimili, nella seconda parte del libro storie marginali che sembrano studiate per accrescere il numero di pagine, linea troppo perfetta tra i buoni e i cattivi, troppo facili gli spostamenti nello spazio, scrittura da dilettante a tratti.

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    Annalisa

    07/05/2012 22.05.53

    Pur essendo una gran bella storia, non e' il capolavoro di Buticchi...molto ben caratterizzati i personaggi, romanzo di ampio respiro ma..manca qualcosa

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    ziomio

    29/11/2010 21.02.12

    Sono pienamente d'accordo con trixter. E in più aggiungo che ci sono tante, troppe coincidenze. In alcuni casi direi addirittura clamorose. Si fa leggere, per carità, ma non lascia niente.

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    Sonia

    15/10/2010 10.49.33

    Appassionata di romanzi storici, ne ho letti davvero tanti, reputo l'ultima fatica di Buticchi meritevole del massimo dei voti perchè ritengo siano presenti tutti gli elementi che gli appassionati del genere cercano in un racconto: un'idea di partenza che motivi e faccia da sfondo alla trama e che sia interessante storicamente e meglio ancora se avvolta nel mistero, e il tesoro di Gengis Khan risponde magnificamente a questo requisito, una trama avvincente, meglio ancora, almeno per quanto mi riguarda, se sviluppata su diversi livelli temporali come fa da sempre Buticchi, dei personaggi interessanti, oltre a quelli storici sempre presenti, e ovviamente una buona ricerca storica per descrivere personaggi ed avvenimenti in modo realistico. Anch'io come altri ho letto tutti i libri di Buticchi e secondo me questo è tra i migliori.

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    Fabiobram

    31/08/2010 11.51.45

    Il mio voto e' un po' di parte, perche' Buticchi e' il mio autore preferito, ma sfido chiunque a dire che non e' bravo a scrivere romanzi d'avventura! I suoi rimandi alle varie epoche, un must per Buticchi, non annoiano mai il lettore su un'unica trama. I personaggi attuali (Breil & Co) sono gli stessi da ormai un po' di libri, e fa sempre piacere rileggere le lore avventure. Se leggete un libro di questo autore, state certi che vorrete leggerne altri. Complimenti anche per la nomina a "Commendatore", qualcosa vorra' pur dire...

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    Trixter

    05/07/2010 11.37.46

    L'ultima fatica di Marco Buticchi merita senza dubbio la sufficienza, ma direi nulla di più. L'autore ha il pregio di architettare, con dovizia, trame complesse e ricche di colpi di scena, coadiuvato da un notevole approfondimento storico e tecnico che, ogni momento, accompagna la narrazione. Tuttavia, il romanzo mi è parso di imbarazzante superficialità, pieno solamente di fatti e senza il benchè minimo approccio descrittivo nè approfondimento psicologico. In pratica, il lettore è immerso in un'infinita cronistoria, dipanata sapientemente con un linguaggio chiaro ma troppo elementare. Buticchi crea un libro semplice, di facilissima lettura, adatto magari ad una noiosa convalescenza o a pomeriggi assolati sotto l'ombrellone. I buoni e i cattivi sono chiaramente bipartiti e la logica della trama è asservita a situazioni al limite dell'impossibile (se, ad un certo punto, fossero giunti gli extra-terrestri non mi sarei stupito...). Insomma, la letteratura è un'altra cosa ma, in fondo, anche questo tipo di libri ha la sua utilità.

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    Silvia

    02/05/2010 11.06.40

    Leggo molto e quasi mai lascio recensioni o consigli per altri lettori: la lettura è soggettiva come soggettive sono le sensazioni che riesce a suscitare. Ma questa volta, dopo aver finito l'ultimo lavoro di Buticchi, mi sento in dovere di farlo: leggetelo, leggetelo, leggetelo. Ne vale veramente la pena.

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    Claudia F.

    12/04/2010 14.12.33

    Figure ben tratteggiate, narrazione storica esemplare, sensazioni diventano reli mentre si legge di clipper che solcano gli oceani: sembra davvero di assaporare l'aria di mare. Parte "presente" intrigante e ben studiata. Davvero un bel romanzo. CF

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    Fabio

    02/04/2010 19.28.10

    Questo libro – il primo che ho letto dell’autore – mi ha decisamente deluso; nonostante sia ben scritto ed abbastanza scorrevole, il seguimento della trama è reso assai complesso dal fatto che l’azione si dipana in un continuo ping pong su periodi temporali differenti, in linea con molti romanzi di genere (vedasi p.e. “La biblioteca dei morti”). Inoltre concordo con quanto scritto da molti: il libro è affollato di coincidenze ed ancore di salvataggio al racconto perché possa proseguire, molte delle quali a dir poco ardite e scarsamente plausibili (Quon è una specie di highlander che sembra sempre sul punto di lasciare il giovane nipote per poi risorgere come l’Araba Fenice, Skinner si imbatte casualmente in nemici e fidanzate nelle località più sperdute del mondo e così via) Infine il romanzo copre una serie di episodi storici quasi impensabile: l’epopea mongola, l’età di Federico II, il conflitto arabo-ispanico, l’imperialismo britannico nel nuovissimo mondo, la lotta indiano-britannica, il riverbero della 1° guerra mondiale sulle colonie, l’attività spionistica del mossad, l'interventismo americano nel Centro-America ... Forse un po’ troppo per 600 pagine di romanzo!!! Un “easy reading” senza molte pretese da un punto di vista storico e leggerino anche come giallo, adatto solo allo svago estivo!!

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    stefano

    28/03/2010 16.34.09

    Siamo sinceri, questo libro si può anche definire interessante e di svago, ma personalmente lo avrei letto con maggiore piacere se fosse stato scritto meglio. Manca completamente di stile, c'è solo trama e inutili salti di narrazione che, anzichè creare interesse o suspance, mi hanno fatto più volte venir voglia di mettere via il libro... Io di Buticchi ho letto tutto, e nella mia vita di libri ne ho letto un'infinità, un piccolo bagaglio di esperienza, questo, che mi fa pensare che questo sia un libro scritto solo per vendere, magari a quattro e più mani (e magari senza quelle di Buticchi). Consiglio: prima di acquistare questo libro, leggete tutti gli altri scritti di quest'autore, poi avrete la possibilità di essere obbiettivi.

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    fiorella

    14/03/2010 10.17.34

    Secondo me il difetto di questo libro è che accanto a uno sfondo storico ben ricostruito l'autore pretende di inserire una serie di coincidenze negli avvenimenti legati ai personaggi ,talmente inverosimili e improbabili da rasentare il ridicolo.L'idea iniziale era intrigante ma il resto molto deludente.

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    daniela

    06/03/2010 10.23.28

    Raffinato! Come il suo titolo!

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    francesco

    03/03/2010 12.52.05

    un libro ben fatto,e rapido nella lettura(le 400 pagine volano!) e secondo me piuttosto "reale".Butticchi si conferma come il miglior scrittore italiano nel genere, a pari di illustri colleghi stranieri come Rollins e Cussler.

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    Nicola Gigliotti

    06/02/2010 18.14.38

    Un bellissimo romanzo! Da tempo non mi appassionavo così. I personaggi sono unici e riescono a inghiottire il letore: Skinner e Arqai resteranno nella mia memoria.

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    carola52

    06/02/2010 17.49.34

    Anche nei Promessi sposi come nell'Odissea ci sono un sacco di coincidenze... ma se così non fosse nessuno scriverebbe romanzi... Il respiro del deserto è un ottimo romanzo. Sotto ogni punto di vista.

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    Flavio

    01/02/2010 07.45.12

    Sono arrivato a meta' del libro, ma mi fermo. Possibile che tutto in questo romanzo sia presentato come perfetto? che ci sia sempre il " deus ex machina" che risolve la situazione ingarbugliata? e che tante, troppe, situazioni ingarbugliate capitino tutte ai protagonisti? Personaggi senza spessore, ritmo da videoclip. Una delusione: pretendo di piu' da uno che vanta di essere un Commendatore della Repubblica Italiana

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    christian

    22/01/2010 11.49.35

    bel libro. la storia che da lo spunto alla trama è davvero affascinante. troppe le coincidenze tra i vari personaggi. si ha la sensazione che il mondo sia abitato solo da i protagonisti e pochi altri uomini. in tutte le epoche narrate. ribadisco un bel libro che mi ha fatto tornare la voglia di leggere wilbur smith...

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    Car

    16/01/2010 12.47.26

    Sono d'accordo con Roberto. Aggiungo che non capisco questa fissazione di molti autori di pubblicare romanzi con più di 300 pagine! Caspita! tutto il Medioevo occidentale e orientale è in questo racconto, compreso Federico II (ohohoho...) e la Reconquista de Castiglia y Leon. Perché non c'è anche Garibaldi e i MIlle????? Se a questo romanzo si togliessero almeno 250 pagine, il tutto risulterebbe più omogeneo e Buticchi non avrebbe scritto alcune improbabili (ad essere buoni!) altre microstorie di cui se ne poteva fare benissimo a meno.

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    Dennis

    13/01/2010 14.50.27

    Concordo con quanto scritto da "llwellin" anche se a mio avviso il romanzo, pur non essendo un capolavoro, merita comunque una sufficienza piena. Il filo conduttore della storia è interessante, e senz'altro l'Autore ha compiuto un encomiabile sforzo documentale, tuttavia i ripetuti "salti nel tempo" determinano una eccessiva frammentazione della storia che nuoce alla caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi comportando una difficoltà di comprensione dell'intera vicenda soprattutto in chi riprende la lettura dopo qualche giorno di interruzione. Mi è piaciuta molto la narrazione delle vicende di Skinner e la descrizione dei clipper

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