Traduttore: S. Castoldi
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2010
Pagine: 372 p., Brossura
  • EAN: 9788864111247
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Recensioni dei clienti

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    ilaria

    05/07/2015 12:51:16

    Come sempre la Strout e' magica nel descivere emozioni dolori e passioni.Abilissima soprattutto nel ricreare le vicissitudini gli stati d'animo delle piccole comunita'immedesimandosi e invitando il lettore a fare altrettanto.La figura del pastore e' molto umana ben curata la struttura della trama mi e' mancato un po' di ironia e pepe amarezza sopraffina che ha usato nei suoi altri libri.Questo non e' il mio libro preferito decisamente ma ci troviamo di fronte ad una grande potenza letteraria

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    zia dalia

    04/04/2015 22:00:48

    Ho ritrovato sentimenti e descrizioni che mi avevano ammaliato in Amy e Isabelle, e anche la capacità di risorgere dagli abissi, grazie all'aiuto e alla solidarietà degli amici. Sempre suggestive le atmosfere dei luoghi freddi e solitari del Nord Est degli USA, già cornice di altri bellissimi romanzi.

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    Melania

    19/03/2014 00:06:03

    Splendida Strout!!! Finito (ma una lettura non è mai davvero "terminata" quando ci coinvolge intimamente) questo splendido e profondo libro della Strout. Opera più matura di Amy & Isabelle. Forse più completa anche in quelle tematiche a volte simili (pettegolezzi e moralismi della provincia americana anni 50/60). Un romanzo che parla di umanità, pietas e Amore cristiano (dove ricevere conta quanto dare). Una storia che commuove attraverso la capacità di un uomo (un padre) di commuoversi dopo una vita intera passata a reprimere la propria "fragilità" di essere umano. Un libro da leggere d'un fiato, rileggere con calma, regalare e rileggere ancora e ancora.

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    Sergio

    31/10/2013 15:17:26

    Un romanzo ben scritto da Elizabeth Strout, che ha saputo mettere ben in evidenza la progressiva disaffezione degli abitanti di una cittadina del Maine verso il proprio pastore Tyler Caskey , caduto in una crisi profonda dopo la morte della bellissima moglie. I pettegolezzi, le insinuazioni e le meschinità di una piccola comunità trovano terreno fertile nella debolezza in cui si trova Tyler Caskey, che dovrà ritrovare la forza (La sensazione)per riuscire a riacquisire quello che sembrava ormai perso.

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    Mara

    11/10/2013 11:57:00

    Il difficile apprendimento della pietà, verso se stessi e verso gli altri, da parte della comunità e da parte del protagonista, il pastore Tyler. Quale può essere il punto di svolta, che innesca il cambiamento, in animi che fino a quel momento - con qualche eccezione - si erano manifestati piuttosto gretti? L'esporsi nella propria debolezza, come fa Tyler, sollecitando la pietà anziché l'ammirazione, sembrerebbe. Tuttavia, mi rimane qualche dubbio sul realizzarsi "epifanico" di questa trasformazione, a lungo incubata ed esplosa all'improvviso, trasformazione che ricorre quasi con le stesse modalità anche nell'altro romanzo "I ragazzi Burgess".

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    camilletta85

    19/08/2013 17:46:29

    Il microcosmo del New England descritto dalla Strout è allo stesso tempo lento, letargico e dinamico: dietro l'apparente quiete della cittadina di West Annett si nascondono creature fragili, smarrite, invidiose ed incattivite dalla vita...tutti gli egoismi e le frustrazioni degli abitanti si scaricano sul povero reverendo Caskey, che da mite pastore di anime si trasforma in un parafulmine umano pronto ad implodere da un momento all'altro. L'Autrice racconta innanzitutto dello sbandamento collettivo, della perdita del rapporto con Dio, della fragilità della condizione umana, ma anche della fondazione di una nuova religione, fatta di humanitas, solidarietà civile, amore e tolleranza. Ancora risuonano le parole messianiche del protagonista:"Pensate forse che solo perché abbiamo scoperto che non è il sole a tramontare, ma in realtà siamo noi a girargli attorno a velocità vertiginosa, e che il sole non è l'unica stella del firmamento, pensate forse che questo significhi che siamo meno importanti? Oh siamo davvero molto meno importanti di quanto pensassimo, eppure siamo molto molto più importanti di quanto crediamo ora....E' vostro compito chiedere, in ogni pensiero, parola, azione: come posso servire al meglio la causa dell'amore?". Una religione in cui l'uomo non chiede l'aiuto divino se può intervenire da solo. Il libro merita davvero, perché regala non solo perle di saggezza ma anche una buona dose di umorismo, facendo scorrere la storia fino al delizioso epilogo. La Strout pare avere un tocco in più.

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    margherita

    24/02/2012 08:23:38

    Scrittura suggestiva e avvolgente per una storia di vita provinciale. La fede e la quotidianità non si incontrano spesso quando il dolore e le ferite del vivere mettono alla prova. Il lungo filo di citazioni bibliche, pur se pregnanti, detta un ritmo malinconico alla narrazione. Lo sgretolarsi e ricomporsi dei personaggi, nello sfondo di cieli rivelatori, sono la forza del romanzo.

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    giusy

    01/05/2011 21:49:22

    La Strout conferma la sua bravura in "resta con me". Tuttavia gli altri suoi romanzi, in special modo, Amy and Isabelle sono senz'altro migliori. Aspetto con ansia il prossimo.

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    ANDREA

    06/02/2011 06:12:34

    Devo premettere che non l'ho letto con tutta l'attenzione..e poi, ho saltato a piè pari tutti i versetti dei salmi-che noia- però..la vicenda di questo reverendo del New England mi ha emozionato, forse più che a Tyler mi sono affezionato alla piccola Katherine. Mi ha fatto penare,di una pena indicibile. L'ho vista camminare sull'orlo del baratro del dolore e alla fine ho avuto un piccolo grande moto di esultanza interna nel vederla tornare alla vita.Per cui un bravo alla Strout; e comunque a mio avviso, ed è con grande rispetto e stima che lo scrivo, è sempre una conferma:"sti'american nouvelist" sono stati gli unici capaci a racoogliere l'eredità dei grandi russi. Gli strani giochi del destino...

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    Roberta

    09/11/2010 13:10:03

    Ho preferito Olive Kitteridge a questa lettura. Qui' la storia mi e' parsa lenta e a tratti noiosa. I personaggi. a parte la piccola Katherine, non mi hanno trasmesso nessuna emozione o sensazione. Spero sia meglio "Amy e Isabelle"

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    Raffaella

    19/10/2010 14:10:17

    Mi dispiace essere una voce fuori dal coro ma faccio una fatica a leggerlo. Sono a metà e vado avanti solo per punto preso, perchè anche se annoverato nei diritti del lettore, non terminare un libro per me rappresenta una sconfitta. Trovo il romanzo, in parte corale, difficile da seguire, questi personaggi che si alternano senza, a mio parere, un filo logico. E poi, in uno scritto che tanto vuol affrontare lo spirituale, le descrizioni delle scene di sesso le ho trovate davvero scadenti. Basta!! Nei libri come nei film! Se non c'è sesso non ci sono vendite. Continuo a leggerlo, magari alla fine mi ricredo ma considerando quanto tempo ci impiego ..... non credo.

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    giulia 79

    05/10/2010 16:42:13

    Ma che bel libro! All'altezza del primo romanzo della Strout, Olive Kitteridge, ma rispetto a questo più scorrevole e "lineare". Entrambi comunque da leggere, secondo me.

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    barbara

    06/09/2010 22:04:54

    mi è piaciuto molto per la trama e soprattutto per la scrittura...ultimamente, tra le mille pubblicazioni e le eccessive pubblicità, riesco a trovare libri degni di questo nome! Aspettavo un finale diverso, ma merita comunque il massimo dei voti

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    barbara

    02/09/2010 13:54:18

    Ma come mi è piaciuto questo libro!Anche se non è un capolavoro assoluto, la storia, la scrittura, le riflessioni, i personaggi, tutto sembra ( oppure é ) frutto di ricerca e cura, non d'improvvisazione...pratica ormai diffusa. Unico neo: il "lieto " fine, ma merita comunque il massimo dei voti!

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    Valentina

    31/08/2010 17:59:47

    bello, soprattutto nel finale. vince tyler perché è coerente con se stesso, anche nel dolore più profondo sembra non perdersi mai, seguendo semplicemente l'evoluzione della sua anima, provando a indirizzarla ma rassegnandosi anche ad andarle dietro nei suoi percorsi.

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    gabril

    04/07/2010 18:01:36

    Straordinario talento di narratrice quello di Elisabeth Strout che costruisce intorno alla figura fisicamente imponente, spiritualmente umanissima del pastore Tyler un coro di personaggi a cui viene data voce e dignità di co-protagonisti della vicenda entro la quale si snoda il racconto. La morte della bella, giovane moglie del pastore, il silenzio terrorizzato in cui si rinchiude la figlioletta, l'angoscia trattenuta che sommerge via via uno sperduto ed eroicamente resistente Tyler sono i temi centrali: vi si innestano, collaterali e indipendenti, le questioni e i drammi degli abitanti di una piccola città del Maine, intorno agli anni 50, dando vita così al mirabile affresco che prende via via la forma di un autentico capolavoro. La talentuosa disinvoltura con cui Strout si muove tra presente e passato, tra ciò che è detto (dialoghi superlativi) e ciò che rimane sepolto e appare/dispare tra le pieghe oscure dell'anima merita da sola il Pulitzer che successivamente le è stato assegnato per Olive Kitteridge. I temi della fede e del dubbio, del dolore e della speranza, della felicità inutilmente cercata nell'ostinazione verso fatui desideri, i difetti e le virtù, la rabbia taciuta e quella messa a nudo, i legami avvinghianti e la rete delle chiacchiere che senza scampo vanno intrappolando la nuda verità del sentire: questo e tanto altro in questo libro perfetto. E ultima nell'ordine, ma non per valore, la spirale dolce e terribile che conduce l'avvinto lettore ad uno struggente delicatissimo finale.

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    camilla

    15/06/2010 08:36:48

    Dopo Olive Kitteridge, un libro che non si dimentica, e Amy e Isabelle, ecco un romanzo magnifico, scritto nel 2006,Resta con me. Strout possiede doti incredibili di grande scrittrice, Resta con me (... o Signore, si tratta delle parole di un inno sacro)è una specie di dono straordinario per un lettore. L'amore fa bene,è necessario , per tutti gli esseri umani. L'invidia, la superficialità, il conformismo, l'ipocrisia, il tutto ammantato da un confusionale mantello con sopra scritto VIRTU', SUCCESSO,PROTAGONISMO ecc.,riescono a portare indicibili sofferenze che colpiscono tutti: i bambini come gli adulti, i giovani come i vecchi. colpiscono violentemente anche Tayler, il nostro pastore di anime, un uomo grande e grosso e bello,mite, sognatore, adoratore della vita . Ma Tyler, con la forza della sua incredibile ammissione di debolezza, quando non trova più neppure una sola parola,quando rimane di fronte alla sua comunità in feroce attesa di ascoltarlo per distruggerlo,..... Leggete questo libro e vedrete. Un martellare del cuore, una presa per la gola,si provano sentimenti violenti, si vive un'avventura dove sembra di sprofondare nel buio più pauroso. E la forza della verità più semplice fa ritornare alla luce e alla pssibilità della gioia.

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