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Retrotopia - Zygmunt Bauman - copertina

Descrizione


Abbiamo invertito la rotta e navighiamo a ritroso

«L'utopia di Tommaso Moro di instaurare il "cielo sulla Terra" non esiste più perché il futuro, troppo incerto e spaventoso, è considerato inaffidabile e ingestibile. Così, mentre prende piede l'individualismo che cancella il senso di comunità, il passato si trasforma in una condizione rassicurante e nell'unica prospettiva accettabile» - Robinson, La Repubblica

Il futuro è finito alla gogna e il passato è stato spostato tra i crediti, rivalutato, a torto o a ragione, come spazio in cui le speranze non sono ancora screditate. Sono gli anni della retrotopia. La direzione del pendolo della mentalità e degli atteggiamenti pubblici è cambiata: le speranze di miglioramento, che erano state riposte in un futuro incerto e palesemente inaffidabile, sono state nuovamente reimpiegate nel vago ricordo di un passato apprezzato per la sua presunta stabilità e affidabilità. Con un simile dietrofront il futuro, da habitat naturale di speranze e aspettative legittime, si trasforma in sede di incubi: dal terrore di perdere il lavoro e lo status sociale a quello di vedersi riprendere le cose di una vita, di rimanere impotenti a guardare mentre i propri figli scivolano giù per il pendio del binomio benessere-prestigio, di ritrovarsi con abilità che, sebbene faticosamente apprese e assimilate, hanno perso qualsiasi valore di mercato. La via del futuro somiglia stranamente a un percorso di corruzione e degenerazione. Il cammino a ritroso, verso il passato, potrebbe trasformarsi in un itinerario di purificazione dai danni che il futuro ha prodotto ogni qual volta si è fatto presente.
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Dettagli

7
2017
7 settembre 2017
XXII-180 p., Brossura
9788858127346
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Indice

Le più significative tendenze di "ritorno al futuro" che si riscontrano in questa incipiente fase "retropica" della storia dell'utopia [...] ovviamente, non rappresentano un ritorno diretto e immediato a una modalità di vita praticata in passato: sarebbe semplicemente impossibile, come ha ben dimostrato Ernest Gellner. Essi rappresentano invece - per richiamare la distinzione concettuale proposta da Derrida - tentativi consapevoli di iterazione (e non reiterazione) dello status quo che esisteva, o si immagina esistesse, prima della seconda negazione, sulla base di un'immagine in ogni caso riciclata e modificata significativamente attraverso un processo di memorizzazione selettiva strettamente intrecciata all'oblio selettivo.

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Voglio leggere tutti i libri di Bauman!!!! Leggetelo!!! Questo è il mio secondo suo libro! Piano piano riuscirò a mettere le mani su ogni suo libro!!! Attuale!!!! Leggetelo, dico davvero!!!

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raffaele_niro
Recensioni: 4/5

Una delle menti più illuminate di questo tempo di mezzo, di questo tempo di passaggio.

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n.d.
Recensioni: 5/5

Un'analisi lucida, competente, attuale, veritiera. Un libro importante.

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Zygmunt Bauman

1925, Poznan

Fuggito dalla Polonia in seguito all'invasione nazista, Zygmunt Bauman (Poznan 1925 - Leeds, Regno Unito 2017) dopo la guerra ritorna in patria e si laurea in sociologia a Varsavia. La sua dissertazione sul socialismo britannico, che per prima gli diede notorietà, nacque dalla sua permanenza alla London School of Economics. Ottimo conoscitore di Gramsci e di Simmel, dapprima marxista ortodosso, gli venne tolta la cattedra all'università in tempo di epurazioni, cioè nel 1968. Insegnò per un certo periodo all'università di Tel Aviv e poi a quella di Leeds.È il creatore del concetto di società "liquida": l'incertezza dei tempi moderni trasforma i cittadini in consumatori, smantellando ogni certezza conduce a una vita liquida...

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