Traduttore: M. Cupellaro
Editore: Laterza
Collana: Tempi nuovi
Edizione: 7
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 7 settembre 2017
Pagine: XXII-180 p., Brossura
  • EAN: 9788858127346

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Sociologia e antropologia - Sociologia - Teoria sociale

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Descrizione
Abbiamo invertito la rotta e navighiamo a ritroso

«L'utopia di Tommaso Moro di instaurare il "cielo sulla Terra" non esiste più perché il futuro, troppo incerto e spaventoso, è considerato inaffidabile e ingestibile. Così, mentre prende piede l'individualismo che cancella il senso di comunità, il passato si trasforma in una condizione rassicurante e nell'unica prospettiva accettabile» - Robinson, La Repubblica

Il futuro è finito alla gogna e il passato è stato spostato tra i crediti, rivalutato, a torto o a ragione, come spazio in cui le speranze non sono ancora screditate. Sono gli anni della retrotopia. La direzione del pendolo della mentalità e degli atteggiamenti pubblici è cambiata: le speranze di miglioramento, che erano state riposte in un futuro incerto e palesemente inaffidabile, sono state nuovamente reimpiegate nel vago ricordo di un passato apprezzato per la sua presunta stabilità e affidabilità. Con un simile dietrofront il futuro, da habitat naturale di speranze e aspettative legittime, si trasforma in sede di incubi: dal terrore di perdere il lavoro e lo status sociale a quello di vedersi riprendere le cose di una vita, di rimanere impotenti a guardare mentre i propri figli scivolano giù per il pendio del binomio benessere-prestigio, di ritrovarsi con abilità che, sebbene faticosamente apprese e assimilate, hanno perso qualsiasi valore di mercato. La via del futuro somiglia stranamente a un percorso di corruzione e degenerazione. Il cammino a ritroso, verso il passato, potrebbe trasformarsi in un itinerario di purificazione dai danni che il futuro ha prodotto ogni qual volta si è fatto presente.

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Recensioni dei clienti

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    raffaele_niro

    22/09/2018 05:42:43

    Una delle menti più illuminate di questo tempo di mezzo, di questo tempo di passaggio.

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    n.d.

    30/11/2017 21:33:49

    Un'analisi lucida, competente, attuale, veritiera. Un libro importante.

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    n.d.

    30/10/2017 11:23:20

    Un classico del pensiero di Bauman. Il pendolo che oscilla periodicamente tra bisogno di sicurezza da una parte e anelito di libertà dall'altra, tra paura e coraggio, tra passato rassicurante e futuro incerto, in questo momento storico dell'Occidente e del mondo, sta volgendosi all'indietro.\nBisogna averlo.

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    Mirko

    19/10/2017 09:42:06

    Lo studioso polacco in questa sua ultima opera descrive, in modo lucido e puntuale, il dramma che sta vivendo la società piegata al dogma della globalizzazione.L’autore delinea una tendenza che spinge l’uomo a voler trovare nel passato una spinta motivazionale che non trova più nel tempo futuro. L’utopia ed Il suo messaggio carico di speranze ha smarrito la sua rotta e, tale confusione, sta trascinando l’essere umano verso uno stato di perenne guerriglia e scontro così come descritto da Hobbes. La speranza è educare le nuove generazioni alla cultura del dialogo per annullare la dimensione del “noi” contro “loro”, del ritorno ai localismi intrisi di puro egoismo. Da leggere.

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Le più significative tendenze di "ritorno al futuro" che si riscontrano in questa incipiente fase "retropica" della storia dell'utopia [...] ovviamente, non rappresentano un ritorno diretto e immediato a una modalità di vita praticata in passato: sarebbe semplicemente impossibile, come ha ben dimostrato Ernest Gellner. Essi rappresentano invece - per richiamare la distinzione concettuale proposta da Derrida - tentativi consapevoli di iterazione (e non reiterazione) dello status quo che esisteva, o si immagina esistesse, prima della seconda negazione, sulla base di un'immagine in ogni caso riciclata e modificata significativamente attraverso un processo di memorizzazione selettiva strettamente intrecciata all'oblio selettivo.