Rio Bravo

Rio Grande

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Titolo originale: Rio Grande
Regia: John Ford
Paese: Stati Uniti
Anno: 1950
Supporto: DVD
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Dopo la Guerra Civile, un ufficiale di cavalleria e suo figlio, fresco di recluta, si trovano su diverse posizioni quando le loro truppe combattono gli ostili Apache.
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    Michele Bettini

    21/03/2013 01:09:13

    Una interessante trama ricostruisce una storia vera e verosimile. La Guerra di secessione aveva sconvolto l'America. Mentre i sudisti che avevano perso tutto si trasferivano ad Ovest per rifarsi una vita, si tornava ad affrontare il problema degli indiani che non volevano rinunciare al nomadismo. Così le frontiere si arroventavano, dovendo gli yankees di volta in volta varcarle, controllarle, e sconfinarle per piegare gl'indiani alla volontà del progresso. Questo era per lo meno il punto di vista del generale Sheridan, che si trovava a comandare militari che avevano già fatto parte delle formazioni confederate. Un colonnello duro, intransigente, segnato dalle esperienze, che cerca di rifarsi, in una situazione non facile. E come al solito il comandante severo riesce a farsi amare e rispettare. Memorabili alcune sequenze, come quelle del soldato Tyree che ruba il cavallo, prima al colonnello e poi allo stesso generale, delle madri angosciate a cui gl'indiani hanno rapito i figli, della bambina che suona la campana per dare il via alla carica, del colloquio sotto la tenda in cerca di soluzioni per liberare i bambini rapiti. Una madre che cerca di riportare il figlio a casa, sperando in una sua futura scelta meno densa di rischi e disagi. Un insuperabile classico del West

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: DNA, 2011
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 105 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area2
  • Contenuti: trailers
  • John Ford Cover

    "Nome d'arte di Sean Aloysius O'Feeney, regista statunitense. Di etnia irlandese, a diciott'anni, lascia la fabbrica in cui lavora e raggiunge il fratello maggiore, Francis, già impegnato come attore e regista a Hollywood, assumendo il nome di John, che subito cambia in Jack, mutando anche il cognome in Ford. Come Jack F. dirige, tra il 1916 e il 1923, una serie di film d'avventura per la Universal, in particolare molti two reels con H. Carey. Riprende il nome John per dirigere Il cavallo d'acciaio (1924), un western di grande successo che già rivela un'alta padronanza del mezzo. Tra due rulli, medi e lungometraggi sono decine i film che il giovane F. firma. Quattro anni dopo, nel 1928, realizza L'ultima gioia (insulso titolo italiano di Four Sons), con il quale vince il premio... Approfondisci
  • John Wayne Cover

    "Nome d'arte di Marion Michael Morrison. Attore statunitense. Icona assoluta del western classico e protagonista ricorrente del cinema bellico dalla filmografia sterminata (oltre duecento titoli), personifica solidità morale, lealtà, patriottismo ed energico spirito d'azione: sintesi archetipica dei valori americani tra conflitto mondiale e guerra fredda. Promessa sportiva della University of Southern California, l'aitante «Duke», come era soprannominato, si mantiene facendo l'attrezzista alla Fox. È J. Ford, con cui stringe amicizia, a offrirgli le prime fugaci apparizioni (La casa del boia, 1928) e proporlo quale protagonista per Il grande sentiero (1929), epopea dell'Ovest di R. Walsh. Mutato il nome in J.W. affronta il western di serie B per Warner Bros e Monogram con ritmo alacre (dieci... Approfondisci
  • Ben Johnson Cover

    "Attore statunitense. Autentico cowboy con la passione per i rodei, giunge in tale veste a Hollywood (1940) al soldo di H. Hughes, e vi rimane come stuntman e controfigura equestre delle star. La sua prima apparizione è del 1943 (Il mio corpo ti scalderà, dello stesso Hughes), ma resta perlopiù non accreditato finché, notato da J. Ford (In nome di Dio, I cavalieri del Nord-Ovest, entrambi del 1948), è protagonista di La carovana dei mormoni (1950), celebrazione corale della frontiera e dei suoi protagonisti. Ancorato al western (Il cavaliere della valle solitaria, 1953, di G. Stevens) in più consoni ruoli di comprimario, dopo un breve ritorno alle gare di rodeo viene scelto prima da M. Brando per I due volti della vendetta (1960) poi da S. Peckinpah nella svolta che questi imprime al genere... Approfondisci
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