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Editore: Rizzoli
Collana: 24/7
Anno edizione: 2007
Pagine: 355 p. , Brossura
  • EAN: 9788817015127

Recensioni dei clienti

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    carlotta

    05/06/2008 14.27.23

    un romanzo brutto come già gli altri libri del'autore a partire da quel tanto ingiustamente osannato Perceber per Sironi editore. L'impressione che si ha è il tentativo di emulazione di Pynchon ma a differenza dell'autore americano qui non si va da nessuna parte, si riempiono solo pagine e pagine e pagine. Da leggere sotto l'ombrellone

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    patroclo

    03/02/2008 14.53.04

    sembra piú un romanzo inglese o americano, vagamente postmoderno, che italiano, e questo é giá un complimento le influenze sono tante (Amis, che infatti compare nel romanzo, De Lillo, Houellebecq), e non tutto fila liscio, tra eccessivi compiacimenti letterali, troppi rivoli che sfuggono qua e lá, ma senza dubbio viene fuori il profilo di un autore interessante, "enciclopedico" e moderno e poco italiano, in un´accezione positiva per tutti e 3 gli aggettivi

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    Eresto De Petris

    12/09/2007 09.34.24

    Ben scritto e ben intrecciato, su questo non mi dilungherò oltre, viste le recensioni già piuttosto lusinghiere. Ma alla lunga è un libro freddo, che mostra d'avere poco da dire e si spegne con l'andare delle pagine. Per non parlare degli evidenti debiti che paga alla letteratura americana, forse un po' fuori tempo massimo oltre che fuori luogo. Buono ma non Ottimo, a mio avviso.

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    Alecs

    08/05/2007 20.05.45

    Spero che Colombati non scriva mai più. Perché sarà difficile reggere il passo a questo gioiello di libro, che dipinge in modo impeccabile e caratteristico una serie di personaggi, situazioni, ambienti che tipizzano in modo impressionante i nostri anni. Poi c'è una storia, individuale come le nostre vite, la formazione post-adolescenziale, la vera metropoli (che sia Londra o Roma), il mondo del business, il sesso. Insomma, un libro ricco e a tutto tondo, a cominciare dalla scrittura e dal corpo narrativo. Per amor di Dio, Colombati: non scrivere mai più e non fare la fine di un De Carlo qualsiasi che sulle spalle di un'opera di genio, si mette a propinare ogni bassezza!

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    Giacomo

    14/04/2007 15.12.52

    Ti trascina dentro a colpi di genio, ha subito un fascino un po' morboso, come un mondo proibito, esclusivo. Ci ho trovato sentenze assolutamente eroiche, verità disarmanti, come ad esempio i commenti su Berlusconi, sulla letteratura, su Clinton. Mi ha ricordato il respiro di "Le particelle elementari" di Houellebecq, ma anche un film "Le invasioni barbariche" di Archand. Colombati dilata gli istinti, li fa giganti, li rende motori portanti in un mondo sotterraneo ma vivo. C'è la cultura, l'intelligenza e l'ignoranza, c'è l'immagine e c'è il tragico velo squarciato sulla verità, peccato per una stonatura che sembra da banale filosofia orientale. Ma la ricerca di sé non è universale? Un libro spietato e intenso, ha in sè il fascino della bellezza tesa all'estremo. Colombati è un grande scrittore, un artista. Un artista capito? Un artista!

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    lucy

    02/04/2007 14.50.55

    Incuriosita dall'appello di Colombati contro lo sfigatismo che inchioda l'estetica italiana contemporanea, sono andata a leggermi Rio. E con grande sorpresa, già dalle primissime pagine, ho scoperto un vero scrittore. Non mi capitava da anni. Prosa sapiente ma divertita, personaggi cialtroni indimenticabili nelle loro bassezze, trimalcioni nei momenti più alti. Cioè i più bassi. Dimenticate i piagnistei e le contemplazioni ombelicali e concedetevi delle ore di puro piacere.

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    Enrico Campi

    28/03/2007 16.35.04

    Questo romanzo è bello perché è scritto "da dio", perché è pieno di personaggi, di invenzioni, di pagine che fanno ridere. E perché alla fine ti piglia per la gola, ti lascia l'amaro. TI COMMUOVE. Non date retta a D'Orrico, questo scrittore non è un pariolino che apprezza Dino Risi, questo scrittore è uno scrittore e basta.

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    Sofia De Lauzieres

    14/03/2007 16.39.29

    Colombati superbo! E' un libro tosto elegante, bizzaro, divertente. Ma per chi come me è nata ai Parioli, anche tanto tanto tanto tanto triste. Piperno Saviano e Desiati gli altri del club ora mi toccherà leggere voi...mi aspetto grandi cose dai migliori scrittori italiani, come ho letto sul Corriere.

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