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Isabel Allende

Traduttore: E. Liverani
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Edizione: 5
Anno edizione: 2002
Pagine: 267 p.
  • EAN: 9788807016011

Tormentata dagli incubi di un oscuro passato, dominata dall'ostinata ricerca delle proprie origini, orgogliosa e caparbia, inguaribilmente passionale e perdutamente innamorata, Aurora del Valle è l'ultima rappresentante di una nutrita schiera di eroine che da sempre animano i romanzi di Isabel Allende.
Orfana di madre sin dalla nascita, ignorata dal padre, Aurora cresce con i nonni materni Eliza e Tao Chi'en nel quartiere cinese di San Francisco fino a quando non irrompe nella sua vita l'ingombrante figura dell'anticonformista nonna paterna Paulina del Valle. Questa donna forte e decisa, straordinariamente indipendente e imprenditrice di successo, cambia totalmente l'esistenza della piccola, portandola con sé in Cile e aprendole le porte della ricca società. Non riesce però a cancellare le tracce indelebili del suo passato. Persa in un labirinto di affetti, passioni e legami contrastanti, Aurora riuscirà a ricostruire la propria storia solo dopo essersi immersa nei ricordi prepotenti ma confusi che la sconvolgono, con la stessa caparbietà con cui indaga le verità più riposte e i sentimenti più segreti degli uomini per mezzo della fotografia e dei suoi ritratti in seppia.
Come sempre abile indagatrice dell'animo umano e fine narratrice di avventure, passioni e intrecci, Isabel Allende, realizza una straordinaria saga familiare, popolata di personaggi unici. Alcuni sono gli indimenticabili protagonisti dei precedenti La figlia della fortuna e La casa degli spiriti, tra cui Ritratto in seppia si colloca quale secondo episodio di un'ideale trilogia, che racconta, lungo più di un secolo, storie di famiglia e storie del mondo.

Recensioni dei clienti

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    morena

    25/04/2014 18.37.08

    Meno bello de "La figlia della fortuna" e del capolavoro "La casa degli spiriti", ma comunque da leggere. Ci sono pagine meravigliose!

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    Lei Fang

    06/09/2012 18.14.52

    Anche sapendo che questo libro fa parte di una trilogia l'ho letto lo stesso,sicura che l'Allende non mi avrebbe delusa,infatti è stato così. Personaggi indimenticabili prendono vita nelle sue pagine facendoci ridere e piangere insieme a loro!Bravissima Allende. Sono pochi gli scrittori con tali capacità! a chi piace il genere di questa storia consiglio Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli.

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    mato

    09/06/2007 14.24.49

    Fa seguito a"la figlia della fortuna" per cui se non hai letto l'uno è difficile apprezzare questo. Allende dal canto suo è straordinaria come capacità narrative. La storia raccontata in prima persona è piacevole. Noto che fra i recensori sono tra i pochi maschietti. Io sono un sognatore e l'Allende mi fa sognare molto. Grazie.

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    giuseppina

    26/03/2006 14.40.54

    Il romanzo è un notevole dispiegarsi di fantasia: personaggi e storie che si snodano mentre grandi eventi (la guerra del Pacifico e la guerra civile del '90) segnano il destino di intere generazioni. Sotto questo aspetto la Allende ripete un modello che ha fatto scuola ne "La casa degli spiriti". Qui si ferma il confronto tra le sue due opere.I personaggi sono essi stessi ritratti in seppia, fatta eccezione per la vitale nonna Paulina Del Valle; non hanno nulla della straordinaria potenza di Clara, Bianca, Esteban...e dei tanti protagonisti di quello che io ritengo il capolavoro della Allende. Il racconto in prima persona, però, favorisce un processo di partecipazione ai sentimenti, alle emozioni e soprattutto allo smarrimento della protagonista, che ricerca le proprie radici per ritrovare la stabilità di cui è stata brutalmente privata durante l' infanzia. Scorrevole e lineare nei fatti, si legge tutto d'un fiato, senza che il lettore senta il bisogno di pause che spesso seguono ad una lettura ricca di concetti. Il racconto di Aurora Del Valle non ha la pretesa di essere pieno di contenuti, ma si presenta come un piacevole susseguirsi di amori e odi che appartengono al repertorio delle soap. L'ottima scrittura della Allende conferma, però, come il modo di raccontare spesso faccia la differenza.

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    °Carlottina°

    07/01/2006 19.04.01

    Cosa posso dire...semplicemende: Allende! E'la seconda volta che rileggo questa appassionante trilogia (La figlia della fortuna-Ritratto in seppia-La casa degli spiriti)e pagina dopo pagina è come se la storia facesse parte di me! Se rinasco voglio essere una del Valle... Non vedo l'ora di iniziare a leggere Zorro...

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    federica

    10/01/2005 17.16.25

    Ho letteralmente divorato questo libro, come ho fatto anche con altri libri dell'Allende. Mi ha commosso, appasionato...indimenticabile. Il punto di vista femminile alla realtà che circonda l'autrice.

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    Anna

    03/05/2004 16.13.32

    E' il primo libro dell'Allende che leggo, e mi è piaciuto anche se la storia, questo genere di sotrie, non mi entusiasma affatto. L'ho letto relativamente in fretta e non l'ho trovato ne lento ne noioso.

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    zobie

    17/02/2004 12.13.38

    Sono perplessa... mi aspettavo ben altro dalla Allende.La storia è carina ma nulla più.. e neanche troppo appassionante. Ho impiegato più tempo di quanto avrei creduto a leggerlo.. senza infamia e senza lode.

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    APHRA

    22/08/2003 18.38.15

    il libro è stato fantastico, perchè mi sono sentita completamente trasportata e coinvolta nella trama. i personaggi sono autentici e veri, soprattutto Paulina. uno dei libri più veri che abbia mai letto! credo che Allende voglia farci riflettere su come personalità diverse affrontano la Storia...un romanzo unico!!!

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    mary

    28/07/2003 19.32.13

    ho letto questo libro prima de la figlia della fortuna e l'ho trovato molto più intenso, delicato, profondo. non è solo avventura, intreccio, è sentimento, contemplazione del ricordo, della vita che passa e lascia segni indelebili dentro di noi.

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    daniela

    17/05/2003 17.06.15

    Difficile esprimere a parole le magnifiche sensazioni provate durante la lettura. Pensate al titolo del libro e alla sua copertina,si immaginano i personaggi e le loro storie come in delle vecchie istantanee.Lasciatevi trasportare da questa atmosfera e vi assicuro sarà difficile uscirne. Ho letto tutti i romanzi della Allende e dopo "La casa degli spiriti" e sicuramente il miglior libro dell'autrice.

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    Donatella

    19/03/2003 16.40.18

    Isabel Allende scrive troppo, questo è ormai chiaro. Concordo con Daniel che dice che pare scrivere solo per rispettare un rigido contratto editoriale. Il romanzo può essere ascritto fra i romanzoni d'avventura per un pubblico medio-basso. La volontà di sommare eventi su eventi, colpi di scena e via dicendo al solo scopo di produrre reazioni di stupore a catena, già abbastanza evidente nel precedente "La figlia della fortuna", è qui appesantito da un'urtante verbosità iper descrittiva. Cara Isabel, concediti una vacanza, va' a "disintossicarti" da qualche parte, ma non deluderci più così, dopo averci abituato in tanti romanzi a una prosa fresca e scorrevole, pregnante e fantasiosa, in una continua maturazione di stile, che pare essersi arrestata dopo le vette de "Il piano infinito" e di "Paula". Sorvoliamo, anzi no, sulla pessima conoscenza dell'italiano della traduttrice Elena Liverani e del suo/a correttore/corretrice di bozze. Troppi e troppo grossolani gli errori grammaticali!

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    clara

    18/02/2003 18.17.34

    Uno dei romanzi più belli di questa autrice.L'ambiente,la storia ,i personaggi.....(la zia Paolina è come se la vedessi...)creano un insieme che ti cattura.Da un romanzo si chiede l'evasione:questo romanzo te la da con grandi emozioni.

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    gianluca

    08/01/2003 14.17.06

    la solita storia d'amore......manca la fantasia e l'originalità....che delusione!

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    tamara

    14/12/2002 10.27.36

    Ho letto questo libro perchè sapevo che era la continuazione de "la figlia della fortuna": devo però dire che il libro precedente era più appassionato, la protagonista più ribelle, volitiva e coraggiosa, insomma, mi è piaciuto di più. Qui salverei la mitica Paulina del Valle, che dal maestoso letto fiorentino amministra il suo impero finanziario a suon di paste e cioccolata: ecco una vera self made woman! E poi io lo avevo detto che Eliza Sommers avrebbe fatto un pensierino su Tao Chi'en...

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    marianna

    23/09/2002 16.06.09

    e chi se nn l'INSUPERABILE scrittrice Isabel allende?anche essendo una 13enne ho letto il 95% dei tuoi CAPOLAVORI e ti assicuro mai come ora i miei complimenti ISABEL!!!

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    Lara

    13/08/2002 18.23.22

    Letto sotto la calura estiva mi ha portato in tempi lontani, ma da come vengono descritti, sentiti molto vicini, quasi da sembrare inserita veramente in questa soria.Meravigliose le descrizioni di personaggi, luoghi ed eventi.Complimenti Allende, ogni volta riesci a stupirci!

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    nicola

    11/08/2002 10.19.50

    Meno bello de "la figlia della fortuna" è la continuazone del precedente, da leggere in ogni caso.

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    Laura

    21/06/2002 21.31.22

    E' un libro che si legge volentieri per la tecnica descrittiva, per il narrare fluido e scorrevole, ma l'ispirazione iniziale, autentica e spontanea della prima Allende non c'è più. L'autrice è invecchiata, si porta addosso il peso degli anni e della celebrità e la stanchezza che ne consegue traspare dalle sue pagine. La protagonista è essa stessa un ritratto in seppia, sbiadito e diafano che non può nemmeno fare da sfondo alla Clara de "La casa degli spiriti".

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    silvia

    12/04/2002 13.13.44

    Mi dispiace dirlo: ho quasi fatto fatica a finire il libro...non ai livelli dei precedenti (capolavori!) e molto simile all'ultimo (La figlia della fortuna). Resta inteso che la sua capacità narrativa è insuperabile, anche se mi chiedo come sia possibile per un autore non ripetere i temi ed i concetti di libri di successo, che hanno rappresentato (almeno per me) pietre miliari del panorama letterario mondiale. Speriamo nei prossimi.

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