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Lois Lowry

Traduttore: S. Reggiani
Editore: Giunti Editore
Collana: Y
Anno edizione: 2011
Pagine: 272 p. , Rilegato

Età di lettura: Young Adult.

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17 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

  • EAN: 9788809751743

Recensioni dei clienti

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    Alessandra

    18/06/2015 12.26.20

    Sebbene collocato nell'ambito del "The Giver Quartet", questo romanzo non ha nulla in comune con il precedente volume, se non l'ambientazione futuristica, anche se in questo caso si tratta di una società non avanzata nè "perfetta". Si intuisce come guerre e catastrofi avvenute in passato abbiamo irrimediabilmente compromesso la società, causando anche la perdita di tutte le conoscenza acquisite fino a quel momento, per cui il mondo descritto è decisamente arretrato e piuttosto primitivo. L'idea di fondo è sempre la stessa: la protagonista coglie le anomalie dell'ordine sociale costituito e, sebbene abbia la possibilità di scappare, decide di rimanere per tentare di cambiare la situazione. Il romanzo è scorrevole e si legge in fretta, buona lettura per ragazzi.

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    Clara Parravicini

    03/03/2015 09.32.36

    Ambientato in una comunità del futuro, non certo utopica, dove l'unico edificio tecnologico e moderno, sopravvissuto alla violenta guerra che ha spazzato via l'attuale civiltà umana con le nostre città, leggi e morali, vivono i Guardiani, coloro che guidano il villaggio. All'ombra dei Guardiani, sorge il villaggio, le cui condizioni di vita e il livello di tecnologia sono decisamente primitivi, quasi preistorici. E' in una delle tante capanne del villaggio che nasce Kira, storpia dalla nascita e perciò destinata a morire nella Landa, dilaniata dalle Bestie, e questo le sarebbe successo se sua madre non si fosse opposta al suo destino, salvandola. Alla morte della madre, però, il problema si ripresenta e le donne del villaggio, che la vedono come un peso per la comunità, chiedono ai Guardiani di mandarla a morire nella Landa. I Guardiani però, quando si accorgono dello straordinario dono di Kira per il ricamo, dono che ha quasi del paranormale, la salvano e la accolgono all'interno del Palazzo. Qui conoscerà altri due giovani con capacità simili alle sue, anch'essi salvati dai Guardiani, e con il loro aiuto e con l'aiuto del piccolo Matt, Kira scoprirà terribili segreti del Villaggio, dei Guardiani e sulle sorti delle loro famiglie, ma per salvare la sua comunità da queste verità, deciderà di restare e cercare di cambiare le cose. Libro che da spazio a riflessioni profonde, che tratta temi scomodi in un romanzo per ragazzi. Ammirabile decisione, e ben riuscita. Consigliato.

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    anna

    18/01/2013 19.08.50

    fantastico! mentre lo leggevo sembrava fossi io la protagonista...

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    Becky

    11/11/2012 19.37.47

    Con questo secondo volume della trilogia "The Giver" ci troviamo ancora una volta in un mondo post-apocalittico. Questo nuovo villaggio/mondo è piuttosto diverso dal precedente. La legge del più forte è chiara per tutti e le persone 'indesiderate' vengono emarginate apertamente. L'essere zoppi è motivo più che sufficiente per una condanna ed è per questo che Kira deve lottare per la propria vita. Anche qui, però, come in "The Giver" ci sono dei segreti ed anche qui la protagonista sembra riuscire ad opporsi al mondo costituito, ma il finale aperto ancora una volta ci da solo un tiepido suggerimento del tipo di opposizione adottata. La Lowry scrive in modo accattivante, le sue pagine si lasciano leggere con piacere, ma i sottintesi e le soluzioni possibili cominciano un po' ad infastidirmi.

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    Sara Booklover

    09/01/2012 14.18.14

    Nonostante sia stato collocato all'interno della trilogia "The Giver", appare subito evidente che "Gathering Blue" non ha nulla in comune con il precedente libro, a parte la tematica distopica. "Gathering Blue" si può quindi definire un romanzo singolo e autoconclusivo a tutti gli effetti, con altri personaggi e altra ambientazione rispetto a "The Giver". Ci troviamo in un mondo del futuro, ma talmente arretrato che sembra di fare un tuffo nel passato. Dopo sanguinose guerre e devastazioni gli esseri umani si sono ritrovati a cominciare praticamente da zero, senza alcuna tecnologia e con conoscenze molto limitate, che si presume siano state perse durante gli anni apocalittici. Questa non è una società apparentemente perfetta e giusta come quella di Jonas, qua vige platealmente la legge del più forte e le prepotenze e ingiustizie sono all'ordine del giorno. Anche questo, come il mondo di Jonas in "The Giver", nasconde molti segreti che la protagonista dovrà scoprire a poco a poco con l'aiuto di due fidati amici, e la realtà sarà molto diversa da quello che immaginava... Con una scrittura fresca e scorrevole, Lois Lowry ci porta in un nuovo mondo distopico tutto da esplorare, tra nuove leggi, nuovi modi di vivere, e antiche paure sempre in agguato. E' una storia che appassiona e coinvolge, oltre a creare moltissimi spunti interessanti di riflessione come sempre questa autrice è capace di fare. Divorato in soli due giorni, l'ho trovata una lettura davvero piacevole e che mi ha accompagnata fino all'ultima pagina in un crescendo di curiosità e speranza. Tema importantissimo di questo libro è infatti la speranza, la speranza di riuscire a trovare il colore del cielo, la speranza di riuscire a cambiare le cose per creare un mondo migliore. Il finale risulterà nuovamente semi-aperto, ma avrà un significato totalmente diverso da quello del libro "The Giver", e adesso sono proprio curiosissima di leggere il prossimo capitolo di questa trilogia distopica!

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    LadyEarnshaw

    04/05/2011 10.18.30

    Questo libro, apparentemente semplice e diverso dal suo primo capitolo ha in realtà vari livelli. Innanzi tutto è la bella storia di Kira, che riesce a sopravvivere al suo essere sola e zoppa e che ha un talento magico per i fili. Poi è la storia di un colore, il blu, e quel portare il blu che è il titolo originale del libro. Ma è soprattutto una storia di miseria, la miseria di un mondo dove abita più di tutto la bugia. Kira è cristallina, Kira è blu, così come sono blu il piccolo Matt e gli altri due "artisti" che con Kira condividono una vita agiata, con i bagni e tutto ciò che gli occorre per lavorare ma che vedono nelle catene del cantore il sentore del proprio "destino", quello che hanno deciso per loro, non quello che loro stessi decidono per se. Sia The Giver che La Rivincita partendo dall'essere due libri di delicata bellezza fra cui non saprei scegliere, a tratti struggenti in alcuni passaggi sono dei libri meritevoli di essere letti. Il mondo di Kira è interessante quando dimostra un accentramento delle conoscenze e della creatività. E di come tutti cerchino di tenere la verità in un recinto, simile a quello in cui vogliono racchiudere i bambini insieme ai polli come se l'umanità fosse essa stessa di polli, di come chi cerchi di vedere al di là venga dato alla landa e come chi è creativo sia spinto ad esserlo solo e soltanto per narrare una storia già e già scritta, dove nessuno ha una sua voce. Un mondo di miseria, dove una cicatrice da scivolone diventa segno di vittoria. Ho un pò pensato al film The Village di Shyamalan. Una frase mi è rimasta infissa nella mente, è ciò che dice Annabella a Kira quando questa ha paura nel percorrere il sentiero. Non c'è bestie. Penso che questo libro sia uscito al momento giusto, e che vada bene soprattutto per gli adulti. Perché vedano il blu, e decidano, fermandosi, di coltivarlo.

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    Oli

    23/03/2011 19.32.48

    Al pari di "the giver-il donatore"! La vita all'interno del villaggio, le dinamiche tra i personaggi...tutta la storia è coinvolgente e ben narrata, oltre alla fluidità del racconto che non ti fa accorgere di essere già arrivato alla fine! La storia fa riflettere sulla diversità, sull'essere umano e sulla voglia di riscatto, inteso come potersi ricavare un posto all'interno della comunità...essere accettati!! Da leggere!!

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    Tintaglia

    16/03/2011 19.31.18

    Kira ha un nome a due sillabe, un talento magico nel creare intrecci colorati di filo che diano vita ai tessuti, e una gamba storpia dalla nascita: una gamba che l'avrebbe condannata alla Landa dopo nemmeno un giorno di vita se Katrina, sua madre, non l'avesse difesa con le unghie e con i denti dalle consuetudini che reggono la feroce società in cui vivono. Ma ora Katrina stessa giace nella Landa, corpo inerte che dà addio al suo spirito, strappato via da una malattia: e Kira dalle mani d'oro, Kira la storpia, teme il futuro che le si para davanti: non c'è pietà, non c'è tenerezza, la compassione è bandita nel mondo in cui si muove e la bellezza è cosa rara e non sempre riconosciuta. Ma la domanda, eterna, è: è possibile un altro modo di vivere? E si può scegliere il proprio destino, e influenzare così quello del mondo intero? Forse, con l'aiuto di amici fedeli, e il conforto del blu: colore di serena speranza, simbolo della pace che è là, lontana, ma raggiungibile. Il secondo capitolo della trilogia di Lois Lowry cambia personaggi e scenari rispetto a [i]The giver[/i], ma non presenta un mondo più ameno nè scelte meno dolorose. lo squallore regna anzi sovrano nel villaggio di Kira, squallore nelle primitive condizioni di vita ma squallore anche e soprattutto nei cuori degli abitanti, con poche eccezioni abituati dalla durezza dell'esistenza a lottare con ferocia, a coltivare l'invidia, a pratica l'uso spietato degli altri, apartire dai propri figli. Ma c'è sempre una speranza, una speranza che nasce dalla presa di consapevolezza della propria condizione, e dal riconoscereche ci sono persone ch esi prendono cura di noi e di cui noi vogliamo prenderci cura.

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