€ 4,39

€ 5,16

Risparmi € 0,77 (15%)

Venduto e spedito da IBS

4 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

Beoni, rissosi, spacconi: questa nomea, di solito attribuita alla gente di mare e alla gente di frontiera, accompagnava in Sicilia i solfatari, la cui vita di lavoro si svolgeva nelle viscere della terra più desolata e aspra, nell'arido cuore dell'Isola. Mito moderno, quasi incarnazione della «corda pazza», l'inferno e la follia della solfara hanno nutrito parte cospicua della letteratura siciliana - e italiana quindi - prima e dopo Pirandello. Ma la voce prestata a carusi e picconieri è stata per lo più voce didisperazione. Eccentrico in questo quadro, La rosa di zolfo sviluppa invece il mito, il lato favoloso, avventuroso, quasi leggendario: avendo come solo precedente l'avventura colorata di Rosso di San Secondo. Rosalia, zolfatara e maga e amante appassionata, corre dalla miniera alla foresta, dall'altipiano assetato al porto, e all'angiporto, della città; nell'intrico delle peripezie incontra e ama il brigante e il nobile, la «mano nera», Petrosino. Donna bellissima e temeraria, Rosalia, «la rosa di zolfo», sorge a rappresentare un sogno ingenuo e forte, il sogno di libertà dello zolfataro. Pubblicato nel 1957, questo romanzo curiosamente è stato dimenticato, come il suo autore.