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Stendhal

Curatore: M. Lavagetto
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 26
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XXVI-541 p. , Brossura
  • EAN: 9788811364313

Recensioni dei clienti

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    Arcimango

    25/01/2014 17.25.59

    In questo romanzo, enciclopedico come solo i grandi classici sanno essere, l'autore sviscera la parabola della vita di un giovane ambizioso mediante un'analisi squisitamente approfondita della psicologia dei personaggi -non a caso Nietzsche definirà Stendhal "l'ultimo dei grandi psicologi francesi". Una delle domande terribilmente attuali che la vicenda di Julien Sorel pone è:"Può un giovane di umili natali farsi strada nella società grazie alle proprie capacità?" Nel XIX secolo, del quale il romanzo è una "cronaca", la risposta è negativa. E oggi? La storia di Julien, giovane dominato dall'insanabile dissidio tra la razionalità dell'ambizione e le emozioni delle passioni umane, in cui nessuno stenta a riconoscersi, pone molte istanze la cui risposta non è mai scontata, che rendono questo libro non solo piacevole ma anche formativo.

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    rosa elena

    22/06/2013 16.04.06

    "Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire", diceva Italo Calvino ed in effetti "Il rosso e il nero" si presenta come una vicenda umana di straordinaria attualità. Come può fare un giovane dalla brillante intelligenza ad affrancarsi dal deprimente avvenire che il suo ceto gli riserva? Si tratta di una domanda che certo anche oggi molti si potrebbero porre ed è molto interessante lasciarsi condurre da Stendhal nella mente di questo idealista, ambizioso e cupo ragazzo della provincia francese del primo Ottocento. In effetti Stendhal trae spunto da un caso di cronaca per ritrarre la realtà del suo tempo come in uno specchio (per utilizzare una sua metafora): il denaro come valore morale, le ipocrisie sociali e l'invidia che da sempre la Casta degli arricchiti, dei privilegiati e dei cinici nutre nei confronti della gioventù e soprattutto dei giovani attraenti e alimentati da un segreto ardore che il mondo ed in parte loro stessi non riusciranno mai a capire. Al di là di questo, il romanzo presenta inoltre le attrattive del classico romanzo di formazione: Julien Sorel passa dalla provincia alla grande capitale con sorprendente rapidità, in una girandola di personaggi e situazioni che si susseguono rapidamente e lo trasformano in un dandy affascinante. I suoi amori sono cerebrali, paradossalmente frenati dalla sua stessa ambizione, che lo costringe a pensare machiavellicamente anche quando egli vorrebbe lasciarsi andare ai sentimenti. Il finale è dolce e struggente, perchè proprio quando perde tutto - e non dico di più per non spoilerare la vicenda - Julien è libero di far respirare il cuore, di amare, di poter pensare: "allora non me ne rendevo conto, ma ERO FELICE". Questa edizione presenta un notevole apparato critico, quindi la consiglio. In particolare, c'è anche una appendice che riporta il resoconto originale del processo ad Anthoine Berthet (il "vero" Julien Sorel) comparsa sulla "Gazette dex Tribunaux" nel dicembre 1827.

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    Nikko

    20/02/2009 13.09.45

    Lo stile è piacevole, dolce e semplice. Quest'opera ha diversi tratti noiosi che tendono ad aumentare durante lo svolgimento della storia. Stendhal dipinge i sentimenti e le passioni del protagonista J. Sorel come se fosse distante. Il tutto sembra si svolga in un microcosmo ovattato, dietro un vetro sottilissimo ed inneffabile, ma sempre presente. Per una volta discordo con Nietzsche che definì Stendhal "l'ultimo degli psicologi francesi".

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    Piccia

    03/08/2008 12.56.57

    Scrivo il mio commento qui, perché la mia edizione (opportunity books) non è più disponibile su ibs. Innanzitutto invito il potenziale lettore a stare attento agli "spoiler": in molte edizioni la conclusione del romanzo è svelata da una nota nelle prime pagine, nella mia direttamente nell'introduzione e nella quarta di copertina. Ma, anche se vi siete rovinati il finale, il libro è comunque godibile perché, se ci limitassimo alla sola "storiella", allora 'il rosso e il nero' sarebbe solamente un Harmony scritto bene. Quello che Stendhal riesce invece a fare è costruire magistralmente i suoi personaggi, approfondendone la psicologia anche in rapporto alle condizioni sociali e politiche dell'epoca (e per questo è consigliabile, prima di iniziare la lettura, un ripassino di storia francese, dalla rivoluzione al 1830). Se vi piacciono i romanzi introspettivi, questo è il libro che fa per voi.

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    prof. Anna Paola Malinconico

    28/05/2008 19.51.41

    Lasciatevi trasportare dal ritmo di Stendhal... Vi innamorerete dei suoi personaggi, soprattutto di quelli de "Il rosso e il nero"

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    bebe

    02/02/2008 12.27.18

    non è un libro facile nè intrigante di quei libri che ti catturano che non vedil'ora di finirlo quando leggete il rosso e il nero scordatevi tutto questo,spesso pagine pesantissime vi accompagneranno in questa lettura.Arrivati all'ultima pagina xò scoprirete che questo libro non vi ha lasciato solo un ricordo di un bella emozione cm certi romanzi belli ma vuoti di contenuti, sicuramente un libro da leggere pechè dopo ci si sente un po' meno vuoti

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    Enrico Griseri

    30/01/2008 12.21.28

    Romanzo avvincente, profondo, magnifico! Un piccolo suggerimento editoriale: se negli ultimi anni non è stata tolta (la mia edizione è di qualche tempo fa), la nota a p. 27 va assolutamente eliminata... perché svela al lettore la conclusione del romanzo. Per una sfortunata coincidenza, una cosa analoga (stando ai commenti di molti lettori su IBS) avviene anche nell'edizione Einaudi.

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    stefania

    28/07/2006 20.56.23

    Sicuramente un libro denso di spunti, ma prima di leggerlo preparatevi a momenti di grande noia!

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    Dolma

    18/01/2006 18.02.34

    Ho letto questo libro in classe all'università e credo que c'è una miraviglia. Ora sono studiando Antoine Berthet per fare un buon travaglio. Il mio voto è molto alto perque mi è piaciutto molto!!!

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