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Disco 1
  • 1 Sabbath bloody sabbath
  • 2 A national acrobat
  • 3 Fluff
  • 4 Sabbra cadabra
  • 5 Killing yourself to live
  • 6 Who are you
  • 7 Looking for today
  • 8 Spiral architect

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    Alex Lugli

    06/05/2010 11.48.55

    Nel Dicembre 1973 i Black Sabbath pubblicarono "Sabbath Bloody Sabbath" (sotto Label Vertigo poi ristampato in CD dalla Castle/Sanctuary), album caratterizzato da atmosfere Progressive Rock ancor più nette. Ciò si deve anche alla presenza di Rick Wakeman degli Yes che compariva alle tastiere, come membro esterno. Fra i brani più evidentemente progressivi si possono citare "Spiral Architect" ed "A National Acrobat" ma non mancava comunque il "classico" sound della formazione con "Sabbath Bloody Sabbath" e "Killing Yourself To Live". Il disco, tutto sommato, fu un altro grande successo e considerato un punto importante della loro carriera artistica. L'album riscosse un grande riscontro commerciale in tutto il mondo. La sua caratteristica principale era, appunto, una contaminazione tra il suono duro e pesante tipico del gruppo con atmosfere quasi Progressive, dovuta soprattutto alla presenza di Rick Wakeman (reclutato in incognito da Iommi) come tastierista. Tali atmosfere progressive sono in particolare evidenti in "Who Are You", costituita quasi esclusivamente da riffs di sintetizzatore, e in "Spiral Architect". Al fianco di tali brani ve ne sono tuttavia altri (come "Sabbra Cadabra" e "Killing Yourself To Live", brano scritto da Butler mentre era ricoverato in ospedale per operarsi per via dei suoi abusi d'alcool) che mantengono il sound duro che caratterizza lo stile del gruppo. L'origine del titolo di "Sabbath Bloody Sabbath" ha generato due ipotesi: la prima (più accreditata) che si riporta ad uno storpiamento del titolo del film di John Schlesinger "Domenica, maledetta domenica"; la seconda invece che si ispira ad un tragico episodio avvenuto nel 1972 nell'Irlanda del Nord. In conclusione, un album straordinario che ha ampliato e plasmato non poco l'evoluzione del sound del gruppo, evoluzione voluta soprattutto da Iommi. E' un disco di portata epocale e veramente uno dei lavori, insieme al primo album omonimo e pochi altri, che hanno gettato le basi tematico-musicali di tutto l'Heavy Metal che verrà.

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    Ennio

    18/07/2005 15.11.58

    Bellissimo! Qui il suono durissimo si mescola a passaggi piu' vicini al progressive. Un disco fondamentale, forse il top del gruppo.

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