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Tutti i giardini del mondo (cinesi, giapponesi, indiani, iranici, arabi, europei...) sono artificiali; però in quelli cinesi e giapponesi, ma soprattutto in quelli giapponesi, la mano dell'uomo non si deve vedere.Gli altri giardini del mondo celebrano il dominio dell'uomo sulla natura, quindi si presentano con disegni geometrici, con simmetrie ottenute grazie alla ferrea disciplina delle piante raccolte in aiole, vasi, bordure, spalliere, degli alberi allineati in viali, delle acque fatte zampillare da fontane o raccolte in vasche, e si ornano di statue che sottolineano ancor più la presenza regale dell'essere umano. I giardini della Cina e del Giappone mirano alla fusione dell'uomo nella natura, quindi sono deliziosamente disordinati ed asimmetrici, ricchi di sorprese e di angolazioni impreviste. La mano dell'uomo c'è, ma deve restare del tutto nascosta. Il risultato finale deve somigliare ad uno spazio incantato della natura, dove gli elementi più squisiti del paesaggio, sassi, alberi, cespugli, acque, si siano radunati casualmente per la delizia e l'ispirazione del visitatore. I fiori sono ammessi, ma non in misura maggiore di quanto si potrebbe riscontrare negli stessi luoghi prima dell'avvento dell'uomo. [...]Benissimo ha fatto Paola Di Felice a fermarsi, nel corso dei suoi studi giapponesi, sul Sakuteiki, ovvero le «Annotazioni sulla composizione dei giardini»; opera di cui non si conoscono con certezza né l'autore né la data di composizione. Si ha però ragione di supporre che ne sia stato autore un nobile di altissimo rango, Tachibana no Toshitsuna (1028-1094), in realtà un rampollo della famiglia Fujiwara, a quei tempi addirittura superiore per potenza e ricchezze alla dinastia imperiale. Risulta inoltre essere, allo stato attuale delle conoscenze, il più antico testo esistente sull'arte dei giardini. [...]L'opera era già stata tradotta in inglese e francese, ma è la prima volta che questo interessantissimo testo viene presentato ai lettori italiani in una traduzione diretta dall'originale.
Dalla Prefazione di Fosco Maraini
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