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James Ellroy

Traduttore: G. Costigliola
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 859 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804593867

Recensioni dei clienti

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    ago

    17/02/2014 09.19.55

    Non sarà l'opera di Ellroy più famosa, ma io l'ho trovata bellissima. Anzi, personalmente, senza paura di esagerare, lo considero - per una serie di motivi che non sto qui ad elencare... - uno dei tre romanzi della mia vita insieme ad IT e IL FASCIOCOMUNISTA. Caratterizzazioni dei personaggi, soprattutto quelli dei personaggi femminili, fantastiche; trama avvincente; richiami storici "che colpiscono"; l'idea del doppiogioco e del complotto che ingredienti che ne fanno un po' il "Il cimitero di Praga" americano: insomma, leggetelo!

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    Giuseppe

    23/10/2012 10.57.46

    Non è a livello di American tabloid e Sei pezzi da mille, ma Ellroy si dimostra sempre un grande. Ci vuole un po' tempo per entrare completammente nella narrazione, la prima parte infatti è a mio parere un po' macchinosa. Inoltre, al contrario dei primi due libri, il complotto politico è meno protagonista e invece si dà molto più spazio alla "fiction". Resta comunque un bel libro superiore alla media.

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    Novecento

    10/07/2012 16.43.51

    Un punto lo tolgo solamente perché inferiore ad "American Tabloid" e "Sei pezzi da mille". Ma stiamo sempre parlando di un Ellroy in grande spolvero. Ottima trama ad imbuto e splendidi affreschi femminili. Da leggere.

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    Paolo Rigamonti

    12/10/2011 14.07.58

    Un grande Ellroy, non il più grande. Ma sempre un ordito straordinario.

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    rainbow

    06/11/2010 22.13.53

    Che mattone, ma che bello, come tutti i romanzi di Ellroy! Certo, non do il 5/5 per due motivi: un punto lo tolgo per la lunghezza, davvero eccessiva, le stesse cose il nostro magnifico le poteva dire in metà pagine, anche meno; un secondo punto lo tolgo perchè l’opera, pur bella, lo ribadisco, si colloca comunque al di sotto dei primi 2 soggetti della trilogia politica (American tabloid e Sei pezzi da mille). E poi racconta un periodo fantastico (nel bene e nel male) della storia americana e mondiale tratteggiando più che altro episodi e personaggi della criminalità comune, non uomini politici e/o criminali politici. Certo, questi intrighi malavitosi hanno sempre un riferimento politico, ma esso passa troppo in secondo piano, la politica dovrebbe essere regina anche in questo libro, come lo era nei primi due; invece è solo dama di corte. Che la trama si fatichi a seguirla non ha poi questa grande importanza in un romanzo che vive soprattutto di colpi allo stomaco, ogni capitolo lo è, ogni frase, ogni parola. Poteva essere un capolavoro, è invece un libro che affascina i cultori di Ellroy; solo loro, probabilmente.

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    marco77

    03/09/2010 17.25.52

    BANDIERa bianca dopo 50 pagine,cento personaggi inseriti, se ci fosse stato anche pluto non me ne sarei accorto mamma mia.

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    Vella

    16/07/2010 12.49.48

    Questo terzo capitoli della trilogia americana di Ellroy è effetrtivamente sotto tono rispetto ai primi due. E diavolone qui sotto ha ragione rispetto alla mancanza di caratterizzazione di chi, dall'altra parte della barricata, contestava il sistema in quegli anni. Ma Ellroy è esplicito: qui si guarda la storia dal punto di vista dell'establishment, della reazione delle istituzioni. Consigliato ai fan, meno a chi legge ellroy per la prima volta. E comunque, da patito ottuso di Ellroy, le trascrizioni delle telefonate tra Hoover e Dwight valgono da sole il prezzo del libro!!!!!!

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    Giorgio Girelli

    10/05/2010 10.27.08

    Ellroy è un graaande, ma comincia a riciclarsi... Una riscrittura-espansione di American Tabloid/Sei pezzi da mille, consigliata ai fans della mitologia elroyana.

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    gianma79

    26/04/2010 01.47.36

    D'accordo con la critica americana, un estenuante capolavoro.

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    giuseppe

    24/03/2010 16.09.44

    una sola parola: delusione

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    Mattia

    23/03/2010 16.37.11

    850 pagine dentro un abisso fatto di intercettazioni, complotti, vudu e femme fatale. Ellroy chiude la saga dell'Underground Trilogy con un capitolo assolutamente all'altezza di American Tabloid e Sei Pezzi Da Mille. Sembra procedere piano, ad un certo punto ti chiedi dove vuole portarti questa storia e poi ti ritrovi stregato, come i protagonisti, dall'universo che gravita attorno a Joan R. Klein, la Dea Rossa.

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    diavolone

    16/03/2010 16.45.29

    Una mezza delusione, molto inferiore ai due romanzi precedenti per non parlare della quadrilogia su los angeles che, a mio giudizio, rappresenta la vetta della narrativa ellroyana. Alcuni personaggi e le loro storie mi sono apparsi troppo inverosimili: sarà che la vena complottista e lo sguardo cinico e disincatato (anche se meno accentuato che in passato) trovano maggiore aderenza quando sono rivolti verso il mondo criminale/politico/affaristico mentre non spiegano adeguatamente le ragioni di chi, nel 68 e negli anni seguenti, ha cercato di contestare il sistema. A meno di voler uniformare a forza le scelte, le motivazioni e le aspirazioni, spesso contrapposte, di chi ha vissuto quegli anni su fronti opposti. Col rischio di banalizzare e rendere poco credibili le dinamiche e le parabole esistenziali dei vari personaggi. peccato

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    Domiziano

    22/02/2010 18.00.46

    Terzo capitolo della saga docu-fiction di Ellroy sulla storia statunitense tra gli anni 60' e 70'. Atteso da molto tempo e preceduto da una serie di opere che mi hanno perplesso alquanto ,questo romanzo recupera parte del "meglio" di Ellroy : il ritmo , la caratterizzazione dei personaggi, il linguaggio (nella ottima traduzione) ed alcune ossessioni tipiche dell'autore (una su tutte la ricerca della figura "materna"). Tuttavia mostra anche una certa ripetitività ed un netto calo di tensione ,dopo la metà circa del racconto. Romanzo corale , incentrato su personaggi carismatici , destinato ad essere raccontato da un "picaro sui generis" non mi ha soddisfatto fino in fondo.Sembra che l'autore abbia perso molto del cinismo che lo caratterizzava e sia ora incline a vagheggiare scenari quasi "a lieto fine"(!!!).Sarà stata l'influenza hollywoodiana.

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