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Daria Bignardi

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2015
Pagine: 109 p., Rilegato
  • EAN: 9788804655381
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L'intervista di Barbara Stefanelli tratta da Wuz.it

B. Stefanelli - All’inizio del libro c’è questa sensazione di appartenenza, l’idea che l’amore del mondo in qualche modo non ci escluda. Alla fine l'importante non è quale sarà la vocazione di Mila, ma come lei fa questo percorso di ritrovamento di quell’amore del mondo, di come si mette in condizione di ritrovarlo. Ci sono donne che fuggono nel tuo libro, ma non da qualcosa, piuttosto verso qualcosa...

D. Bignardi - Le mie donne fuggono verso una felicità che è impossibile, ma forse, da qualche parte dentro di loro, c’è. Questo “destino” del dover assomigliare a sé stessi non dobbiamo lasciarlo indietro, è il bisogno di ricordarsi cos’è importante, non dimenticarsi di sé. Cos'è che mi fa vibrare, mi fa essere felice, che mi fa essere me stessa? È legato all’identità più che alla felicità, come la cosa più importante che noi abbiamo. Questo manca a Mila, questo è il suo malessere. Devo essere me stessa perché se non lo sono rischio di ammalarmi.

B. Stefanelli - «Niente serve, tanto vale volersi bene» è una delle ultime frasi di Mila, come se per ritornare alla sensazione di appartenenza al mondo, devi provare a volerti bene e rimetterti in movimento...

D. Bignardi - Sono contenta di sentire questa interpretazione perché chi legge aggiunge sempre qualcosa a quello che viene scritto. In realtà io ho scritto quella frase pensando al “io ti voglio bene”, non al “volersi bene”. Ogni libro illumina una serie di coincidenze. Per esempio: la copertina di questo libro è una copertina di Dino Buzzati, autore che ha sempre scritto di trascendenza. Io non avevo la minima idea che Dino avesse fatto come ultimo libro un libro di disegni, I miracoli di val Morel, tutti miracoli di Santa Rita che lui si era immaginato. Il disegno della mia copertina ricorda proprio due eventi importanti che avvengono nel libro. Io non sapevo niente di questo libro di Buzzati, per me è stata una grande coincidenza.

Recensioni dei clienti

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    Laura

    18/07/2016 10.40.25

    Mila, la protagonista di questo brevissimo romanzo, è la fusione di altre due figure femminili create dalla Bignardi - Eugenia di un "Karma pesante" e Sara di "L'acustica perfetta". L'insofferenza dell'una e la voglia di fuga dell'altra rifluiscono in questa storia inconcludente, che si legge in poco tempo ma che lascia poco.

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    cristina

    13/12/2015 19.54.11

    Il libro si legge agevolmente e piacevolmente in tre quarti d'ora. Dopo averlo finito cosa mi ha lasciato a parte una vaga sensazione di sentirmi a posto con la coscienza? Ma forse è già qualcosa. Però diciamoci la verità, pare un romanzo incompiuto e abbozzato e in quanto tale l'interiorità della protagonista resta per tutto il tempo un po' appesa lì senza un perché, così come i suoi "gesti". Il riferimento a Santa Rita poi non c'entra proprio niente!

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    Umberto Mottola

    03/11/2015 17.04.58

    Effettivamente, come ho letto in altri commenti, sembra un romanzo incompiuto; la protagonista non approda ad uno scioglimento dell'intreccio.

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    donachelegge

    10/08/2015 15.14.15

    Un libro che contiene uno spunto interessante, che però tale rimane. Sembra una bozza, una raccolta di idee preparatoria.

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    Tina

    01/08/2015 12.47.55

    Letto in mezz'oretta e non ne ho capito il senso. Molto diverso dai soliti libri della bignardi mi ha un po deluso.

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    Federica

    01/07/2015 14.19.31

    Libro superficiale che non mi ha lasciato nulla e dalla grandezza dei caratteri e dalle pagine vuote lasciate tra un capitolo e l altro si capisce il motivo per cui è stato scritto

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    Mauro

    28/06/2015 18.30.19

    ho più volte interrotto la lettura, mi sono imposto di finirlo, ma, come qualcuno scrive qui....non mi è rimasto nulla.

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    Alessandro

    14/06/2015 23.01.09

    Libro scorrevole con una trama leggibile. Peccato che andava approfondito con maggior caratterizzazione dei personaggi....e

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    FRANCESCA

    10/06/2015 17.50.56

    Io di libri inutili ne ho letti parecchi ma questo penso proprio li batta tutti.

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    Pana

    09/06/2015 16.40.49

    Un racconto in cui l'epilogo mi sfugge, come in "L'amore che ti meriti". Le voci narranti sono più intimistiche che dialoganti. I fatti poco pregnanti di sussistenza. Però va via bene.

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    alida airaghi

    23/05/2015 08.16.32

    Perché si scrivano e si pubblichino libri di reale inconsistenza come questo, rimane un mistero. Credo che nessuno dei personaggi qui tratteggiati da Daria Bignardi, né alcuna delle vicende che li vedono protagonisti, possa rimanere impresso nella mente di qualsivoglia lettore per più di mezz'ora. Un matrimonio come ce ne sono molti, certo non felice, ma nemmeno drammatico, tra un Paolo e una Mila che non si cercano e non si capiscono più: tre figli, la dodicenne Maddi (la cui battaglia contro i pidocchi pare essere l'unico terreno di incontro con la madre) e due gemelli vivaci e rompiballe. Milano di sfondo, caotica, inquinata, umana-disumana. La protagonista quarantenne patisce una piena crisi esistenziale, con tre mezzi suicidi alle spalle, vari tentativi di lavoro, un volontariato a San Vittore presto abbandonato, una degenza ospedaliera in cui viene illuminata sull'esistenza mistica di Santa Rita (che non si comprende quale funzione abbia nella narrazione, se non per la futile coincidenza di aver avuto anche lei, come Mila, un marito Paolo e due gemelli), e una serie di altri episodi abbozzati, casuali, pleonastici: un amico morto durante un'immersione subacquea, una ragazza che si butta sotto la metro, nonni deceduti per cancro, comparsate di improbabili vicini di casa. Insomma, il nulla raccontato con esibita banalità stilistica, o intollerabile retorica. Qualche esempio? "...non lo sapevo ancora che nessuno può proteggerti da te stesso, nemmeno chi ti ama"; "Non so cosa voglia dire amarsi - l'ho visto fare, forse non l'ho mai provato"; "E' proprio quello che mi manca: l'amore incondizionato. Anche se sei triste, nervosa, anche se stai male. Soprattutto se stai male". E infine la conclusione, sospesa, lieve, dolcissima: "Li oltrepasso sorridendo per quell'interminabile bacio che non riesco a non osservare, come fosse un tramonto. Oggi non vado a lavorare. Non so ancora dove vado. Però cammino". Insomma, un libro evitabile, come molti talk-show.

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    Beatrice

    18/05/2015 21.50.46

    "Le cose sono andate in un altro modo. Sono venuta a vivere in una grande città, ho sposato un uomo che ha la capacità di ferirmi, ho smesso di pregare; ma non ho dimenticato la luce". "Santa degli impossibili" si legge d'un fiato. E' un breve bellissimo romanzo a più voci. La più intensa è quella di Mila. Mila lavora in un mensile, ha una famiglia, vive a Milano e come Milano "va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può". E' una donna inquieta -in cui molte donne si riconosceranno- che a quarant'anni prova a riprendere in mano il filo del suo destino e a ritrovare quella luce.

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    irina

    17/05/2015 05.51.59

    Sono rimasta delusa, mi e' rimasto poco dentro. E' scorrevole, pero' sin dall'inizio ho avuto l'impressione di 'deja vu'. Non al livello di Acustica Perfetta o L'amore che ti meriti.

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    luca ferri

    14/05/2015 23.02.42

    Ed ecco che "L'amore del mondo", il tuo libricino pubblicato nel 2011 dal Corriere della Sera, prende forma e sistema tutti i tasselli...la protagonista trova un nome, Mila...una vacanza un po' atipica a Ventotene, la prima col marito Paolo, segna il vero inizio di una vita insieme non priva di complicazioni... il prologo, in cui si parla della "Santa degli Impossibili", con la splendida frase ripresa anche in quarta di copertina, si aggancia con la raccolta di disegni di Buzzati (vedi copertina del libro) e col "miracolo non richiesto" che sta per accadere ...e il miracolo sono le ultime nove pagine del libro...meravigliose...da leggere tutte d'un fiato...perchè sembra davvero di essere al parco insieme alla protagonista ad ascoltare un sax...sembra di sentire il profumo dell'erba tagliata e il cinguettio degli uccelli...e sembra di respirare il bacio magico di due ragazzi abbracciati. Questo libro... che riprende in parte il panico, i tormenti e il cambiamento post-ricovero di Eugenia nel Karma Pesante e ricorda anche le difficoltà di coppia nell'Acustica Perfetta e le inquietudini di Sara, non compresa dal marito Arno e con la voglia di fuggire da tutto... è un dolce monito a chi ha la tentazione di buttarsi via...perchè la vita ti aspetta...la senti pulsare sulla panchina di un giardinetto come in un bar rumoroso e disordinato...e se anche non si sa dove andare, sempre meglio volersi bene, camminare e vivere... Grazie Daria, sei come sempre bravissima...nella tua scrittura adoro anche le virgole:-)

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